Felicità e benessere organizzativo: come le Aziende 4.0 catturano i talenti in Europa

Se un’azienda vuole davvero acquisire le eccellenze professionali sul mercato del lavoro europeo, allora non deve avere come (sola) priorità risparmiare sullo stipendio offerto, ma piuttosto concentrarsi sulla felicità e sul benessere della persona.

I talenti da qualche anno si trovano così, offrendo welcome package per i nuovi assunti che rispondano alle loro passioni, 5 settimane di ferie pagate, massaggi fisioterapici e posturali gratuiti, supporto totale nella fase di trasloco per posizioni internazionali e un welfare box completo che comprende piani pensionistici e assicurativi personalizzati e centri per l’infanzia gratuiti. Il tutto con poche differenze tra ruoli manageriali e di staff. In cambio? Lavorare in progetti innovativi con compiti di sviluppo impegnativi, ma supportati da obiettivi di lavoro assegnati in base ai reali interessi dell’individuo. Questi sono solo alcuni degli ingredienti del nuovo mercato del lavoro europeo su cui le aziende italiane che vogliono attirare talenti devono investire da subito per ottenere una produttività aziendale dirompente.

Benessere vuol dire produttività

Da tempo, autorevoli studi ed evidenze empiriche hanno dimostrato lo stretto connubio tra benessere organizzativo e produttività aziendale. L’ambiente organizzativo è un sistema aperto in cui operano attori diversi per motivazione e personalità, inseriti in un tessuto relazionale dinamico. Per questo motivo, risultano determinanti la progettazione degli spazi e la creazione di un ambiente professionale sano e motivante. Alti livelli di collaborazione, cooperazione e valorizzazione delle competenze, ma soprattutto delle persone fisiche, creano sintonia e contagio emotivo. Un’azienda è competitiva se è capace di mettere a disposizione le proprie risorse strumentali e tecnologiche a risorse umane motivate, il cui livello di interazione e di assertività trasforma le persone in un team vincente, attivando così un cortocircuito fatto di fiducia e di reputazione, senso di appartenenza e condivisione delle scelte. Creare un ambiente orientato ai risultati, ma anche al benessere di chi lavora, genera un enorme valore etico e fa la differenza in termini di efficienza, proattività e produttività. L’azienda deve saper coniugare, grazie ai propri manager, la capacità di unire la dimensione istituzionale ed organizzativa con quella creativa, la necessità di raggiungere i risultati con l’attivazione di dinamiche positive, il bisogno di esaltare il senso di appartenenza delle persone e i valori etici dell’organizzazione con una cultura d’impresa che si prenda cura delle persone. Infatti, come affermano Piergiorgio Argentero e Claudio G. Cortese nel loro manuale di psicologia del lavoro, «le organizzazioni che investono energie nella gestione e nella manutenzione della convivenza sono quelle che raggiungono migliori risultati, che sono più aperte all’innovazione, più attente alla salute e al benessere delle persone, più accoglienti e nelle quali si lavora con un più alto senso di responsabilità e di efficacia collettiva». Negli ultimi anni, sia nella Pubblica Amministrazione sia nel settore privato, alcune organizzazioni italiane stanno investendo su nuove politiche di supporto al benessere delle risorse umane, per dar vita ad un cambiamento coerente con le trasformazioni organizzative moderne, con un modello di responsabilità orizzontale delle decisioni e con l’importanza sempre maggiore di avere un team felice. Ne è la prova l’introduzione nelle multinazionali del “manager della felicità” per dar valore all’asset più importante per le imprese, il fattore umano.

Un clima piacevole sul lavoro è determinante

Creare ambienti di lavoro in cui è possibile esaltare la creatività di ciascuno, plasmare un clima di fiducia e di sintonia tra i lavoratori e far crescere le persone con le emozioni e la cultura che l’impresa genera, è imprescindibile per trasformare il benessere individuale in un valore collettivo. È proprio questo senso di appartenenza e di felicità nel percorrere i corridoi dell’azienda a segnare il grado di effettivo “commitment” organizzativo, ossia quel legame esistente tra un lavoratore e la realtà in cui è inserito. Se è positiva la percezione del clima emotivo, è molto probabile che il lavoratore si identifichi con l’impresa e il suo brand, diventando così un potentissimo strumento di marketing aziendale. Ciascun individuo ha una propria identità e rappresenta un singolo filo facente parte di un tessuto organizzativo più ampio. Quando si crea un’interazione tra questi due mondi, si stabilisce un circolo virtuoso che grazie al benessere psicologico del lavoratore condiziona l’eccellenza (e i fatturati!) di tutta l’organizzazione.

A cura di Domenico A. Modaffari ed Enrico Molinari Martinelli

Tratto da Uomo&Manager di Marzo 2018

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *