Il lavoro si trasforma: a Roma il convegno di Fonditalia

Fonditalia

Si terrà domani a Roma presso il Palazzo delle Esposizioni l’annuale convegno promosso da Fonditalia intitolato “Il lavoro si trasforma. Mutamenti, nuovi mercati e futuro della formazione”.

In un’epoca, da più parti definita come la Nuova Rivoluzione Industriale, occorre adeguare il mondo del lavoro alle moderne esigenze e ai nuovi metodi. Il lavoro si trasforma e con esso la formazione, che ha senso e valore solo se dimostra di essere in grado di anticipare, accompagnare e sostenere tali mutamenti. Mutamenti che possono rappresentare una grande opportunità per tutte le aziende che vogliono essere protagoniste.

Viviamo in un periodo storico in cui i mutamenti si susseguono con grande velocità e chi non sta al passo, rischia di perdersi. Una modernizzazione del lavoro richiede una risposta decisa da parte di tutte le figure inevitabilmente implicate in questa grande trasformazione, imprenditori, formatori, legislatori, sindacalisti, lavoratori per se stessi ed anche gli stessi Fondi Interprofessionali.

Una sfida, dunque, per tutto il sistema formativo italiano. Che sia in grado di potenziare la propria offerta di formazione ed aggiornamento, soprattutto in termini qualitativi. Che consenta di allineare le competenze dei lavoratori ai rapidi cambiamenti di produzione industriale, massimizzando gli effetti delle innovazioni introdotte, altrimenti ingovernabili, e che preveda, in taluni casi, anche di anticipare le trasformazioni, proteggendo i lavoratori dai rischi di esclusione.

“Il lavoro si è trasformato e si sta trasformando sempre più velocemente, per la crescente digitalizzazione, per le nuove tecnologie ma anche per i cambiamenti negli scenari competitivi nazionali ed internazionali – ha dichiarato Francesco Franco, Presidente di FondItalia – Al World Economic Forum 2016 è stato presentato un rapporto che esamina la strategia per l’occupazione, le competenze e la forza lavoro per il futuro. I dati elaborati ritengono che in cinque anni da oggi, più di un terzo delle competenze (35%) è a rischio di obsolescenza. Dati considerati ottimistici per quanto riguarda l’Italia, che indicano tale rischio per oltre il 40% delle competenze professionali attualmente nel mercato. Per questo chi si occupa di finanziare la formazione non può non interrogarsi e tentare di dare delle risposte”.

“Oggi finalmente pare che si stia percependo il ruolo strategico della formazione come fattore di competitività, innovazione e come risposta reale alle difficoltà che permangono nel tessuto produttivo ed occupazionale italiano. – ha aggiunto Egidio Sangue, Vice Presidente di FondItalia – Il Governo, con il piano Industria 4.0 ha messo al centro delle sue strategie l’innovazione, prevedendo importanti incentivi. Per questo anche la formazione deve essere innovata, rivoluzionata”.

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