Bruno Vettore: “Il capitale umano è il vero patrimonio di un’azienda!”

Una vita nel settore del Real Estate, Bruno Vettore è riuscito negli anni a diventare uno dei massimi esperti nel proprio campo. Lo ha fatto partendo dal basso, lavorando sodo, cercando sempre l’intuizione giusta per crescere e migliorarsi.


Oggi è CEO di BV Invest, attiva nell’ambito della formazione e consulenza manageriale, del network development e real estate advisory e recentemente è stato nominato anche A.D. di FCGROUP, gruppo composto da 500 professionisti che opera nei settori immobiliare, creditizio e assicurativo con i brand Fondocasa, Cheaffitti, We-Unit ed Henia. Nel 2011 ha ricevuto l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine “Al merito della Repubblica Italiana”. Un manager attento e preparato ed anche estremamente elegante. Con lui abbiamo voluto aprire un focus sul mondo dell’immobiliare in questo particolare momento storico.

Da sempre lei si occupa di Real Estate: come è cambiato il mercato nel suo settore negli ultimi anni?

Il mercato immobiliare è cambiato moltissimo! Siamo passati dall’ascesa dei primi anni duemila, anno record per numero di compravendite, il 2007 con oltre 840mila transazioni nel comparto residenziale, alla forte discesa del periodo successivo che ha più che dimezzato i volumi. Solamente negli ultimi due anni si è registrato una graduale ripresa, che nel 2017 ha riportato il numero delle compravendite a circa 540mila. Quindi abbiamo assistito ad una profonda crisi di settore, più incisiva rispetto alla normali ciclicità del mercato, poiché in concomitanza ad una generale e diffusa flessione economica nazionale ed internazionale, per i noti problemi congiunturali.

Da agente immobiliare a manager di successo: qual è stato il suo percorso?

Sono entrato nel settore immobiliare nei primi anni ottanta, le confesso un po’ per caso e con qualche incertezza. Ma è bastato poco tempo per capire che si è trattata di una buona scelta. Favorito da una azienda in fase di sviluppo e un ambiente davvero formativo e motivante, in pochi anni sono arrivate ottime soddisfazioni, professionali ed economiche. Nel 1986, a soli 25 anni, avevo già la mia prima agenzia immobiliare di proprietà. Questo è stato l’inizio del mio percorso che mi ha portato negli anni ad occuparmi di gestione, formazione e sviluppo del network del quale facevo parte, di altre aziende affermate e di alcune start up, fino a diventare, dopo oltre trent’anni di lavoro, uno dei manager di maggiore esperienza nel settore.

Quali sono gli interventi secondo lei indispensabili da parte delle istituzioni per dare un nuovo impulso al settore immobiliare?

Il tema più ricorrente in molti settori è quello della “semplificazione”, ovvero la necessità di rendere più agevoli le procedure per chi acquista o vende e di offrire maggiori certezze agli investitori. In un paese dove periodicamente si adottano nuove tassazioni o si cambiano quelle esistenti, dove i pubblici registri sono di difficile consultazione, dove l’ottenimento di concessioni edilizie a volte necessita di tempi biblici, diventa oggettivamente complicato generare  un forte impulso. Dimenticando, tra l’altro, che invece l’edilizia ed il settore immobiliare in genere sono  stati, in altri momenti storici, motori potenti per lo sviluppo economico del paese.

Che momento è questo per chi compra e per chi vende?

Il mercato è in ripresa, il mattone ritrova fiducia e quindi, anche se può sembrare paradossale, siamo in un fase positiva sia per chi compra che per chi vende. Mi spiego meglio: chi vende  lo può fare finalmente in tempi più rapidi rispetto ad un recente passato a fronte di una crescente richiesta, infatti i tempi medi di vendita si sono abbassati da 8/9 mesi a 4/5 mesi; per chi acquista si prospetta la possibilità di investire cifre ragionevoli essendo i prezzi stabili e ancora condizionati dalla recente crisi. Inoltre il mutuo per acquisto sta diventando maggiormente accessibile, in relazione alle politiche creditizie praticate dagli istituti bancari, più favorevoli per la clientela.

Quali sono gli step da seguire per un giovane che volesse intraprendere la sua carriera?

