Lapo Secciani: “Costruiremo strumenti per una cultura d’impresa vincente!”

Lapo Secciani CNA Modena

Manager, creativo e imprenditore. Il trentacinquenne fiorentino, Lapo Secciani, modenese di adozione, è stato scelto, lo scorso 28 marzo, da oltre 2.000 imprese giovanili associate a CNA per guidare il gruppo giovani con l’obiettivo di dare voce ai tanti imprenditori Millennial. Passione, Merito, Condivisione ed Etica sono le parole chiave del suo programma.

Cosa significa per lei questo incarico?

Molto. Credo molto nel sistema associativo, credo ancor di più che chi ha scelto di fare impresa abbia anche un ruolo sociale. Essere imprenditori significa farsi carico di grandi responsabilità: verso la propria azienda, verso i propri collaboratori e le loro famiglie, verso lo Stato e sicuramente anche verso se stessi. Vivere le associazioni di categoria significa impegnarsi per costruire un percorso volto a offrire risposte e soluzioni concrete alle imprese che costituiscono il tessuto imprenditoriale locale, vuol dire mettere al servizio degli altri le proprie esperienze, idee e professionalità. Oggi giorno non esiste più la parola IO nel mondo dell’impresa, anche nella grande industria, basti pensare a FCA che dialoga con Volkswagen, all’acquisizione di Opel da parte di PSA. Oggi giorno per poter avere successo dobbiamo usare la parola NOI, se vogliamo vincere le sfide che il mercato ci presenta è fondamentale imparare a condividere esperienze, professionalità e idee per uscirne più forti e più coesi. Per me questo incarico significa poter contribuire attivamente a rendere questo nostro straordinario Paese un poco migliore, attraverso la divulgazione di una cultura d’impresa vincente.

Quali saranno i primi passi da presidente?

Ascoltare, e incontrare quante più imprese associate possibili. La CNA di Modena vanta circa 14.000 imprese associate e poco più di 2.000 sono imprese giovanili. Per essere realmente rappresentativi è necessario conoscere i propri associati, comprenderne le necessità, i bisogni e le aspettative che hanno nei confronti dell’Associazione. Fatto questo, da settembre, inizieremo le nostre attività volte a costruire strumenti e conoscenza di una cultura d’impresa vincente. Si è da poco concluso un importante periodo di rinnovo degli organi dirigenti dell’Associazione e l’8 luglio, come Giovani Imprenditori, abbiamo organizzato un evento conviviale, invitando tutti gli imprenditori associati, il personale e le loro rispettive famiglie. È stato un “Terzo tempo” rugbista, a cui hanno partecipato circa 100 persone tutte unite e coese, desiderose di affrontare insieme le sfide dei prossimi quattro anni. Questo è lo spirito che vogliamo promuovere nell’Associazione: una grande famiglia Appassionata, Condivisa, Meritocratica, Etica.

Che situazione eredita?

Una buona situazione, anzi questa è l’occasione per ringraziare chi mi ha preceduto, il presidente uscente Francesco Palumbo e tutta la presidenza, che fortunatamente non ci abbandoneranno, continuando a essere forza attiva nel nostro impegno associativo. Il rinnovamento, quello vincente, non è mai rottura con il passato ma passa attraverso il supporto, l’affiancamento e la condivisione. I Giovani Imprenditori di CNA Modena hanno portato avanti molte attività negli anni passati, da percorsi formativi innovativi, rivolti ai Millennial e al giusto modo di interagire con loro, fino a progetti di alternanza scuola lavoro costruiti per far nascere il seme dell’imprenditorialità nei giovani studenti. Degno di nota è il progetto Kickstart che CNA Modena sta promuovendo con il supporto operativo dei Giovani Imprenditori, un progetto che vuole essere un tutoraggio per chiunque si appresta ad entrare nel mondo dell’imprenditoria. La cosa bella è che siamo un gruppo e insieme porteremo avanti un processo di miglioramento e ammodernamento della struttura Associativa già iniziato da tempo.

