31 dicembre, un vademecum per le aziende che devono stipulare l’assicurazione catastrofale obbligatoria

assicurazione catastrofale

Il 31 dicembre ci si avvicina. Entro tale data, PMI e microimprese saranno tenute a sottoscrivere un’assicurazione catastrofale, come già hanno dovuto fare le aziende di grandi dimensioni.

La normativa, contenuta nella Legge di Bilancio del 2024 ha introdotto, con una norma specifica datata 30 dicembre 2023 n. 213 (art. 1 commi 101‑111), un obbligo assicurativo per trasferire sulle assicurazioni private una parte del rischio che finora è gravato solo sui fondi pubblici, andando a promuovere nelle imprese anche la cultura della prevenzione.

In pratica, tutte le aziende che hanno la sede legale in Italia, escluse quelle agricole, saranno obbligate entro il prossimo 31 dicembre 2025 a stipulare una polizza assicurativa che copra i potenziali danni che possono essere causati da terremoti, frane, alluvioni, inondazioni ed esondazioni.

Ogni azienda, quindi, deve assicurare terreni, impianti, attrezzature e beni in locazione salvo che questi siano già coperti da polizze analoghe. Infine, il decreto attuativo n. 18/2025 (DM 30 gennaio 2025) ha specificato che l’obbligo non si estende ai beni in costruzione, agli immobili abusivi, alle scorte, ai mobili d’ufficio o ai veicoli iscritti al PRA (Pubblico registro automobilistico).

Secondo uno studio dell’istituto mUp Research riferita all’autunno 2024, oltre di 278 mila imprese hanno subìto danni legati a calamità naturali nell’anno precedente, con perdite stimate in circa tre miliardi di euro. E sono proprio le piccole medie imprese, che rappresentano la maggioranza delle aziende, ad essere più esposte ai rischi.

“Per l’impresa inadempiente non sono previste sanzioni pecuniarie ma sarà automaticamente esclusa da contributi, sovvenzioni e agevolazioni pubbliche di qualsiasi natura, oltre a vedersi precluso l’accesso alla garanzia statale sui finanziamenti, vale a dire al Fondo di garanzia per le PMI. Si tratta dunque di una forma di sanzione di tipo interdittivo, che rafforza l’obbligo attraverso il meccanismo del vincolo premiale.” spiega  il legale Fabio Speranza.

La disposizione non è autoapplicativa: ogni amministrazione pubblica dovrà integrare nei propri bandi le clausole di esclusione per le imprese sprovviste di polizza. “Il Ministero del Progresso e Made In Italy (MIMIT), inoltre,  intende precludere l’accesso ai propri incentivi alle imprese inadempienti, ma l’efficacia scatterà solo dopo che le singole misure saranno adeguate. Questo significa che senza polizza non sarà possibile accedere a contratti di sviluppo, fondi per startup, incentivi per economia circolare o energie rinnovabili. È evidente, dunque, come la stipula della polizza non rappresenti soltanto un adempimento formale, ma una vera e propria condizione di accesso a strumenti fondamentali di sostegno allo sviluppo imprenditoriale”, prosegue Speranza.

Come affrontare l’obbligo assicurativo?

Per non correre rischi e guidare le aziende alla scadenza del 31 dicembre 2025, la fiscalista Simona D’Alessandro e dell’avvocato Fabio Speranza del network Partner d’Impresa, rete di professionisti specializzati in diverse aree economiche, legali e fiscali per il mercato delle PMI, hanno stilato un vademecum a cui fare riferimento e che vi proponiamo integralmente.

Eseguire in tempi utili la mappatura e la valutazione dei beni, individuando quali immobili, impianti e macchinari rientrano nelle immobilizzazioni materiali dell’impresa e quindi devono essere assicurati. Si consiglia l’esecuzione di perizie aggiornate per determinare il valore a nuovo o il costo di sostituzione e conservare la documentazione.

Non trascurare il valore di polizze già esistenti Molte aziende possiedono già assicurazioni incendio o “all risks”. In tal caso è opportuno che l’imprenditore confronti le garanzie con i requisiti della normativa: se coprono i rischi di terremoto, frana e alluvione con massimali e franchigie adeguati, è possibile che soddisfino l’obbligo. In caso contrario, deve essere valutata una integrazione o la sostituzione della polizza.

Richiedere preventivi a più compagnie e valutare l’impatto fiscale: i costi potrebbero variare sensibilmente in funzione della localizzazione geografica e della tipologia di rischio (sismico, idrogeologico, ecc.). Risulta importante stimare il costo netto della polizza al netto della deducibilità Ires e Irap.

Integrare la copertura nel piano di risk management aziendale: la polizza obbligatoria può diventare parte di un più ampio sistema di protezione del patrimonio e di continuità operativa.

Definire le responsabilità contrattuali. Si tratta di una valutazione importante che andrà fatta nei contratti di locazione, affitto di ramo d’azienda e leasing, nei quali andranno previste clausole che individuino chi stipula la polizza, chi paga il premio e chi sopporta la franchigia in caso di sinistro. Per i beni utilizzati a qualsiasi titolo l’obbligo ricade sull’utilizzatore.

Valutare il vantaggio nell’aderire alle polizze collettive. Le micro e piccole imprese possono davvero trovare una soluzione sostenibile aderendo apolizze collettive tramite associazioni di categoria o consorzi per ottenere condizioni più favorevoli. 

Programmare nel budget attività di prevenzione e mitigazione del rischio. La realizzazione di interventi di adeguamento antisismico e idraulico, l’adozione di piani di gestione dell’emergenza e la formazione al riguardo del personale, nel medio periodo potranno contribuire a ridurre il premio assicurativo e rafforzare la continuità operativa.

Organizzazione documentale. L’imprenditore deve porre una particolare attenzione all’aggiornamento della copia della polizza e delle quietanze da esibire in caso di richiesta da parte delle amministrazioni o delle banche. Questo agevolerà i tempi per l’ottenimento di eventuali agevolazioni,  incentivi e finanziamenti.

Muoversi con anticipo. Anche se le scadenze per le PMI e micro imprese sono fissate a fine 2025, è consigliabile non attendere l’ultimo momento. Il mercato assicurativo potrebbe registrare un forte aumento di richieste negli ultimi mesi, con conseguente rialzo dei premi o riduzione dell’offerta.