Siamo tutti imprenditori di noi stessi

Quante volte ho ascoltato (e avete ascoltato) la frase: mi sono fatto da solo! Gente capace, in gamba, che è riuscita a raggiungere i propri obiettivi, senza dover ricorrere all’aiuto altrui, contando solo sulle proprie forze e sulle capacità di cui madre natura li ha dotati.

Uomini, professionisti, imprenditori, che hanno studiato, imparato, rubato con gli occhi, ma che soprattutto hanno avuto idee geniali e la perseveranza di portarle avanti, rischiando e puntando tutto ciò che avevano su sé stessi. Li ho sempre ammirati e, lo ammetto, da loro ho cercato di trarre ispirazioni nella mia attività, nelle mie imprese.

In diverse occasioni ho incontrato sulla mia strada gente che ha provato a dissuadermi dai miei intenti, solo perché non aveva la mia stessa visione e non riusciva a focalizzare il mio obiettivo. E spesso mi sono anche sorpreso a pensare, se effettivamente non mi stessi incamminando su un percorso sbagliato, se fossero loro ad aver ragione ed io torto. Debolezze mie, certamente le stesse di molti di coloro che stanno leggendo questa mia riflessione. E qualche volta, lo ammetto, ho pensato che me lo dicessero per “invidia”. Ma ben presto mi destavo ripetendo a me stesso, che coloro che cercavano di frenare i miei intenti e le mie iniziative, non lo facevano in malafede: il loro unico problema era che la mia visione era… SOLO MIA!

Ovviamente loro non potevano vedere il “disegno finale” del mio progetto, che era sempre tuttavia ben chiaro all’interno della mia mente. Così tendevo a giustificarli. E andavo avanti. Fino a qualche tempo fa, però, rimanevo incuriosito dal proliferare di profili social e non solo, fossero essi professionali oppure no, in cui nel campo in cui si richiedeva il mestiere praticato, in molti scrivevano manager o imprenditore di me stesso. Cosa vuol dire? Un po’ mi veniva da ridere, lo ammetto. Tuttavia, riflettendoci bene, credo che in quest’epoca di incertezza totale, l’unica sicurezza che ognuno di noi può annoverare, sia quella di conoscere le proprie qualità ed avere ben chiaro in mente il proprio progetto.

Forse alcune definizioni sono passate di moda, magari la ricerca esasperata dell’inglesismo nelle definizioni della propria professionalità ci influenza un po’ troppo, ma questa dicitura “manager di me stesso” o “self-employed” o “imprenditore di me stesso o presso di me”, inizia a piacermi. Dopo tutto, ciascuno di noi, ha in mano la propria vita e può farne  un capolavoro. Difficilmente di questi tempi, è possibile trovare qualcuno a cui proporre un’idea da lanciare: la nascita di tante start up, dovrebbe farci comprendere meglio il concetto. Stanchi di sentirsi dire di no ai propri progetti, giovani e meno giovani decidono di provare a realizzarli per conto proprio, reperendo i capitali necessari con operazioni di crowdfunding, o chiedendo prestiti ai propri genitori. Persino le istituzioni si sono accorte delle nuove tendenze, offrendo finanziamenti e facilitazioni a chi intraprende iniziative imprenditoriali innovative! Ed è tutto dire!

Essere manager di se stessi, quindi, non deve oggi essere considerato come un qualcosa di sostitutivo all’essere inoccupato, bensì, il suo contrario! A tutti coloro che “ci provano” e che hanno una visione del proprio futuro chiara e precisa, dico: bravi! E sostituisco volentieri le mie incertezze, con applausi scroscianti e ridondanti incoraggiamenti a continuare ad essere… manager di se stessi!

 

Tratto da Uomo&Manager di Gennaio 2018

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