Cosa rappresentano oggi le CNA?

Un porto sicuro e un’opportunità. Un porto sicuro perché questi sono anni di rapidi e radicali cambiamenti su normative e leggi; una struttura capace di dare risposte e fare vera rappresentanza a livello nazionale è una sicurezza. Gli uffici territoriali, con il loro personale, sono sempre a disposizione dell’imprenditore per rispondere ai loro dubbi o quesiti. Un’opportunità poiché si entra a far parte di un sistema di imprese e, come ho già ribadito prima, le sfide si possono vincere solo se si impara a far gioco di squadra.

In che modo aiutano fattivamente gli imprenditori?

Attraverso i servizi, che passano dalla classica contabilità e paghe ma che si spingono fino a consulenze qualificate e strategiche; grazie alle numerose iniziative volte ad aumentare le opportunità di business, potrei citare il Business Day o gli Exchange dell’unione ITC; oppure attraverso percorsi formativi di grande livello e operatività. Il più grande valore però è la rappresentanza. Le riforme inserite nel pacchetto industria 4.0, i maxi e iper ammortamenti e tante altre azioni proposte dal governo, sono anche frutto di un costante lavoro di mediazione con la politica. In questo campo da oltre 70 anni CNA, in tutta Italia, è assoluta protagonista e sono molti i risultati che ha portato a casa a vantaggio delle imprese italiane.

Quale deve essere l’identikit del giovane imprenditore moderno?

Professionale e coraggioso. Credo che il mondo moderno, con la sua svolta social, un po’ ci abbia allontanato da quei valori che hanno reso un brand internazionale il Made in Italy: l’Arte del Saper Fare. L’Italia ha una storia fatta di lavoro, di sudore e di fatica, resa unica da quel talento creativo e innovativo che solo nel nostro Paese si trova. Oggi dobbiamo recuperare quello spirito di sacrificio, di dedizione, di impegno e di passione. Dobbiamo pensare che dietro l’immagine che costruiamo di noi stessi, spesso attraverso i social, ci debba essere sostanza. Senza quella siamo solo “Fuffa”. Sappiamo lavorare, sappiamo creare e inventare, sappiamo anche sacrificarci e sudare. Facciamo si che questo impegno porti alla costruzione di un modo di lavorare concreto; concentriamoci di più sulla sostanza che non sull’apparenza e torneremo ad essere l’Italia che tutto il mondo ha sempre invidiato.

Quali sono le sfide a cui faceva riferimento nel suo discorso durante la cerimonia di elezione?

La crisi economica, che seppur con accenni di ripresa, rende difficile trovare opportunità di crescita. Le difficoltà del fare impresa, tra una giungla di pratiche burocratiche e una pressione fiscale che non lascia alcuna risorsa economica nell’impresa (e sottolineo impresa e non tasche dell’imprenditore). I mercati che cambiano in continuazione. Il processo di rinnovamento della classe dirigente, sia politica che imprenditoriale. L’alfabetizzazione digitale del popolo italiano, che ci colloca nella parte bassa di questa specifica classifica, sia a livello europeo che mondiale. Sono tante le sfide che quotidianamente un imprenditore deve affrontare e affrontarle da giovani, in un’Italia che non è un paese per giovani rende tutto più difficile.

Quali sono le problematiche che devono affrontare oggi i giovani manager?

La fiducia. L’Italia non è un Paese per giovani. Manca la fiducia nei confronti dei giovani, manca una cultura d’impresa che favorisca il processo di rinnovamento nelle aziende. Le vecchie generazioni sono generalmente attaccate ai propri ruoli e spesso non permettono ai giovani di apportare modifiche e cambiamenti. Siamo un Paese incapace di dare fiducia ai giovani. Io, ad esempio, è dal 2005 che faccio il manager in affitto e ancora sono considerato giovane, è da oltre 10 anni che lavoro al fianco di investitori e imprenditori per costruire e gestire idee imprenditoriali, alcune anche molto importanti. Questa è la più grande difficoltà che un giovane manager deve affrontare, poi tutto il resto, una volta che si ha la fiducia e la possibilità reale di promuovere e mettere in pratica le proprie strategie, è affrontabile. A noi Millennials le sfide piacciono, quindi non vediamo l’ora di essere messi alla prova, di poter dimostrare il nostro valore e cosa sappiamo fare.

