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Un italiano su tre fatica ad essere produttivo: ecco perché!

Il 32% dei lavoratori fatica moltissimo per riuscire ad essere produttivo e raggiungere dunque i risultati programmati. Questo dice l’ultimo report di ADP per l’Europa e l’Italia che analizza la produttività dei lavoratori e l’impatto che la cattiva gestione del personale può avere sulla reddittività aziendale.

La ricerca scatta una importante fotografia di quella che è la forza lavoro italiana in ciascuna industry. È interessante mettere in evidenza quanto il settore manifatturiero in Italia rappresenti un campione esemplificativo della forza lavoro: il 50% dei lavoratori dichiara infatti di essere produttivo al 100% la maggior parte del suo tempo, mentre il 23% circa risponde di esserlo solo qualche volta, incolpando dei gap di produttività proprio la cattiva gestione per il 38%, il valore più alto rispetto a tutti gli altri settori che si attestano in media intorno al 20%.

Gli ostacoli alla produttività in ogni modo variano in modo significativo in base all’età, i lavoratori più giovani dai 16 ai 24 anni sono più colpiti dalla lentezza tecnologica presente in ambito lavorativo (24%) insieme alla gestione delle troppe email esterne (15%), mentre a percepire maggiormente i manager incapaci (24%), le distrazioni dei colleghi (18%) e dei social media (10%) sono i lavoratori dai 25 ai 34 anni.  Da sottolineare che il 31% dei lavoratori over 55 intervistati ritenga di fatto di non avere alcun limite alla propria produttività.

“La produttività è vitale per il successo organizzativo ed economico, motivo per cui ottimizzare e massimizzare la produzione è una priorità assoluta per i datori di lavoro”, ha commentato Virginia Magliulo, General Manager di ADP Italia. “E’notoriamente difficile misurare e migliorare i livelli di produttività, ma questi risultati forniscono una buona indicazione dei fattori più importanti. La gestione inefficace è un ostacolo importante alla produttività dei dipendenti, per non parlare della motivazione e dell’impegno, motivo per cui l’investimento nella formazione manageriale è fondamentale. Processi, sistemi e tecnologie devono anche essere aggiornati regolarmente, con l’input del personale di prima linea, per garantire un aiuto e sostegno costante al fine di lavorare al meglio, e nel modo più produttivo possibile.”

E nel resto d’Europa come vanno le cose? I dati medi non si discostano molto dalla realtà italiana: meno della metà (46% circa) della forza lavoro europea dichiara di essere al massimo della sua produttività “la maggior parte del tempo”.  Comune denominatore europeo per la scarsa produttività è la cattiva gestione, identificata come causa principale per il 19% degli intervistati, seguita da sistemi e processi inefficienti (18%) e tecnologia lenta (15%).

I problemi di produttività maggiori nel continente si riscontrano nel Regno Unito, dove il 13% dei lavoratori dichiara di essere “raramente” o “mai” al massimo della sua produttività, insieme alla Germania (11%). Mentre i lavoratori in Polonia hanno meno problemi in questo ambito (6%).

Questi dati ci dicono molto non solo sui Paesi ma sono soprattutto riconducibili alla tipologia di lavoro in ciascuna nazione. Da evidenziare infatti come questa problematica si comune in settori come le vendite, media e marketing nei quali più di un terzo (36%) ha dichiarato di non essere in grado di massimizzare la propria produttività. A seguire i settori healthcare (33%), retail, catering e leisure (32%). Mentre tra gli operatori del settore arte e cultura solo il 23% pensa di non poter potenziare la propria produttività.

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