4 nuove professioni create dall’AI: ecco quali sono e di cosa si occupano
Torniamo a parlare dell’intelligenza artificiale per analizzare quali siano le nuove professioni create dall’AI. Non sarà infatti quest’ultima, secondo le previsioni, ad eliminare posti di lavoro, ma sarà chi non la sa usare che rimarrà inesorabilmente indietro.
Avvocato, ingegnere, medico, giornalista, commercialista, ragioniere… queste professioni continueranno ad esistere, ma l’AI renderà sempre più automatizzate le attività che questi e altri professionisti hanno svolto fino ad ora. Ciò che prima si faceva in “X” tempo, con l’intelligenza artificiale si fa e si farà in una porzione di “X”.
Ecco perché imparare ad usarla è determinante per il futuro. Chi non lo saprà fare, resterà inesorabilmente indietro.
Le nuove professioni nate con l’AI
Una recente ricerca svela che entro il 2030 il 30% delle ore lavorative globali potrebbe essere automatizzato grazie all’AI, ma questo non implica una sostituzione delle competenze umane: al contrario, si tratta di un’evoluzione che apre nuove opportunità e modelli professionali.
Secondo TNGP – The Next Generation Platform, realtà nata per affrontare le sfide del futuro e unire sotto un’unica visione le agenzie Together, Mambo, ZooCom, Artena, Offsite e Glint, che intercetta ogni giorno i cambiamenti del mercato e li traduce in valore per i clienti, lavorando in maniera integrata attraverso le sue diverse anime specializzate, sono in arrivo nuove professioni ibride, rese possibili proprio dalla diffusione degli strumenti di AI generativa.
Quattro professioni nate dallo sviluppo dell’AI Generativa secondo TNGP – The Next Generation Platform
Per lavorare nell’ottimizzazione delle campagne media e nella gestione dei budget in modo data-driven, è essenziale saper analizzare grandi volumi di dati, padroneggiare piattaforme AI per il media planning e comprendere i meccanismi dei modelli predittivi e degli algoritmi di bidding. Queste abilità permettono di automatizzare workflow e cogliere opportunità di crescita in tempo reale, caratteristiche distintive dell’AI Media Strategist.
La dimensione creativa si reinventa grazie alle potenzialità dell’AI generativa. Chi lavora nella progettazione di contenuti visivi e animati deve essere capace di usare tool avanzati di generazione di immagini e video, oltre a possedere competenze in motion design e prompt engineering. Questa combinazione consente di accelerare i processi creativi mantenendo intatto il linguaggio e gli intenti comunicativi del brand, ruolo tipico del Generative Creative Designer.
Nella gestione e produzione dei contenuti multicanale, diventa essenziale saper utilizzare modelli linguistici avanzati per generare, ottimizzare e personalizzare testi, immagini e presentazioni, bilanciando sempre qualità e performance. Le competenze di SEO, UX writing e storytelling si uniscono a una capacità redazionale approfondita, tratti distintivi dell’AI Content Curator.
L’analisi strategica e la trasformazione dei dati in insight utili per il business richiedono padronanza di scraping web, costruzione di dashboard, modelli predittivi e API, integrate con le potenzialità dell’AI generativa. Questa figura, l’AI Insight Architect, è in grado di anticipare trend, localizzare contenuti e creare soluzioni personalizzate per i clienti, grazie a una visione ampia e tecnica sui dati.
“In questo nuovo capitolo della rivoluzione digitale, le professioni emergenti legate all’intelligenza artificiale non rappresentano solo nuovi ruoli, ma veri e propri nuovi paradigmi di linguaggi e competenze che stanno ridefinendo il nostro modo di creare, analizzare e comunicare. Per ricoprire questi ruoli innovativi occorre un approccio ibrido, che coniughi competenze tecniche di alto livello con capacità creative e strategiche, e che rispecchi la natura tecnologicamente potenziata e integrata del lavoro nel settore creativo di oggi, in un equilibrio dinamico, per guidare con efficacia l’innovazione e offrire valore reale ai nostri clienti in un mercato in costante evoluzione. La cultura aziendale gioca un ruolo fondamentale nel valorizzare la sperimentazione, e nel mettere in connessione esperienza, talento e approccio nativo di figure e seniority che in nuovi assetti e mix possono trovare un ulteriore livello di efficienza, performance e innovazione”, osserva Alessandro Gatti, CEO di TNGP.