Sul piano formale un giovane deve frequentare un apposito corso, superare un esame ed abilitarsi alla professione. Questo non è affatto sufficiente, poiché bisogna necessariamente fare una esperienza “sul campo” per verificare l’attitudine alla relazione con il cliente e la capacità commerciale, oltre allo spirito di sacrificio, elementi assolutamente fondamentali per svolgere con buoni risultati questa attività.

Nel ramo immobiliare il franchising ha sempre rappresentato un fondamentale veicolo di crescita per le aziende del settore: quali sono le motivazioni per cui funziona meglio che in altri settori?

Perché da sempre “l’unione fa la forza”! Stare sul mercato in forma aggregata, coesa e collaborativa aiuta tutti a lavorare meglio. Fare parte di un sistema, di un network, è sempre consigliabile poiché le sinergie e le economie di scala favoriscono anche il singolo. Inoltre sul piano dell’immagine, della comunicazione e del marketing l’impatto che può avere una grande azienda è decisamente superiore rispetto all’operatore autonomo. Detto ciò è opportuno comunque affermare che esistono eccellenti professionisti all’interno di reti e anche validissimi professionisti che svolgono il lavoro in modo indipendente.

Lei è alla guida di BV Invest: a che tipo di interlocutori si rivolge la vostra azienda?

BV Invest è la mia società, alla quale sono molto affezionato e che ho creato nel 2013 con la collaborazione della mia famiglia. Si occupa di Consulenza Direzionale e Formazione Manageriale e, con l’ausilio di alcuni Partner, si rivolge alle PMI per migliorare i processi organizzativi e la gestione delle risorse umane, attraverso percorsi formativi individuali e di gruppo.  La valorizzazione del cosiddetto “Capitale Umano”, il vero patrimonio di una azienda, è una delle cose che ci riescono meglio.

Recentemente è stato nominato A.D. di FCgroup: quali sono i suoi obiettivi?

FCgroup è una azienda presente nei settori immobiliare, creditizio ed assicurativo. Ritengo abbia grandi margini di sviluppo e forti potenzialità. Il gruppo, che quest’anno celebra il trentennale, ha buoni fondamentali di base e ottime professionalità in ambito manageriale. Insieme con il Presidente Alessandro Pollero contiamo in un triennio di dare un forte impulso alla crescita ed in un quinquennio di raddoppiare i volumi generali dell’intero gruppo.

Nella sua biografia lavorativa si evince quanto conti la formazione per lei: in che modo oggi bisogna formarsi per avere successo?

In un mondo che cambia vorticosamente e che ci impone di agire con rapidità, la nostra capacità di adeguare modalità operative, metodologiche e comportamentali è basilare. In questa ottica la Formazione è uno strumento necessario, una scelta obbligata, per aggiornare le competenze e, soprattutto, intervenire sulla mentalità, sulla cultura, sulla motivazione di tutti i componenti di un team.

Lei ha scritto due libri: uno sulla crescita professionale e uno sulla leadership. Cosa ha voluto trasmettere?

Il mio intento è stato quello di descrivere il mio percorso personale e professionale, raccontando le emozioni, le gioie e le delusioni, i momenti di successo e le pause di riflessione. Insomma il grande teatro della vita, raccontato da una persona che viene dal basso e che con un grande impegno, un inesauribile entusiasmo ed una fortissima passione è riuscita ad acquisire una leadership, certamente non innata, ma conquistata con volontà e lavoro.

Quali sono le caratteristiche che deve possedere un manager moderno?

Credibilità. Flessibilità. Autorevolezza.

 

 

Tratto da Uomo&Manager di Febbraio 2018

1 commento
  1. Roberto dice:

    Voglio ringraziare il Sig. Bruno Vettore , persona che ha fatto buon frutto della sua intuizione , raggiungendo le massime capacità del settore.
    . Per la mia esperienza , quello che mi rammarica , è l’approccio iniziale del primo colloquio necessario a comprendere le essenziali attitudini dell’esaminato, nel quale ruolo, il Reuters – come persona con qualificazione ed esperto, dovrebbe essenzialmente avvalorare il capitale umano dell’esaminato e non farsi trasportare da inclinazioni aziendali non consone a questi principi. dimenticando che il vero patrimonio di un’azienda è il fattore princoipale quello del concetto umano.
    Roberto Membro Linkedin

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