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Sharing economy: le 10 cose più condivise al mondo

La sharing economy è sempre più una realtà importante e soprattutto un business al quale far riferimento. Ma quali sono le cose più condivise al mondo? Condividere rende, infatti, orgogliosi non solo perché permette di risparmiare e preservare le risorse economiche ed ambientali, ma anche perché rende chi condivide un’auto parte di una community stimolante.

Ma quali sono le diverse tipologie di beni che vengono maggiormente condivise in tutto il mondo? Ecco la top-ten secondo car2go:
L’auto: non esiste nient’altro che venga condiviso così spesso come l’auto. car2go, il più grande servizio di carsharing a flusso libero a livello mondiale, conta attualmente 2.9 milioni di utenti e 22 milioni di noleggi all’anno. Numeri destinati a crescere, come indicato dalla società di consulenza Frost & Sullivan che prevede che entro il 2025 saranno 36 milioni le persone utilizzeranno il carsharing nel mondo.
Il viaggio in auto: esiste un’altra forma di condivisione dell’auto, il cosiddetto ridesharing. Il provider numero uno al mondo è Uber. Ogni anno, la compagnia americana mette in relazione tra i quattro e i cinque miliardi di spostamenti. In questa categoria rientrano anche i viaggi in taxi mediati attraverso una app. In questo caso è mytaxi il più grande fornitore, con oltre 40 milioni di viaggi all’anno.
L’appartamento: partire senza aver prenotato un alloggio? Nessun problema: Couchsurfing.comregistra 12 milioni di utenti e Airbnb addirittura 150 milioni di clienti. Il mercato è in rapida crescita a livello internazionale: Airbnb da sola copre 65.000 città in 191 Nazioni, con oltre 3 milioni di indirizzi registrati.
Il parcheggio: nel traffico cittadino, chi guida l’auto spende circa il 30% del proprio tempo a cercare un parcheggio. Di conseguenza, è sempre più in aumento la richiesta di sistemi di parcheggio intelligenti. La compagnia di consulenza Roland Berger ritiene che, entro il 2020, il mercato del parcheggio condiviso crescerà raggiungendo un volume di mercato di circa due miliardi di euro.
La bicicletta: il bikesharing diventa sempre più popolare. Ci sono oltre un milione di biciclette a noleggio in tutto il mondo dove si effettuano circa 70 noleggi al secondo. Il più vasto mercato al mondo del bikesharing si trova in Cina nella quale si registrano dai quattro agli otto noleggi per bici al giorno. Da solo, il provider CitiBike raggiunge circa 14 milioni di spostamenti all’anno.
Utensili: in media, nel mondo, il trapano viene utilizzato per soli 13 minuti in tutta la sua vita. Questo dato dimostra che condividerne l’uso sarebbe davvero una buona idea. Ecco perché esistono piattaforme di condivisione “di quartiere” in tutto il mondo.
Scrivanie: attualmente, condividere lo spazio in cui lavorare va molto di moda. Su piattaforme come ShareDesk, in tutto il mondo è possibile affittare o noleggiare stanze e postazioni lavorative per limitati orari. Condividere gli spazi è, poi, un uso molto diffuso anche tra le aziende: in questo caso i dipendenti condividono le stesse scrivanie a seconda del tempo in cui devono realmente occuparle. Così si risparmia spazio e denaro.
Libri: di solito un libro viene letto e poi conservato su uno scaffale. Se è davvero un bel libro, ogni tanto, viene letto per una seconda volta. Ma non sarebbe meglio condividerlo con altre persone? Piattaforme come BookMooch rendono tutto ciò possibile.
Abbigliamento: non trovi nulla da indossare in armadio e quell’abito da sera costa troppo? Nessun problema. Con RentaRunway puoi noleggiarlo per molto meno. Gli utenti variano dagli studenti delle scuole superiori, che hanno bisogno di un abito per il ballo di fine anno, fino agli ospiti dei matrimoni. È davvero un’ottima idea, visto che uno studio ha mostrato che le donne negli Stati Uniti indossano solo una volta la metà dei loro capi di abbigliamento.
Oggetti di utilizzo quotidiano: sono diverse le piattaforme con cui quasi tutti gli oggetti possono essere condivisi: articoli per la casa, per lo sport o tecnologie varie. Che si tratti di attrezzatura fotografica, di una tenda da campeggio o di un gioco da tavola, tutto può essere condiviso facilmente.
A contrasto di tutto ciò, qual è la cosa che gli italiani non condividerebbero mai? Ovvio, il proprio smartphone! Un sondaggio statunitense ha mostrato che l’85% delle persone rifiuta l’idea senza tanti giri di parole.
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