,

Testimoni di Stile

Dagli amici di Ulturale cravatte, una delle aziende più note del settore, Stilemaschile è stata chiamata a collaborare all’ideazione di una campagna di comunicazione cross-mediale sul tema dell’eleganza maschile.

Abbiamo così individuato 4 testimonial che incarnassero alcuni valori chiave della Casa partenopea: tradizione e innovazione, classico e moderno, elegante e sportivo. Seguendo queste antinomie arriviamo all’identikit sia di Ulturale, azienda giovane ma inserita nell’antica tradizione artigianale napoletana, che del poker di uomini scelti, diversi tra loro ma uniti dal comune denominatore di un accessorio così piccolo ma così centrale per l’abbigliamento virile: la cravatta. Ecco quindi, 4 professionisti, di età e professione diverse, ritratti nelle loro città di appartenenza, Roma e Milano, chiamati a raccontare le preferenze in fatto di stile e di cravatte. Sono Giovanni Alfieri, Alex Pietrogiacomi, Andrea Fofi e Gianluca Sansone. Perché non serve andare sempre a ripescare icone del passato: anche oggi si trovano uomini che apprezzano gli oggetti fatti a regola d’arte e che amano indossarli secondo criteri classici ma con sensibilità moderna. L’anacronismo non è eleganza, ma citazione fine a sé stessa.  La campagna di comunicazione, chiamata To Be The First, sarà visibile sui canali social di Ulturale cravatte, facebook e instagram, oltre che su Stilemaschile. Ecco dunque i 4 uomini di stile. Attraverso di loro abbiamo potuto capire come l’eleganza, intesa come passione e scelta di uno stile, sia ancora viva e vegeta.

Giovanni Alfieri: “Classico con brio”

Nato nel 1955, liceo classico, laurea in medicina e chirurgia, specialista in chirurgia, in odontostomatologia, master in chirurgia estetica. Attualmente esercito come implantologo presso varie strutture. Amo la musica classica, il teatro, il cinema. Leggo molto, soprattutto saggistica e libri di filosofia. Ho praticato vari sport in giovane età, ma ora la pigrizia ha preso il sopravvento…

Lo Stile

Il mio completo ideale è l’abito doppiopetto. Amo i tessuti rustici, come le flanelle e il tweed. In estate naturalmente il lino. Il blu è il colore che mi ispira maggiormente. Chi mi osserva nota che amo lo stile classico, ma non triste. Tradizionale ma non vetusto. La cravatta è il punto centrale dell’abbigliamento di un uomo. La ciliegina sulla torta, il passo finale che definisce la riuscita o meno di una mise. Può essere totalmente sfoderata, tre o sette pieghe… L’importante è che “mi chiami”. Deve attirare la mia attenzione, sia in fase di acquisto che in fase di scelta quotidiana. Ho molte cravatte, ma non le ho mai contate. Sono divise a volte per colore, altre per marca. Ogni collezione di cravatte va periodicamente sistemata, aggiustata, controllata. Il nodo che faccio più spesso è l’half Windsor. Come personaggi, oltre a miti del passato come il Duca di Windsor, ammiro molto Carlo d’Inghilterra e Luciano Barbera, per fare due nomi rappresentativi dei due paesi che hanno fatto l’eleganza maschile nel ‘900.

Alex Pietrogiacomi: “Anarchica eleganza”

Nato nel 1977, liceo classico, ufficio stampa e consulente editoriale, docente di comunicazione e ufficio stampa. Come scrittore ho pubblicato Semplice, Elegante (Giubilei Regnani), Biglietto, Prego (Zero 91 Edizioni). Come curatore ho riproposto il Trattato della vita elegante di Balzac (Piano B edizioni) e Apologia del duello (Stilemaschile edizioni) di Marcel Boulenger.

Lo Stile

Amo la sobrietà cromatica con qualche nota più contemporanea, specialmente negli accessori. Il lavoro che faccio e che amo molto mi mette in contatto con interlocutori diversi tra loro, che mi permettono di giocare con look differenti.  Indosso la cravatta con piacere, è una sensazione che mi piace. Ogni cravatta ha un suo significato. Ne ho di lana e di seta, regimental e a micro disegni, geometriche e figurative…Non scelgo io la cravatta, è lei che mi chiama. Se c’è sintonia si vede subito. Si crea una specie di legame nascosto che esce fuori nel momento in cui la si prende in mano e si avvinghia al pensiero non lasciandolo respirare fino all’acquisto. Non sono etichettabile come stile. Cerco infatti di vestirmi seguendo l’umore del giorno e gli impegni.Un esercizio stimolante è quello di scegliere la mise del giorno partendo dalla cravatta. Fare questo processo contrario è stimolante per aprire il guardaroba e magari tirare fuori qualche abito o capo che non si metteva da un po’.
Tra i nodi utilizzo il four in hand, poi il Windsor e il mezzo Windsor.Tra i personaggi che mi ispirano, nelle varie accezioni che do io alla parola eleganza: Mishima, d’Annunzio, Agnelli, il Duca di Windsor, Connery, Mastroianni, De Sica, Totò. Ordino le mie 100 e più cravatte per tessuto, o per trama, o per colore… Ogni volta che le sistemo cambio criterio… Io e le mie cravatte non sia etichettabili…

