Una passeggiata… con Aristotele! Da dove nascono le Idee al Futuro 4.0

Chi può aiutarci a capire se l’innovazione generata dal nostro pensiero è un “cigno nero” e quindi come afferma Paul Graham, fondatore nel 2005 del più importante acceleratore di startup al mondo, può vivere in un parco che produrrà ottimi investimenti a partire da idee che all’inizio non sembravano così vincenti?

Fermiamoci un istante a pensare (appunto!) e cerchiamo di partire dai luoghi in cui si è cercato di incanalare secoli fa lo spirito positivo dei pensieri filosofici per arrivare agli Innovative Hub di oggi.  Se già nel 335 a.C. Aristotele stimolava la condivisione di idee tra i membri della sua Accademia con un insegnamento scientifico effettuato durante lunghe passeggiate sotto i colonnati del ginnasio di Atene, a maggior ragione nell’era degli oggetti connessi in rete (IoT), delle stampanti 3D, dei Big Data e dell’Intelligenza Artificiale, ogni idea generata da Stimoli 4.0 deve essere fatta crescere in un “incubatore” ed accelerata grazie al capitale umano.

Mercato del lavoro efficiente, flessibile, dinamico e meritocratico, capitali finanziari a disposizione di imprenditori innovativi, realizzazione di autostrade digitali, di infrastrutture materiali e solidi investimenti pubblici e privati nell’istruzione superiore e nella ricerca, sono alcuni tra gli acceleratori necessari per generare innovazione e ricchezza. In una parola, idee. Investire su innovazione tecnologica e alta professionalità delle risorse umane, significa investire nel futuro dell’Italia 4.0, un percorso in cui Università e Distretti Industriali saranno protagonisti della diffusione del sapere e della valorizzazione delle conoscenze.

Spazi creativi

Secondo l’economista Enrico Moretti le città dell’innovazione e i parchi scientifici e tecnologici, gli hub delle startup, le Accademie, gli incubatori universitari e gli enti di ricerca, costituiscono spazi vivaci e culturalmente aperti nel creare economie di scala, ampliare le opportunità di lavoro e generare un concreto confronto per la condivisione di idee, progetti ed azioni. Prima di Moretti, il sociologo Richard Florida, autore nel 2002 di un saggio illuminante individua nelle 3T (tecnologia, talento e tolleranza) i fattori di sviluppo delle città e la connessa capacità di attrarre i migliori talenti come input vincenti di un ecosistema che ha un forte impatto sulla società, sull’economia, sulla competitività e spesso assicurano la leadership di un Paese. In Italia, un contributo strategico è dato dalla presenza dei Distretti Industriali e dalle aree a maggiore vocazione produttiva, in grado di produrre beni e servizi ad alto valore aggiunto, organizzandosi territorialmente secondo un modello strutturato e competitivo di rete d’impresa, di startup e di organizzazioni associative. E proprio grazie alla concentrazione in aree comuni di un numero consistente di imprese appartenenti alla medesima filiera produttiva ovvero a filiere collegate (cluster), è possibile creare interdipendenza ed interconnessione tra le varie idee imprenditoriali, creare cioè un legame stabile tra territorio, imprese e comunità locali in grado di organizzare le leve del sistema produttivo locale. Presenza di imprese che condividono pratiche comuni, erogano servizi multifunzionali, effettuano trasferimenti tecnologici e sperimentano produzioni a basso costo, sono i veri capital asset di un Distretto Industriale 4.0.

Inoltre, questa forma di organizzazione economico-territoriale permette una maggiore specializzazione del lavoro e una suddivisione predittiva della produzione, una più efficace raccolta e trasmissione della conoscenza, la sostanziale e funzionale complementarietà delle imprese ai fabbisogni del territorio e la forte presenza pubblica e privata con forme di investimento a sostegno della produzione culturale. La strategia vincente per ottimizzare la crescita di questo modello dall’interno del programma Impresa 4.0 passa senza dubbio attraverso un’organizzazione sempre più efficiente della rete di cluster grazie alla collaborazione tra Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Regioni e Ministero dello Sviluppo Economico, insieme al contributo delle aziende in prima linea sul territorio per lo sviluppo del nostro Paese.

In viaggio verso il futuro

Per consentire un salto di qualità della nostra economia e per raggiungere gli obiettivi fissati anche nel Piano di Impresa 4.0 promosso dal Governo italiano, sono quindi tre i pilastri su cui far girare le idee: sostegno economico alle imprese, crescita di competenze ad alta specializzazione e promozione della cultura digitale.  In particolare, questo ultimo punto dovrà essere supportato dalla realizzazione delle infrastrutture abilitanti attraverso il piano strategico nazionale Banda Ultra Larga, dallo sviluppo delle reti di connessione Wi-Fi di quinta generazione, dai Digital Innovation Hub (DIH), dai Competence Center e da una PA sempre più digitale per rispondere alle esigenze di una Società 4.0. In particolare, i Digital Innovation Hub dovranno rappresentare dei cluster tecnologici indispensabili per mettere in contatto imprese, ricerca e finanza, con un coinvolgimento bottom-up ovvero dal basso verso l’alto di territori, Enti di Ricerca ed Università, la cui missione principale sarà accompagnare le imprese nell’individuazione dei fabbisogni del mercato, nell’accesso a strumenti e a programmi finanziati con risorse europee, nazionali e regionali e alla ricerca di partner internazionali. Prepariamoci per iniziare il viaggio che ci porterà verso un Futuro 4.0, un luogo di cui siamo certi anche Aristotele sarebbe stato curioso!

 

A cura di Domenico Annunziato Modaffari ed Enrico Molinari

Tratto da Uomo&Manager di Novembre 2017

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  1. […] Aristotele pontificava: “La bellezza è la miglior lettera di raccomandazione”. L’uomo moderno questo l’ha compreso e per questo stanno prendendo sempre più spazio i trattamenti medico-estetici a lui dedicati e si è creato un vero mondo cosmetico. […]

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