Largo ai giovani: che siano loro a scrivere il nostro futuro!

Le festività natalizie appena trascorse e l’arrivo del 2018, ci invitano a riflessioni e bilanci su ciò che è stato e ci lasciamo alle spalle. Il 2017 è stato un anno molto particolare: per qualcuno è stato quello del rilancio, per altri quello del consolidamento, per altri ancora, meno fortunati ha lasciato tracce poco positive.

Ci dicono che siamo in ripresa come sistema Paese, che la crisi sia alle spalle ed in parte è vero. Sono molti i settori che hanno visto significative impennate di crescita, ma per molti la risalita vera e propria ancora non è minimamente cominciata. È un tempo difficile questo, in cui occorre saperci fare per imporsi e nel quale le competenze specifiche sono determinanti, in quanto rappresentano un elemento fondamentale per chi ha bisogno di ottenere risultati immediati.

C’è sempre meno tempo per aspettare e per istruire giovani leve, preparandole gradatamente a compiti importanti e decisivi per le aziende. Si cercano professionisti che sappiano il fatto loro, in settori specifici della nostra economia: ragazzi in gamba, competenti ed in grado di apportare idee e valori aggiunti. C’è sempre meno spazio, però, per il praticantato e per l’apprendimento: il mondo del lavoro ha bisogno di gente pronta e capace di fare la differenza. Più volte abbiamo ribadito l’importanza delle specializzazioni: si preferisce oggi puntare su manager e professionisti che conoscano a menadito determinate nicchie di settore e di mercato.

Se sia giusto o meno, sarà solo il tempo a rivelarcelo, ma tant’è. Quello che è sicuro è che sembra che finalmente si stia comprendendo l’importanza di dare a questi ragazzi, manager del presente e del futuro, l’opportunità di dimostrare il proprio valore, in primis a sé stessi, e poi a tutti gli altri. Registriamo un desiderio di rinnovamento che solo i giovani, con la loro freschezza e la naturale intraprendenza, possono apprortare a questo nostro moderno mondo del lavoro.

C’è bisogno di forze fresche, di menti certamente avvedute, ma soprattutte aperte ai cambiamenti, alle novità, capaci di aggiornarsi, formarsi e riformarsi, per essere non solo al passo con i tempi, bensì un palmo avanti ad essi. La Silicon Valley, degli anni ‘70 deve offrirci un insegnamento importante in tal senso: Steve Jobs, cofondatore della Apple,  era solito dire che bisognava proporre al mondo ciò di cui esso ancora non sapeva di aver bisogno. Questo deve essere un mantra per ogni innovatore, ma anche per ogni professionista che vuole intraprendere un business.

A parte qualche raro caso, la maggior parte degli innovatori che hanno fatto la storia, sono stati i giovani di ogni tempo, quelli che avevano voglia di partire da un’idea e realizzarla, senza sé e senza ma. Il mio augurio per l’anno che verrà è che i giovani, che sono poi i nostri figli, possano guidarci definitivamente fuori da questa palude di incertezze e tribolazioni. E mi piace pensare che tutti noi, un po’ più avanti negli anni, possiamo ritrovare in loro quella fiducia che nel tempo abbiamo smarrito, incoraggiandoli con una bella pacca sulla spalla…

Tratto da Uomo&Manager di Dicembre 2017

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