Land Rover New Discovery: l’evoluzione della specie…

In più di un’occasione mi è capitato di mettere le mani su varie Land Rover Discovery. Qualche anno fa, andai a farci un fuoristrada fantastico su percorsi a dir poco proibitivi in Scozia, con la versione Sport, tempo dopo, sono stato sorpreso da una autentica tempesta di neve in Islanda, uscendone con non poche difficoltà, grazie alle prestazioni straordinarie del SUV della Casa inglese.

Ho sempre pensato a questo modello Land Rover, come il perfetto intermedio fra la dirompente Defender e la lussuosissima Range Rover. Ma la New Discovery è salita di livello, è sempre più esclusiva e piena di confort, al punto da provocare una sana indecisione in chi si reca al concessionario per acquistare una Range Rover Sport e si ritrova in bella mostra questa splendida quinta generazione. Le forme squadrate dei vecchi modelli lasciano il posto a linee arrotondate e più glamour.

La muscolatura è posizionata nei punti giusti, senza mai compromettere l’immagine elegante del SUV di Land Rover: la parola chiave è equilibrio. La Discovery di nuova generazione è una vettura che presenta proporzioni eccellenti e perfette in ogni centimetro. Eleganza e sportività si mixano sapientemente: l’angolo marcato del parabrezza, la linea di cintura più alta e la sagoma sinuosa, danno vita a una forma semplice e dinamica che abbina all’efficienza aerodinamica interni di alta classe. Il montante a “c” in tinta con la carrozzeria, il tetto sagomato e l’elemento asimmetrico sul pannello della targa posteriore derivano tutti, invece, dal design del modello precedente. La Discovery della nostra prova, in particolare, era una versione First Edition, la più esclusiva fra tutte, e ci ha regalato giorni di guida assolutamente fuori dall’ordinario.

Interni da luxury car

Difficilmente, entrando su una Land Rover, ed in particolare su un modello Range Rover, vi capiterà di non apprezzare immediatamente il senso di raffinatezza tipico del brand. Tutto questo, sulla Discovery First Edition della mia prova, era esaltato ai massimi livelli, proprio come sui modelli top delle Range (Autobiography esclusa ovviamente). La pelle marrone dei rivestimenti e della plancia, si alterna con straordinaria delicatezza con le finiture metalliche dei comandi ed il nero lucido della console centrale. Sulla plancia, uno splendido cruscotto in cui la parte analogica, si accompagna a quella digitale, proponendo un’immagine assolutamente splendida. Al di là del senso del lusso che si prova, ciò che appare molto evidente è il grande spazio a disposizione per chi è alla guida e per gli altri occupanti del veicolo. 7 posti disponibili per 7 occupanti che difficilmente verranno a contatto tra loro (soprattutto nelle prime due file). La posizione di guida è ovviamente molto alta e tutti i comandi sono orientati verso chi è al volante (splendido e maneggevole) della Discovery. Particolarmente prezioso, appare il nuovo monitor da 10 pollici, dal quale è possibile gestire praticamente ogni funzione della vettura, sia quelli relativi alla marcia, che quelli dell’infotainment e delle connessioni con lo smartphone ed altri dispositivi. A completare un quadro di assoluto prestigio, fra i due sedili anteriori, spicca persino il frigorifero, nel quale è possibile conservare, per i viaggi più lunghi, un più che apprezzabile quantitativo di bevande e cibi.

Guida deliziosa on e off road

Quando ci si mette al volante di una vettura lunga quasi 5 metri e pesante oltre 2000 chilogrammi, il sospetto che la maneggevolezza possa non essere delle migliori, sicuramente viene. Gli ingegneri di Land Rover, tuttavia, sono riusciti in una sorta di miracolo, rendendo la Discovery un modello tutt’altro che impegnativo da questo punto di vista. Lungi da noi l’idea di sostenere che la First Edition della nostra prova si guidi come un’utilitaria, ma certamente rispetto a molte altre sue “colleghe”, si distingue per versatilità e facilità d’uso. Se il vostro percorso consueto prevede vicoli e vicoletti, beh, sicuramente non è l’auto che fa per voi, ma se al contrario prevedete di solcare l’asfalto di strade e autostrade a scorrimento veloce, ve la raccomandiamo caldamente. È in questi ambienti che la Discovery ci ha regalato le soddisfazioni migliori, annullando come per magia i numeri di cui sopra con prestazioni maiuscole ed una dinamicità senza pari. Certo, il suo propulsore diesel (3.0 litri da 249 CV e 600 Nm), abbianato all’effciente cambio automatico a 8 rapporti sono fattori chiave in una guida che ci è sembrata sempre lineare e compatta. Impostandola in modalità sportiva, poi, ci ha regalato anche quel pizzico di brio a cui ormai Land Rover ci ha abituato nei suoi modelli di punta. Feroce a tratti, schiacciando pesantemente il pedale dell’acceleratore, la Discovery ci ha permesso di impartire qualche lezioncina ad alcuni sbruffoncelli al volante di piccole hatchback leggere e frizzanti, senza mai compromettere né la stabilità, né il confort a bordo. Ed in fuoristrada? Beh, le possibilità di impegnarla, alle nostre latitudini, in percorsi che possano minimamente mettere in difficoltà il grandioso  Terrain Response 2 di Land Rover, sono davvvero limitate, ma qualche terreno fangoso e roccioso, abbiamo potuto percorrerlo e la Discovery ci ha concesso tutte le libertà del mondo… Capitolo consumi? Non è propriamente un’utilitaria, ma su percorsi misti e dosando la sua potenza, siamo riusciti a strapparle un più che decoroso 10,2 litri/100 km. Davvero nuiente male…

Tratto da Uomo&Manager di Dicembre 2017

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