Avvio di una nuova impresa: 10 errori comuni da evitare assolutamente
Dare avvio ad una nuova impresa in Italia non è molto difficile, il problema è fare in modo che diventi un’azienda consolidata nel tempo. Infatti, sono davvero tante quelle che iniziano la propria attività con grandi speranze e, mestamente, si trovano in difficoltà dopo qualche anno.
La vera sfida per gli imprenditori è comprendere in breve tempo e limitando le spese se l’idea proposta risponde a un bisogno reale, trovare i primi clienti, costruire un team in grado di essere produttivo, ma soprattutto, evitare che la crescita venga frenata da errori finanziari o organizzativi.
Ed è proprio in questa fase che possono nascere i primi problemi, in particolare per chi è alle prime esperienze nel mondo manageriale e imprenditoriale.
“Ogni anno accompagniamo migliaia di aspiranti imprenditori e vediamo spesso lo stesso errore: partire da un prodotto già definito, invece che da un problema da verificare. Chi accetta di testare l’idea fin dall’inizio riesce ad adattarsi più velocemente al mercato. La fase più delicata non è avere l’intuizione, ma metterla alla prova prima di costruirci sopra”, racconta Gabriele Casiraghi, Head of Innovation & Partnership di Startup Geeks.
Nuove imprese: 10 consigli pratici per evitare errori
Per venire incontro a imprenditori, freelance e founder a orientarsi nei primi passaggi, Startup Geeks, società benefit ed ecosistema per l’imprenditorialità italiana, e Revolut, fintech e banca digitale globale, hanno individuato 10 consigli pratici per evitare gli errori più comuni nella fase di avvio di una startup.
Vediamo insieme quali sono:
1. Non partire dall’idea, ma dal problema
Prima di investire tempo e risorse, è importante valutare se il problema (ovvero il prodotto o servizio da proporre) che si vuole risolvere esiste davvero, quanto è sentito e chi sarebbe disposto a pagare per una soluzione.
2. Guardare il mercato senza innamorarsi della propria soluzione
Anche l’idea più innovativa ha concorrenti diretti o indiretti. Analizzare alternative, competitor e dimensione del mercato aiuta a capire se c’è spazio reale per crescere.
3. Testare prima di costruire
Un MVP, una landing page o un prototipo possono bastare per misurare l’interesse iniziale. Meglio validare presto e correggere rotta, invece di sviluppare un prodotto completo che il mercato potrebbe non volere.
4. Scegliere bene le prime persone
Co-founder, collaboratori e mentor incidono sulla qualità delle decisioni e sulla velocità di esecuzione. Nelle prime fasi, costruire il team giusto può contare quanto il prodotto.
5. Vendere il prima possibile
Le prime vendite valgono più di molte metriche di visibilità. Anche un fatturato iniziale contenuto dimostra che il bisogno esiste e che qualcuno riconosce valore nella soluzione.
6. Separare subito finanze personali e aziendali
Mescolare spese personali e professionali rende difficile capire come sta andando davvero l’attività. Separare i flussi fin dall’inizio aiuta a gestire meglio il business e semplifica la parte fiscale
7. Controllare le entrate e le uscite, non solo il fatturato
Vendere non significa automaticamente avere liquidità. Monitorare entrate e uscite permette di capire se l’impresa può pagare fornitori, tasse, collaboratori e nuovi investimenti.
8. Rendere semplice farsi pagare
Ogni ostacolo nel pagamento può rallentare una vendita o ritardare l’incasso. Offrire modalità rapide e comode, online e offline, aiuta a ridurre attriti e migliorare la conversione.
9. Automatizzare ciò che non fa crescere il business
Fatture, pagamenti ricorrenti, note spese e approvazioni possono assorbire tempo prezioso. Automatizzare le attività ripetitive libera risorse da dedicare a clienti, prodotto e vendite.
10. Pensare internazionale prima di averne bisogno
Clienti, fornitori e collaboratori possono arrivare dall’estero già nei primi anni. Prepararsi a gestire valute, pagamenti internazionali e operazioni transfrontaliere rende la crescita più semplice.
“I primi mesi di vita di un’impresa spesso determinano la velocità con cui potrà crescere. Mentre molti founder concentrano tutte le energie sulla costruzione di un ottimo prodotto, spesso trascurano le basi finanziarie necessarie per una crescita sostenibile. Tenere separate le finanze aziendali da quelle personali, monitorare il cash flow e rendere semplice ricevere pagamenti sono abitudini semplici che fanno risparmiare tempo e aiutano gli imprenditori a prendere decisioni migliori durante la crescita”, ha dichiarato Álvaro Alberdi, Head of Growth di Revolut Business per il Sud Europa.



