AI nelle aziende? In Europa solo 2 su 10 la utilizzano nei processi aziendali
A tutti noi piace pensare di saper utilizzare l’intelligenza artificiale, eppure secondo recenti pubblicati da Eurostat, nel 2025 solamente 2 imprese europee su 10 con almeno 10 dipendenti hanno utilizzato tecnologie basate sull’intelligenza artificiale per automatizzare processi aziendali.
Questo dato, però, non deve ingannare su quella che è l’evoluzione dell’utilizzo dell’AI da parte delle aziende e dei professionisti. Infatti, si registra un aumento importante di 6,5 punti percentuali rispetto al 2024, quando la quota si attestava al 13,5 %, dato che era a sua volta più del doppio rispetto al 7,7 % del 2021. Quindi, l’intelligenza artificiale si sta sempre più facendo largo, con calma, ma lo sta facendo.
Allo stato attuale, tuttavia, solo una minoranza di imprese in Europa incorpora tecnologie come analisi automatizzata del linguaggio scritto, generazione di contenuti multimediali, riconoscimento vocale o altre forme di apprendimento automatico nei propri flussi operativi.
Tra queste applicazioni, proprio l’analisi del linguaggio scritto è risultata la più diffusa, adottata dall’11,8 % delle imprese, seguita dalla generazione di immagini, video e audio (9,5 %) e dalla generazione di linguaggio naturale (8,8 %).
Secondo gli esperti Giacinto Fiore e Pasquale Viscanti, fondatori di fondatori di Intelligenza Artificiale Spiegata Semplice, la più grande community italiana sul tema, dedicata a imprenditori e manager e creatori del successo internazionale della AI WEEK 2026, l’evento numero uno in Europa sul tema della IA, che si terrà il 19 e 20 maggio 2026 a Milano, alla Fiera di Rho, e rappresenta uno dei principali appuntamenti internazionali per manager, imprenditori, professionisti e innovatori interessati al futuro dell’AI. “I dati Eurostat – commentano – mostrano un’Europa in rapido movimento verso l’adozione dell’intelligenza artificiale, con una crescita significativa anno su anno. Tuttavia, la quota di imprese che utilizzano l’AI rimane ancora bassa, con molti settori e mercati nazionali lontani dal pieno potenziale”.
Differenze tra Paesi Europei
Tra gli Stati Europei tra gli Stati membri dell’Unione Europea si registrano dati importanti di utilizzo di AI nelle aziende in Danimarca (42 %), Finlandia (37,8 %) e Svezia (35 %) che presentano tassi di utilizzo ben superiori alla media europea, mentre Romania (5,2 %), Polonia (8,4 %) e Bulgaria (8,5 %) rimangono agli ultimi posti della classifica.
In Italia, invece, sia secondo le statistiche europee che secondo recenti dati ISTAT, la fotografia sull’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese è in linea con i trend di crescita continentali, ma con margini di miglioramento sensibili. Infatti l’utilizzo di AI nelle imprese italiane è praticamente raddoppiato nel 2025, passando da circa l’8,2 % nel 2024 a oltre 16% nel 2025.
La crescita maggiore si è stata registrata nelle grandi aziende, in cui più della metà ha adottato strumenti di intelligenza artificiale – mentre le PMI mostrano progressi, ma restano sotto la media europea per diffusione complessiva.
Le principali difficoltà allo sviluppo, in tal senso, derivano dalla carenza di competenze digitali, costi percepiti elevati e incertezze normative. La diffusione degli strumenti generativi di IA tra la popolazione italiana riflette un quadro simile: secondo Eurostat, solo il 19,9 % degli italiani di età compresa tra i 16 e i 74 anni ha utilizzato strumenti di AI generativa nel 2025, ben al di sotto della media UE (32,7 %).
“Questi divari, comunque, riflettono non soltanto differenti livelli di digitalizzazione delle economie nazionali, ma anche investimenti, competenze e strutture produttive differenti”, aggiungono Giacinto Fiore e Pasquale Viscanti. “Le grandi imprese e i settori tecnologici più avanzati tendono ad abbracciare prima le soluzioni IA, mentre le piccole e medie imprese (PMI) – che costituiscono la spina dorsale dell’economia europea e, soprattutto, italiana – restano spesso indietro per mancanza di risorse, competenze e consapevolezza dei benefici”.
Alla luce di questi dati, eventi come AI WEEK 2026, possono risultare davvero importanti.
“Iniziative come AI WEEK 2026″ concludono Fiore e Viscanti “assumono un ruolo cruciale: non solo per mettere in luce casi concreti di utilizzo di questa tecnologia, ma soprattutto per alimentare una cultura condivisa, che superi barriere di competenza e diffonda consapevolezza su come la tecnologia possa diventare un fattore abilitante per l’innovazione, la competitività e la sostenibilità delle imprese europee e italiane”.



