Conosciamo i nostri limiti per imparare a superarli

Tutti noi dobbiamo imparare a convivere con i nostri limiti ed accettarli. Ciascuno di noi auspica per sé e per la propria famiglia il presente e sopratutto il futuro perfetto, fatto di serenità, pace e benessere, fisico, psicologico ed anche… economico.

Per questo ci alziamo ogni mattina, con mille idee nella testa, che vorremmo riuscire a realizzare prima dell’ora di pranzo, salvo poi accorgerci a metà della mattinata di esserci posti obiettivi assolutamente non raggiungibili. E ci assale un senso di scoramento, la tensione sale ed iniziamo a pedere lucidità, anche nei compiti più semplici da svolgere. Mandiamo mail senza senso, sgridiamo i nostri collaboratori per futili motivi e tendiamo a guardare sempre il bicchiere mezzo vuoto.

Tutto questo, perché non siamo riusciti a portare a casa i risultati prefissati la mattina o il giorno prima, nei tempi che noi stessi ritenevamo idonei. Avete mai pensato al fatto che il dono dell’infallibità è unicamente divino? Chi lavora, e lo fa con i crismi giusti, sa benissimo che la produttività è il risultato finale sul quale devono convergere gli sforzi e quando l’obiettivo non viene raggiunto, beh… meglio stargli lontano.

Ma la verità è che non vince sempre chi spinge di più sull’acceleratore, ma chi arriva al traguardo modulando la potenza del proprio mezzo. Con questo non vogliamo né giustificare, né applaudire, chi vede il lavoro esclusivamente come fonte di sostentamento, che timbra il cartellino la mattina ed inizia a guardare l’orologio sperando che le lancette scorrano via veloci, per poi lasciar cadere la propria penna sul foglio allo scadere dell’orario lavorativo! Il lavoro è ben altra cosa. Il lavoro nobilita l’anima e va svolto con dedizione e rispetto, poiché ci offre senza dubbio il modo di guadagnarci da vivere, ma anche e soprattutto di crescere, di espandere i nostri orizzonti.

Tuttavia, come dicevamo in precedenza, non bisogna esagerare e occorre imparare ad accettare il fatto che possono capitare imprevisti, che esistono problemi ai quali si deve concedere più tempo per essere risolti. Ed il modo migliore per sbagliare, credo, sia proprio guardare la propria agenda. Sarebbe forse il caso, anzi, di metterla sulla scrivania e, come novelli narratori del lavoro 4.0, scriverla in tempo reale, facendola quasi diventare un diario della nostra attività quotidiana, mostrando come il nostro impegno e la nostra professionalità non possano essere ridotte ad un planning di poche righe incastonato tra un’ora e l’altra. Noi siamo molto di più. Siamo manager che devono ottenere risultati duraturi, che devono saper impostare il proprio lavoro e quello degli altri, che devono, in due parole, essere produttivi. E per far questo dobbiamo in primis metterci in testa che non possiamo essere troppo schematici. E soprattutto non possiamo non considerare i lati deboli della nostra essenza di esseri umani. Leggo di robot che presto saranno deputati a svolgere i lavori più differenti, che sostituiranno l’uomo in mille e più attività. Continuo a pensare che non ci sarà mai macchina più perfetta di quella umana. E a renderla tale, credo sia proprio la fallibilità e la capacità di accettare i propri limiti. Questo e soltanto questo ci rende in grado di aggirarli, imparando dai nostri stessi sbagli. Possiamo in questo modo tararci su noi stessi e pianificare ogni nostra attività senza il rischio di rimanere delusi da noi stessi. Identica considerazione, ovviamente, va fatta per i nostri collaboratori, o per le persone con le quali quotidianamente abbiamo a che fare: non ci sono in giro, che io sappia, moderni Superman in grado di assolvere ad ogni compito assegnato senza sbavatura alcuna. Non avrebbero senso i team, o gruppi di lavoro, se ci pensate bene.

Mettiamoci dunque comodi ed osserviamo le nostre giornate scorrere, impegnandoci, certo, ma senza ansie da prestazione, che diverrebbero solo di ostacolo al raggiungimento del nostro obiettivo. Diventiamo biografi della nostra vita, compilando e stilando le nostre agende in modo sano e veritiero. Il tempo è tiranno, questo lo sappiamo, ma non possiamo divenirne schiavi. Siamo umani ed al nostro essere tali dobbiamo concedere debolezze e imperfezioni. Alla lunga, accettando tutto ciò, vedrete che i risultati saranno egualmente raggiunti.

 

 

Tratto da Uomo&Manager di Febbraio 2018

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