Manager senza autostima? Lo sport può aiutare molto!

Stressati, sottoposti a pressioni elevate, a situazioni critiche e delicate. Il lavoro del dirigente d’azienda è tra i più duri e, a dirlo, non è solo la scienza. Il portale americano Career Cast a fine 2016, ha pubblicato la classifica dei lavori più stressanti di sempre e, giusto ai piedi del podio, in quarta posizione, compare proprio la figura del dirigente d’azienda. E quando il manager è disoccupato? La situazione è ancora più critica…

E parte proprio da loro, dai manager inoccupati il progetto che vede la collaborazione tra FIDAL, la Federazione Italiana di Atletica Leggera e Federmanager Roma. Insieme hanno siglato un protocollo d’intesa per il recupero dell’autostima in manager inoccupati attraverso la pratica del running. Il progetto “SALUTE DEL MANAGER, SPORT E RESILIENZA: MIGLIORAMENTO DELLE PERFORMANCE E PERSEGUIMENTO DEGLI OBIETTIVI, vede la partecipazione anche della Facoltà di Psicologia dell’Università La Sapienza di Roma e propone sei mesi di allenamenti personalizzati e di gruppo, sotto la supervisione di un trainer FIDAL, con la possibilità di partecipare anche a gare ufficiali. “Il running aiuta a credere di più nei propri mezzi e a porsi degli obiettivi sempre più sfidanti – dichiara Giacomo Gargano, presidente di Federmanager Roma – aumenta l’autostima, le performance e la resilienza e migliora le capacità del cervello quanto a concentrazione, multitasking, capacità decisionale, memoria, prevenzione all’invecchiamento, specialmente a livello cognitivo”.

Affrontare i problemi

L’idea è nata dopo due recenti indagini di Federmanager Roma che hanno confermato l’inattività fisica come altissimo fattore di rischio per la mortalità globale mentre l’attività fisica e l’educazione alimentare emergono come interventi di prevenzione sanitaria ritenuti tra i più importanti per la salute. “Con questa partnership – continua Gargano – Federmanager Roma propone ai suoi iscritti un programma volto a sviluppare la capacità di persistere nel perseguire obiettivi sfidanti, fronteggiando in maniera efficace le difficoltà e i continui cambiamenti che si incontrano, in particolare quando i manager si trova in un periodo di inoccupazione”. Il running, questo tipo di allenamento, “è un sistema che può essere applicato ad ogni individuo – aggiunge Fabio Pagliara, segretario generale FIDAL – in qualsiasi fascia di età o categoria professionale, in quanto ciò che accomuna tutti coloro che condividono l’esperienza della corsa è la capacità di recuperare se stessi, di scoprirsi capaci di raggiungere obiettivi inattesi, generando così un meccanismo virtuoso di positività ed autostima”. Il progetto è aperto anche ai manager occupati. L’inattività fisica rappresenta il quarto fattore di rischio mortalità secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, e i manager pur sapendo dell’importanza di un corretto stile di vita e di una pratica sportiva costante, non sempre seguono queste indicazioni. “Siamo fiduciosi – continua Pagliara – che i partecipanti potranno vivere gli allenamenti anche come momenti di socializzazione e potranno, nel giro di pochi mesi cimentarsi in piccole competizioni in cui potranno misurare i risultati del loro impegno. Noi lavoriamo per alzare un indicatore spesso sottovalutato nella nostra società, quello del FIL, parafrasando il PIL, ossia la “Felicità interna Lorda” che definisce il benessere di una popolazione e ne migliora efficienza e risultati. Quando i politici, chi decide – conclude Pagliara – comprenderanno la portata rivoluzionaria di questo fenomeno, avremo città più vivibili e stili di vita sani. Noi ci proviamo”.

 

Tratto da Uomo&Manager di Dicembre 2017

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