Cosa deve aspettarsi un giovane che sceglie la via dell’impresa?

Di faticare, di trovare ostacoli e difficoltà. Fare impresa oggi significa sudare, significa dedicarsi anima e corpo alla propria creatura (l’impresa), significa avere pazienza, coraggio e passione. Non si fa impresa per i soldi, chi fa impresa lo fa perché crede in se stesso, nel proprio potenziale. Fare impresa oggi significa imparare a correre in branco, uniti si può andare molto più lontano, ecco che oggi sono strategici luoghi come i Fablab, i Coworking, le reti d’impresa e i consorzi. In questa situazione far parte di un’Associazione di categoria come CNA è sicuramente un valore e un aiuto concreto. Riuscire e far emergere il proprio progetto e idea, in un contesto così complesso è appagante e, a noi Millennials, piacciono le sfide impegnative.

 

Ha annunciato la creazione di due format: ce ne può parlare?

Come ho spiegato noi Giovani Imprenditori della CNA di Modena vogliamo promuovere un percorso volto a divulgare una cultura d’impresa vincente.  Per fare questo abbiamo individuato due format che sono I CAFFÈ DEI GIOVANI IMPRENDITORI, degli eventi che si svolgeranno o in forma di caffè dove insieme a un senior, sia esso un imprenditore, un formatore o un docente, tratteremo una specifica tematica di interesse, scambiandoci esperienze e idee; o in forma di break di lavoro dove faremo B2B e dove ogni partecipante potrà presentare la propria attività con i propri prodotti e/o servizi. L’obiettivo è di creare da una parte incontri di formazione-informazione volti a costruire cultura d’impresa ma soprattutto a creare condivisione e conoscenza tra imprese; mentre i break di lavoro possono portare all’avviamento di veri rapporti di collaborazione e/o lavoro tra imprese associate. L’Altro format è L’ACCADEMY DEI GIOVANI TALENTI, che si snoderà in una serie di percorsi formativi, alcuni tenuti da docenti e formatori, su temi e tematiche di interesse strategico per le aziende, e rivolti agli imprenditori; altri invece tenuti dagli stessi imprenditori al personale dell’Associazione, con l’obiettivo di far crescere le singole professionalità della CNA e permettere quindi alla struttura di crescere, di migliorarsi e di rinnovarsi.

Per un giovane oggi contano più le idee, il talento o la formazione?

Oggi giorno ci vuole talento, ci vogliono le idee e si deve essere formati. Sono tutti indispensabili ma senza perseveranza, senza determinazione, senza pazienza e senza passione non è possibile emergere. Un giovane per emergere deve costruirsi una professionalità quanto più completa possibile, funzionale al settore nel quale ha deciso di operare e capace di farlo interagire con i diversi attori. Forse tra i tre fattori che hai citato, David, il talento non è necessario, è un plus. Aiuta ma non è determinante, con il solo talento non si va da nessuna parte. Ci sono due predisposizioni mentali che però possono risultare determinanti, oltre a quelle citate: la curiosità e il dubbio. La capacità di voler conoscere ogni aspetto di una specifica situazione e di domandarsi quali possano essere tutti gli scenari possibili fanno la differenza.

Quando finirà il suo mandato, cosa si aspetta di dire di sé stesso e del lavoro svolto?

Non devo essere io a parlare. Deve essere il mio lavoro. Io spero solo di poter aver concorso a far crescere il tessuto imprenditoriale del nostro Paese e lavoro con la determinazione di chi sa che per andare avanti non bisogna fermarsi mai. Facciamo così, David, per questa domanda vediamoci tra 4 anni.

 

Tratto da Uomo&Manager di Luglio/Agosto 2017

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