4 motivi per cui i candidati selezionati rifiutano un lavoro
Si potrebbe stentare a crederlo, ma ci sono candidati alla ricerca di un posto di lavoro che rifiutano gli incarichi. Incredibile a dirsi, ma è così. Eppure ci sono delle motivazioni alla base che portano gli stessi a non accettare proposte di lavoro. Quali sono i motivi?
EasyHunters, prima No Frills Recruitment Company al mondo che si occupa di Ricerca & Selezione del personale, ma in modo assolutamente innovativo perché utilizza tutte le tecnologie oggi a disposizione per annullare le distanze tra selezionatori e candidati, ha cercato di mettere insieme le motivazioni che portano un candidato a rifiutare un incarico.
Tra i motivi più gettonati ci sono l’eccessiva distanza da casa, un lavoro non perfettamente in linea con le proprie aspettative, un’azienda appartenente ad un settore diverso da quello di provenienza o magari troppo poco conosciuta e, infine, anche il non voler rinunciare all’indennità di disoccupazione che, in alcuni casi, è di poco inferiore allo stipendio di ingresso offerto.
“Io credo – dichiara Francesca Contardi, managing director di EasyHunters (società di selezione che offre servizi di recruitment digitali a elevata qualità) – che rifiutare un’opportunità professionale dopo aver sostenuto una serie di colloqui, adducendo delle motivazioni che potevano/dovevano essere valutate prima, sia assolutamente controproducente. Questo non significa, naturalmente, che un candidato sia costretto ad accettare qualunque offerta; è bene sottolineare, però, che se si arriva alla fine dell’iter di selezione, significa che tutti gli aspetti contrattuali, logistici e relativi allo stipendio sono stati ampiamente discussi insieme all’azienda o espressi nelle varie fasi. Dire di no a quel punto, in altre parole, pone il candidato in una posizione che potremmo definire scomoda: non dimentichiamoci, infatti, che qualsiasi relazione di lavoro deve essere basata sulla fiducia e un atteggiamento di questo tipo non può far altro che incrinarla. Io consiglio di sfruttare, per quanto possibile, ogni opportunità professionale per imparare, allargare il proprio network e fare esperienze anche in ambienti distanti dalla propria comfort zone”.