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Manager sotto la neve: ecco l’outfit perfetto!

L’Italia è avvolta da una morsa di gelo proveniente dalla Russia. Burian imperversa da nord a sud in tutta la penisola e fra tre giorni è prevista una nuova ondata di gelo artico. In molti, oggi, soprattutto a Roma dove è caduta una rilevante coltre di neve, sono rimasti a casa, ma ovviamente da domani si deve ricominciare e ci si deve dunque preparare ad affrontare le temperature rigide previste.

Ma come deve vestire il manager moderno in questi giorni di freddo polare? L’occhio vuole la sua parte ed anche in situazioni di questo tipo non dobbiamo mai dimenticare che l’eleganza sul posto di lavoro non può essere compromessa. Mai. Abbiamo chiesto allora ad Alfredo de Giglio, direttore di Stilemaschile, quali sono le scelte da fare per un outfit perfetto, che tenga conto delle avverse condizioni atmosferiche.

Quali tipi di tessuto deve preferire il manager moderno in giorni freddi come questi?

Sono assolutamente da preferire tessuti come le flanelle cardate, tweed, lane ritorte, adatte ad ogni situazione “gelida”.

Esiste un dress code specifico per questo genere di situazioni?

Durante l’inverno ci si veste per l’inverno. Con capi adatti alla stagione. Rifiutare certamente capi cosiddetti quattro stagioni, come la pizza. Colori e pesi dei tessuti devono seguire i colori e le temperature della stagione. Al massimo, si può usare qualche maglione sottogiacca per coprirsi di più, calze di lana a losanghe, cappello, guanti e sciarpa sono d’obbligo. Come il cappotto, lungo, ottimo un casentino, ma anche un ulster, adatto ai climi rigidi anglosassoni, figuriamoci da noi.

Qual è l’accessorio che rende l’uomo comunque e sempre elegante con le temperature rigide?

Il cappello, non lo ‘zuccotto di lana (lasciamolo alle pubblicità di tonno), ma un cap classico in tessuto scozzese o un fedora (da noi noto come borsalino, rigorosamente con la b minuscola) o un trilby.

Qual è outfit standard per le temperature più gelide in questi giorni di neve nelle grandi città?

Cappotto lungo, classico, meglio doppiopetto. Sotto è da preferire un completo di flanella doppiopetto, o se si vuole uno spezzato, un 3 pezzi con gilet di lana (sopra tweed, sotto una flanella grigia o un fustagno nelle tonalità del verde e del marrone). Cravatta e calzini di lana. Scarpe con cucitura goodyear, che garantisce maggiore impermeabilità al piede. Infine, sciarpa in lana, bellissime e calde quelle tubulari dei college inglesi.

Quale, invece, l’errore da non commettere assolutamente se non si vuole compromettere il proprio outfit?

Sono da evitare i capi tecnici. Siamo pur sempre e comunque in città, non in montagna!

 

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