Andrea Fofi: “Essenza di stile”

Classe 1978, avvocato, lascia la professione per dedicarsi alla sua passione: il whisky. Fonda il Roma Whisly Festival, uno dei più importanti appuntamenti in Europa sul tema. Nel 2014 apre la boutique Whisky & Co a Roma, in Via Margutta 28/29, uno dei tempi internazionale dei distillati. Nel corso del 2018 è prevista l’apertura di un nuovo concetto di cocktail bar & food a Soho a Londra e in Lussemburgo e la seconda sede di Whisky & Co a Milano. In sintesi, è un imprenditore nel settore degli eventi beverage e titolare di attività legate alla whisky industry (Roma / Milano / Londra).

Lo Stile

L’eleganza maschile mi ha sempre affascinato, fin da adolescente. Con il tempo, e maggiori possibilità economiche, ho potuto anche concedermi qualche sfizio pur non facendo mai diventare la passione per i vestiti un’ossessione. L’abito è sicuramente il capo di abbigliamento più elegante per un uomo, a patto che si sappia abbinarlo all’occasione o all’evento per cui si è chiamati a indossarlo. Naturalmente il mio stile in fatto di abbigliamento è cambiato dal momento in cui ho lasciato la professione. Sono passato dai vestiti classici, dal gessato al Principe di Galles, forse il mio preferito, camicia e cravatta a uno stile più “made in USA” dove le tendenze sono chiare e nette: gli abiti possono anche avere una linea sartoriale ma non si è obbligati ad indossarli con camicia e cravatta, almeno non sempre, dipende ovviamente dagli impegni di lavoro. Amo ad esempio un pantalone più asciutto che slancia, con l’orlo che non appoggia del tutto sulla scarpa e un risvolto ben studiato in altezza e proporzioni a seconda del capo e del tessuto. I miei colori preferiti sono senza dubbio il blu, il nero e il grigio. Per quel che concerne le cravatte amo naturalmente quelle in seta ma non disdegno quelle in maglia e lana. La scelta parte quasi sempre dall’abito o dalla camicia che indosso, difficilmente mi capita di fare il contrario. Il mio nodo ideale invece è quello semplice, il four in hand, possibilmente piccolo e assolutamente simmetrico. Amo quasi ogni genere di cravatta eccezion fatta per quelle a fantasia. Sicuramente la cravatta blu, in seta jacquard è la soluzione elegante per andare sul sicuro. La si porta con il completo da business e la camicia rigorosamente bianca, con il collo alla francese, come dicevo poi la tricot. Avrò un centinaio di cravatte di cui alcune regalate soprattutto nel periodo in cui facevo l’avvocato, era quasi un rito in quell’ambiente.

Gianluca Sansone: “Englishman in Rome”

Classe 1977, dal 2001 è ideatore e deus ex machina di uno dei templi del fumo lento in Italia: Sansone the Smoking Store, a Roma, a due passi dal Vaticano.
Abbassador delle Case più importanti, fondatore di uno dei cigar club più noti, Sansone è riconosciuto a livello internazionale per la sua grande passione e la sua ancor più grande competenza.

Lo Stile

Il mio completo ideale è uno spezzato con gilet. Accessori obbligatori, cravatta, fazzoletto da taschino e bretelle. Questo tipo di mise è perfetta con tessuti rustici, come i tweed, la flanella in inverno; lana pettinata e cotone in estate. Cambiano le tonalità, da più scure a più luminose, ma i colori che prediligo sono sempre gli stessi: blu, marrone, verde e rosso. Se dovessi rinascere mi piacerebbe essere un gentiluomo inglese di campagna, visto che amo molto oltre che i tessuti anche le fantasie tipiche anglosassoni, come i tartan e i gunclub. Come dicevo, la cravatta per me è essenziale. Mi piace sia notata da occhi esperti.
Mai ovvia, ma con personalità. Lana, seta regimental, a righe o a micro fantasia. Non porto mai tinte unite. Mi piacciono molto i disegni vintage, anche quelli che risultano datati. E anche i tessuti devono avere consistenza, devono essere corposi, anche perché mi piace un nodo non esagerato ma che abbia carattere.
I miei riferimenti in campo dello stile sono il Principe Carlo d’Inghilterra, e non poteva essere diversamente, e alcuni amici di Stilemaschile per quanto riguarda il nostro paese. Non ricevo quasi mai cravatte come regalo ma quelle poche volte che è successo sono sempre stato fortunato, anche perché i miei gusti sono così ‘precisi’ che chi mi conosce sa come non sbagliare. Ricordo una volta una bellissima sette pieghe napoletana… Nel mio armadio le cravatte, circa una cinquantina, sono divise così: regimental, microfantasie e poi quelle in lana, che amo molto.

A cura di Alfredo de Giglio, direttore di Stilemaschile

Tratto da Uomo&Manager di Marzo 2018

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *