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ZWorkspace, l’app per gestire gli spazi lavorativi in sicurezza

Tornare a lavoro per molti non è facile, poiché se è vero che con la cosiddetta Fase 2 abbiamo potuto tornare a spostarci nella Regione senza l’obbligo di giustificare gli spostamenti, è anche vero che il timore di contrarre il Covid-19 non si è dissolto.

Come accaduto durante la quarantena, tuttavia, la tecnologia ci viene in soccorso. Zucchetti ha lanciato sul mercato ZWorkspace, la piattaforma per la gestione degli spazi e prenotazione degli asset di lavoro.

Come funziona ZWorkspace

Zworkspace è un’applicazione che ogni lavoratore o i loro coordinatori/supervisori possono prenotare con estrema semplicità postazioni di lavoro, scrivanie, sale meeting, aule e parcheggi, dal proprio pc o da dispositivi mobili anche utilizzando le planimetrie delle aree aziendali.

Tutti i dati generati dal sistema sono sempre disponibili su cruscotti, dashboard, grafici e sono sempre aggiornati in tempo reale, consentendo di monitorare costantemente le performance e le preferenze di utilizzo e fornendo informazioni strategiche per implementare gli spazi in modo sempre più efficace e in linea con gli obiettivi aziendali.

“ZWorkspace è anche una risposta concreta alle misure di sicurezza contenute nel DCPM del Governo: monitoraggio degli assembramenti, rispetto del distanziamento tra le persone, controllo degli accessi ai varchi, limitazione dei posti prenotabili, ingressi scaglionati, immediato riscontro dei presenti in azienda. – dichiara Salvatore Barbera, product manager ZWorkspace di Zucchetti – L’emergenza sanitaria, però, ha soltanto accelerato un’esigenza che era già avvertita da imprese e lavoratori, ossia rendere l’esperienza di vita in azienda più dinamica, più organizzata e più intelligente. Proprio da questo modello è nato ZWorkspace”.

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Fatturazione elettronica: come amministrare al meglio le spese carburante aziendali

Le spese carburante aziendali sono una voce rilevante delle spese che la maggior parte delle società devono sostenere. Che si abbia un singolo veicolo aziendale o una vera e propria flotta, il carburante può impattare considerevolmente sulle proprie risorse.

Lo Stato italiano è consapevole del peso che il carburante ha sul bilancio finale delle aziende e per questo dà la possibilità ai professionisti ed alle società di detrarre l’IVA

Per godere di questa agevolazione fiscale è necessario richiedere al benzinaio la fattura elettronica, rilasciata in seguito al pagamento con uno strumento tracciabile, in modo da poter detrarre l’imposta sul valore aggiunto.

Carburante e fatturazione elettronica: come funziona?

Secondo la nuova normativa introdotta con la legge 205/2017, alle stazioni di servizio viene imposto l’obbligo di utilizzare la fatturazione elettronica per giustificare le entrate derivanti dall’acquisto di carburante da parte dei clienti. La fattura elettronica per il carburante è il documento che i professionisti e le aziende potranno utilizzare per chiedere che venga detratta l’IVA.

La fattura elettronica dovrà essere preparata dal benzinaio, che inserirà al suo interno nel modello del documento tutti i dati del professionista che ha fatto rifornimento. il documento verrà inviato entro massimo ventiquattro ore al sistema di interscambio dell’Agenzia delle Entrate, che verificherà la correttezza delle informazioni riportate e poi invierà la fattura elettronica all’acquirente.

Amministrare meglio le spese carburante aziendali

Finché si dispone di pochi veicoli la gestione delle spese sostenute per il carburante è semplice, basta un po’ di attenzione per non fare confusione con le fatture. Amministrare le spese carburante aziendali diventa più complesso quando cresce il numero di veicoli presenti nella flotta aziendale e anche quando si utilizzano diversi metodi di pagamento per saldare il conto alla stazione di servizio.

Per risolvere il problema, la soluzione adottata da molte aziende è quella di dotare i dipendenti di carte carburante, in modo che per ciascun veicolo venga utilizzato lo stesso metodo di pagamento. Le società che scelgono di beneficiare di questo strumento elettronico possono chiedere l’emissione di più carte, ciascuna delle quali può essere affidata a un dipendente. In questo modo a ciascuno di essi sarà assegnato uno specifico budget e sarà più semplice tenere sotto controllo le spese.

Le carte per il carburante sono delle  prepagate, che aiutano a organizzare la rendicontazione: tutti pagamenti effettuati vengono infatti registrati e possono essere organizzati in base alla tipologia di spesa. Rientrando tra i metodi di pagamento tracciabili, le carte carburante rendono possibile la detrazione dell’IVA, oltre che più immediata e veloce la gestione dei pagamenti.

Non trattandosi di carte collegate al conto corrente aziendale, i dipendenti non potranno spendere più di quanto sarà stato assegnato loro dal reparto amministrativo. Ciò rappresenta un vantaggio per le aziende, le quali non corrono il rischio che il rifornimento del mezzo aziendale porti ad una spesa maggiore di quanto preventivato.

Un altro consiglio per amministrare meglio le spese carburante è quello di far inserire al benzinaio la targa all’interno della fattura elettronica anche se, secondo la normativa attualmente in vigore, questa non è un’informazione necessaria al fine della validazione dell’e-fattura. L’Agenzia delle Entrate lascia al cliente la libertà di scegliere se segnalare o meno la targa della vettura. 

Le società con una flotta aziendale vasta potrebbero però notare un miglioramento nella gestione delle fatture inserendo anche questa informazione facoltativa, dal momento che, in questo modo, i pagamenti per il carburante sarebbero facilmente riconducibili ai singoli veicoli e il controllo delle spese verrebbe semplificato.

Organismo Nazionale del Condominio: ecco cos’è e chi ne fa parte

Proseguono le attività di CONFASSOCIAZIONI a supporto di tutte le realtà che ne fanno parte ma non solo. Il tema è il rilancio delle varie realtà a seguito dell’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del Coronavirus. Oggi, la rete di associazioni guidata da Angelo Deiana, ha comunicato di aver ” pronti gli emendamenti elaborati dall’ORGANISMO NAZIONALE DEL CONDOMINIO, la nuova realtà in cui si riconoscono 32 associazioni di CONFASSOCIAZIONI afferenti al mondo condominiale che ha come scopo aiutare a fare sistema nel mondo del condominio”.

Le parole sono di Franco Pagani, Vice Presidente Vicario Aggiunto di CONFASSOCIAZIONI e Presidente dell’Organismo, che ha poi aggiunto:

“Gli emendamenti al Decreto Rilancio che l’Organismo ha elaborato – ha continuato il Franco Pagani – verranno presentati alla Commissione Bilancio del Senato, anche grazie al lavoro prezioso della Vice Presidente Federica De Pasquale, membro dell’Ufficio di Presidenza, e saranno finalizzati a rendere più facili alcune attività del mondo condominiale nelle prossime fasi dell’emergenza generata dalla pandemia. Eccoli in sintesi:

  1. in deroga all’articolo 1130 comma 10 del c.c. prorogare a 12 mesi le assemblee di condominio per l’approvazione del rendiconto Consuntivo 2019;
  2. proroga del mandato dell’amministratore in scadenza fino a quando non verrà revocato dall’assemblea;
  3. autorizzare l’amministratore ad emettere quote condominiali di pari importo dell’ultimo preventivo o consuntivo che risulta approvato dall’assemblea;
  4. proroga di un anno delle scadenze di adeguamento antincendio;
  5. autorizzare e regolamentare le modalità con le quali si possono tenere le assemblee straordinarie “dal vivo”;
  6. prevedere la possibilità che si tengano in ampie sale come quelle di cinema o teatri, così da assicurare il mantenimento del distanziamento sociale;
  7. nel caso si tratti di assemblee straordinarie utili per l’approvazione di lavori /ristrutturazioni che rientrano nei bonus fiscali, prevedere che il costo della sala si possa portare anch’esso in detrazione da parte dei condomini.

“In ogni caso, CONFASSOCIAZIONI aveva già scritto al Ministro dello Sviluppo Economico e al Ministro della Giustizia – ha ricordato inoltre il VPVA Franco Pagani – per evidenziare la necessità che sia disciplinata la possibilità di tenere assemblee on-line onde evitare disomogeneità di comportamenti e possibili liti in un tessuto sociale così diffuso e in un momento storico dove ogni possibilità di contenzioso deve essere disinnescata sul nascere, sia per facilitare la gestione futura di quanti possono avere difficoltà di spostamento”.

Le parole di Angelo Deiana

A queste, si sono poi aggiunte le parole di Angelo Deiana. “Il ruolo dell’Organismo Nazionale del Condominio sarà quello di rappresentanza politica e strategica del mondo condominiale al fine di portare sui tavoli istituzionali soluzioni pragmatiche finalizzate a migliorare la vita quotidiana di amministratori, condomini e delle altre professionalità che lavorano in questo importante sistema infrastrutturale del Paese. Per questo, l’Ufficio di Presidenza, d’accordo con il Presidente di CONFASSOCIAZIONI Real Estate, Paolo RIGHI, ha deciso di affidare la presidenza ad un’eccellenza come Franco PAGANI, nostro Vice Presidente Vicario Aggiunto”.

Le associazioni che fanno parte dell’Organismo Nazionale del Condominio

Di seguito, l’elenco delle associazioni che fanno parte dell’Organismo Nazionale del Condominio: ANAIP, AP, APAC, APACI, APICE, APR, ARCO, ASSIAC, ASSIPIL, ASSOCOND CONAFI, BM ITALIA, CONAIP, CONDOMINIO SOLUTION, CONDOMINIO 7 STELLE, CONFAMMINISTRATORI, CONFARTAMMINISTRATORI, CONFIAC, CONFIPI, FIGIAC, GESTICOND, LAIC, LISIAI, LM FRANCHISING, NACA, RECERT, REVCOND, UNAI, UNIMMOBILIARE, UNICONDOMINIO, UNRL, UPROI

Cassetto digitale impresa.italia.it: ecco cosa si può trovare e a cosa serve

Gestire in modo agile, anche da remoto, la propria azienda. Un sogno? No, oggi è possibile ottenere informazioni e documenti ufficiali per la propria azienda semplicemente attraverso il cassetto digitale impresa.italia.it. Sono già 600 mila le adesione e l’emergenza sanitaria ha fatto registrare un incremento di circa il 30%.

Le nostre abitudini, soprattutto dopo l’emergenza Covid-19, stanno cambiando: abbiamo sempre più necessità di avere tutto a portata di mano, spostandoci il meno possibile e dunque risparmiando tempo.

Il cassetto digitale in questo risulta molto utile agli imprenditori e alle aziende anche nella richiesta dei contributi per l’emergenza sanitaria. Nella documentazione richiesta per accedere ai fondi messi a disposizione – sia a livello nazionale che locale – sono sempre richieste la visura e l’eventuale bilancio, documenti che per l’impresa sono gratuiti e più facili da ottenere proprio tramite l’utilizzo del cassetto digitale.  

Cosa trovare nel cassetto digitale

Realizzato da InfoCamere per conto del sistema camerale, il cassetto è reso disponibile dalle Camere di commercio a 6 milioni di cittadini imprenditori per accedere ai documenti ufficiali e sempre aggiornati della propria impresa: visura (disponibile anche in lingua inglese), partecipazioni, elenco soci, storia delle modifiche, bilancio, statuto, atto costitutivo, fusioni, nomina amministratori, procure, fascicolo d’impresa. 

Ma cosa si può trovare nel cassetto digitale? Oltre alle informazioni di maggiore utilizzo come la visura camerale con le informazioni su certificazioni biologiche e rating di legalità, statuto, bilancio, pratiche inviate allo Sportello Unico delle Attività Produttive (SUAP) del Comune e  fatture elettroniche per chi abbia scelto di utilizzare il sistema gratuito delle Camere di Commercio fatturaelettronica.infocamere.it), il cassetto digitale mette a disposizione dell’imprenditore i documenti ufficiali della sua impresa presenti nel Registro Imprese, organizzati in:

  • Prospetti ufficiali: contiene i principali documenti rappresentativi dell’impresa (visure, visura storica, visura in inglese, partecipazioni, elenco soci, storia delle modifiche, …)
  • Atti: contiene ad esempio lo statuto, l’atto costitutivo, fusioni, nomina amministratori, procure, ecc…
  • Bilanci relativi a tutte le annualità disponibili
  • Dichiarazioni sostitutive: modello di dichiarazione sostitutiva del certificato di iscrizione al Registro delle Imprese (art. 46 D.P.R. 445/2000) per ogni firmatario.

Per accedere ad impresa.italia.it è sufficiente essere in possesso degli strumenti di identità digitale che consentono di identificare il cittadino-imprenditore: lo SPID (il Sistema Pubblico di identità digitale) o la CNS (la Carta Nazionale dei Servizi). Il cassetto digitale dell’imprenditore è inoltre nativamente integrato nella nuova soluzione delle Camere di Commercio per l’identità digitale DigitalDNA, dunque accessibile con il token wireless per un uso ancora più semplice in mobilità, inclusa la possibilità di utilizzare la firma digitale

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Sanificazione degli ambienti: ecco il PHS, nato da una start up 100% made in Italy

Santificazione di uffici e ambienti lavorativi o abitativi. È un problema di molti nella lotta contro il Covid-19. Non è semplice trovare soluzioni se non fidandosi a ditte specializzate nel settore della santificazione.

Un’idea interessante arriva da una start up italiana: si chiama PHS (Pro Health System) ed è il primo “robot killer” 100% Made in Italy,

Funziona grazie ad una combinazione di raggi Uv-C e Ozono ed è in grado di debellare il virus andando a compiere una sanificazione approfondita degli ambienti, senza l’utilizzo di prodotti chimici, debellando sino al 99% dei patogeni presenti sul tutte le superfici.

Ideato e prodotto da RayBotics, neonata start-up, spin-off di due storiche realtà italiane (Klain Robotics e Gruppo Purity) che operano nel settore delle nuove tecnologie e nella robotica industriale, collaborativa e mobile, PHS nasce ad aprile grazie all’intuizione dei due Co-Founder, Fabio Greco e Enzo Catenacci che, in piena emergenza sanitaria, hanno deciso di affrontare una nuova sfida, mettendo in campo le loro conoscenze per creare il primo robot sanificatore davvero versatile e utilizzabile in qualsiasi ambiente.

“Erano i primi di marzoracconta Fabio Greco, Co-Founder RayBotics – quando con Enzo ci siamo incontrati a Brescia, in quello che è stato il nostro ultimo aperitivo prima del lockdown e, analizzando le tecnologie utilizzate fino a quel momento per la sanificazione industriale, ci siamo subito resi conto che i dispositivi attualmente sul mercato (di cui nessuno italiano peraltro) utilizzavano tutti con successo gli Uv-C ma avevano un grande limite perché non erano in grado di disinfettare le zone d’ombra non colpite dai raggi”.

Smartworking: può provocare patologie fastidiose. Ecco 10 consigli utili

Patologie legate allo smartworking: quali sono?

Può lo smartworking procurare patologie mediche? Secondo una ricerca della World Health Organization pubblicata sul portale britannico Daily Mail, sì.

Il Coronavirus ha costretto molti professionisti a lavorare da remoto e ciò ha permesso la persecuzione di alcune attività, ma è stato fatto nel modo giusto?

Secondo la ricerca della World Health Organization il 72% dei lavoratori intervistati ha ammesso di soffrire di lombalgia, acutizzatasi in questa fase di quarantena. In particolare, l’utilizzo non corretto di smartphone e PC provoca a lungo andare quello che i britannici chiamano “tech neck”, ovvero il collo segnato dalla postura tipica di chi china il capo e che, secondo un’indagine pubblicata sulla BBC, colpisce soprattutto i millennial.

Problematiche che sono state evidenziate anche sui social: da un monitoraggio su Instagram è emerso come l’hashtag #Backpain abbia oltre 1 milione di menzioni e #Techneck oltre 12mila.

Come si possono prevenire tali patologie?

Ma quali sono i consigli degli esperti per prevenire e curare le patologie legate allo smartworking? La prevenzione inizia a tavola con un regime alimentare sano ed equilibrato per combattere la sedentarietà e continua prestando attenzione all’utilizzo di sedie ergonomiche adeguate al tratto lombare, facendo inoltre delle brevi pause almeno ogni 30 minuti di lavoro.

Fondamentale è anche compiere esercizi di allungamento per la mobilità muscolare e seguire una routine rilassata. Per curare la lombalgia, infine, un valido aiuto può arrivare dalla laserterapia Theal Therapy creata in Italia da Mectronic, che grazie al processo di fotobiomodulazione agisce sull’infiammazione e garantisce un recupero in tempi brevi.

10 consigli utili per prevenire le patologie derivanti dallo smartworking

Fare una pausa almeno ogni 30 minuti e muoversi in giro per la casa: è fondamentale per evitare una stasi muscolare legata a prolungati periodi di inattività e rimettere in moto la circolazione sanguigna.

Munirsi di una sedia adeguata al tratto lombare: le posture scorrette sono spesso dovute a postazioni non ergonomiche. Utilizzare una sedia da ufficio oppure autotrattarsi con cuscini o rialzi che allineino le vertebre è utile a prevenirle.

Attenzione allo sguardo fisso rivolto verso il PC: lo schermo andrebbe tenuto alla stessa altezza degli occhi in modo da evitare disturbi astenopici e rigidità nel tratto cervicale.

Effettuare esercizi dinamici di mobilità: compiere il cosiddetto “allenamento da scrivania” innalzando le braccia verso l’alto o effettuando degli squat aiuta a mantenere attivo il comparto muscolare.

Creare uno spazio di lavoro adeguato: è consigliabile lavorare seduti con le braccia appoggiate sulla scrivania, favorendo il giusto distanziamento tra i polsi ed evitando di lavorare sulla poltrona o sul letto.

Non sottovalutare l’importanza di un regime alimentare equilibrato: la prevenzione inizia a tavola con una dieta sana che prediliga fibre, frutta e verdura in modo da combattere la sedentarietà prolungata e il rischio di sovrappeso.

Creare una routine mattutina rilassata: è consigliabile mantenere ritmi e orari regolari, iniziando a lavorare o studiare all’orario consueto e terminando alla stessa fascia oraria.

Idratarsi è fondamentale: tenere sempre a portata di mano una bottiglietta d’acqua aiuta a regolare la temperatura corporea, favorisce la digestione e l’eliminazione di tossine in eccesso.

Assumere una giusta postura anche a letto: riposare bene aiuta a essere meglio concentrati e produttivi. Per questo motivo è consigliabile dormire in posizione supina con un cuscino sotto le gambe oppure di fianco con un cuscino tra le gambe.

Un valido aiuto arriva dalla laserterapia: grazie al processo di fotobiomodulazione della Theal Therapy è possibile recuperare in tempi brevi da lombalgie e altre problematiche posturali.

Tublat la rivoluzionaria web agency online
 

Usabilità, velocità, altissimo rapporto qualità dei servizi e loro costo, procedure snelle, minuziosa assistenza al cliente, spazio alla creatività e al futuro, a portata di tutti. 

Come opera Tublat

Un sogno nato da una grande idea e diventato una giovane quanto florida realtà, in costante crescita, su scala internazionale. Ecco a voi Tublat, germogliata dalla creatività di Gianluca Iannotta, un giovane sannita appassionato, intuitivo e soprattutto innovativo. Tublat è una web agency online che nata nel 2014, oggi entra da protagonista nell’era digitale, fornendo servizi essenziali a privati ed aziende che vogliano marcare con forza e visibilità la propria presenza sul web.
 
Tublat ha creato una rete globale di esperti e garantisce ai suoi clienti assistenza personalizzata e un notevole risparmio dei costi rispetto ad una classica web agency, ma scopriamo i segreti di Tublat, analizzando anche il sito dove sono esaustivamente spiegati i numerosi servizi offerti da questa rampante web agency online.

I servizi offerti 

Come è possibile tanta efficienza e una struttura tanto snella? Tublat è interamente online, in quanto per usufruire dei loro servizi, come, per fare solo un esempio, dell’hosting linux ssd, della creazione di siti web, blog ed eCommerce o della scrittura di contenuti editoriali seo oriented per siti web e blog (copywriting), non occorre la presenza di un ufficio fisico. Tublat ha creato un network online di esperti connessi da ogni parte del mondo che lavorano in squadra per poter rendere ogni cliente più competitivo e visibile sul web.
Visitando il sito web www.tublat.com le macro aree principali dell’offerta sono chiare: hosting, domini, web design e web marketing, in poche parole tutto il meglio per il web dalla A alla Z.
 
Dalla scelta e l’acquisto di un nome di dominio attraverso piani di web hosting linux ssd sino alla realizzazione di pagine e siti web, il loro aggiornamento e posizionamento, la promozione su Internet, l’ottimizzazione per i motori di ricerca e molto altro, servizi mirati e altamente performanti per ogni tipologia di clientela ed esigenza. Tublat diventa un partner online che cura in dettaglio la presenza online del proprio cliente, che viene messo a suo agio già dal primo ingresso nel mondo Tublat.
 
Accedendo al sito infatti è evidente come sia stato studiato per essere user-friendly e comprensibile quanto accessibile a tutti, anche a chi non abbia necessariamente buone competenze informatiche. Facile, veloce e professionale, Tublat personalizza ogni servizio, permettendo al cliente di contattare la web agency direttamente dal sito, nell’area “Contattaci” e da lì proporre la propria idea, esigenza, richiesta. Da quel momento un project manager affiancato dal ramificato team di esperti mondiale Tublat seguirà l’intero progetto, dall’analisi al preventivo alla realizzazione. 
Che cosa si può chiedere a fare con Tublat: acquistare piani web hosting Linux SSD che offrono tra le migliori e più affidabili prestazioni del web, e grazie a Tublat soddisfano ogni esigenza di traffico e di spazio online; registrare un nuovo dominio o trasferirlo senza rischi; scegliere un sito web o di e-commerce che sarà disegnato e seguito in ogni fase dalla creazione al posizionamento su Internet; quindi acquistare un servizio di Web Marketing per competere da protagonisti nel web, ad esempio scegliendo i servizi di Copywriting o meglio scrittura di testi per siti o blog che sappiano catturare attenzione e possano consentire migliore monetizzazione, oppure l’ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO) o la gestione di campagne PPC (SEM). 
 
Selezionato il servizio richiesto direttamente dal sito il cliente viene seguito dal proprio project manager che affida poi i compiti del progetto ad una serie di professionisti su scala mondiale. I clienti possono poi monitorare direttamente online dall’area riservata del sito della web agency Tublat, l’avanzamento del proprio progetto.
Concreta, smart, ed in continua evoluzione. Tublat rappresenta oggi la vera rivoluzione delle web agency. Una web agency online capace di materializzare, davvero, i sogni in progetti web efficaci, alla portata di qualsiasi budget.

Arrivano i monopattini elettrici Ducati per una nuova mobilità urbana

Ducati punta sulla micromobilità. Lo fa presentando i suoi monopattini elettrici e ebike elettriche. Sono 7 in tutto in modelli per i quali si potrà eventualmente anche usufruire degli incentivi governativi promessi.

Spostarsi in città è sempre più complesso ed ora che tutti dovremo rispettare i vincoli e le indicazioni del cosiddetto distanziamento sociale, prendere i mezzi pubblici cominciano a diventare un problema.

Ecco perché la mobilità elettrica attraverso ebike e monopattini, potrebbe rappresentare una valida alternativa allo scooter.

monopattini ducati

Le novità firmata Ducati

MT Distribution, licenziatario e partner commerciale, con Ducati presentano una nuova linea di e-bike pieghevoli e monopattini elettrici per la mobilità urbana. 

I monopattini elettrici

I monopattini nati dalla partnership tra Ducati e MT Distribution hanno motori dai 250W ai 500W. I primi due monopattini elettrici ad essere presentati sul mercato sono denominati Cross-E e Pro II, il cui lancio sarà rispettivamente il 20 giugno e il 6 luglio 2020. 

Il monopattino Cross-E brandizzato Scrambler® monta pneumatici tubeless cosiddetti “fat” anti-foratura (misure 110/50-6.5’’), adatti anche a tratti di strada sterrata o molto irregolare. Il motore brushless fornisce una potenza continuativa di 500W e garantisce uno spunto eccellente sia in partenza sia su tratti in salita, senza subire rallentamenti di andatura. La batteria da 375 Wh garantisce un’autonomia fino a 30-35 km, mantenendo una velocità media di 15 km/h. Il doppio faro anteriore permette l’utilizzo del mezzo in notturna con un’ottima visibilità e la gestione di tutte le funzionalità, inclusi i 3 riding mode, avviene attraverso l’ampio display LCD da 3.5’’.

Il Pro II, firmato Ducati, monta invece un motore brushless da 350W continuativi e una batteria da 280 Wh, che permette di percorrere tra i 25-30 km in pieno comfort, grazie anche alla sospensione posteriore ed ai pneumatici tubeless anti-foratura da 10’’. La sicurezza e la facilità di utilizzo dei veicoli sono una prerogativa fondamentale della linea di prodotti Ducati, per questo il monopattino monta un doppio freno (elettrico anteriore e a disco posteriore) e un ampio display LCD da 3.5’’ da cui monitorare e gestire tutte le impostazioni.

Ebike firmate Ducati

Le e-bike pieghevoli, che saranno lanciate sul mercato nelle prossime settimane, annuncia l’azienda, avranno un design innovativo e saranno dotate di luci posteriori integrate nel piantone sella, batteria totalmente a scomparsa nel telaio e attivazione dei fanali con sensori crepuscolari.

monopattini ducati

Experience Academy, i manager si formano con l’aiuto dei… cavalli!

Una business school che forma manager, ma lo fa attraverso l’aiuto dei… cavalli. Può sembrare bizzarro ma non lo è affatto. Un modo non certo convenzionale di “creare” nuovi professionisti in vari campi, ma sta di fatto che questo è il modus operandi di Experience Academy, guidata da Valentina Casonato. Con lei abbiamo voluto conoscere meglio questa bellissima realtà.

Intervista a Valentina Casonato

Cos’è Experience Academy?

Experience Academy è la prima business school nata in Italia ad occuparsi di formazione e coaching esperienziale assistita da cavalli. Fondata circa dieci anni fa, oggi si avvale di una solida esperienza, comprovata da più di un centinaio di aziende e migliaia di manager e imprenditori su scala nazionale.

Formazione esperienziale: ci può spiegare come funziona?

La formazione esperienziale è una modalità di apprendimento basato sull’esperienza. L’apprendimento è un processo continuo che crediamo possa avvenire in luoghi e tempi diversi da quelli tradizionalmente destinati alla conoscenza. Se è vero che un’immagine vale più di mille parole, allora noi crediamo che un’esperienza valga più di mille immagini. Per questo motivo i nostri percorsi non si svolgono nelle aule tradizionali, ma direttamente sul campo. Experience Academy propone un modello di formazione esperienziale basato sull’interazione tra uomo e cavallo, che ha lo scopo di sviluppare le potenzialità dell’individuo e di modificarne il comportamento. Il maneggio è l’ambiente ideale per fornire ai partecipanti delle esperienze reali da cui trarre degli spunti significativi che possono poi essere applicati nella vita lavorativa di tutti i giorni. Ai partecipanti non viene richiesto di montare a cavallo: tutte le attività si svolgono da terra.

Ci spiega in che modo i cavalli possono essere utili nel mondo della formazione?

Interagire con successo con un cavallo presuppone le stesse qualità necessarie per guidare e motivare le persone, siano essi collaboratori, colleghi o clienti. La sopravvivenza del cavallo dipende dalla sua capacità di vivere il momento, di adattarsi all’ambiente e di effettuare rapide e precise valutazioni sulle opportunità e minacce del contesto in cui vive. Non sono forse le stesse capacità che vengono oggi richieste ad un imprenditore o manager? Al pari di un’azienda, un branco di cavalli agisce come un’organizzazione sociale, dove esistono compiti, ruoli e responsabilità dai quali dipende l’esistenza stessa del branco. Esiste dunque una forte analogia tra queste due realtà da cui trarre preziosi spunti di riflessione. Grazie poi alla loro straordinaria sensibilità i cavalli sono capaci di guardarti dentro e, proprio come uno specchio, restituirti l’immagine di come tu sei realmente, senza maschere o pregiudizi. Il cavallo non giudica: a lui non importa se sei un top manager o un impiegato; semplicemente ti mostra se le tue azioni e i tuoi comportamenti sono funzionali all’obiettivo che vuoi raggiungere. In altre parole, lavorare con i cavalli permette di colmare quel divario che sta tra la conoscenza, la capacità di mettere in pratica e l’essere di ognuno. Questo ci fornisce una preziosa chiave di lettura sul proprio comportamento, dandoci la possibilità di stabilire se sia funzionale o meno al raggiungimento degli obiettivi, personali e professionali.

Come reagiscono i formandi/candidati a questo modello formativo?

Quando sono partita con questo progetto ormai 10 anni fa le reazioni più comuni andavano dalla curiosità allo scetticismo poiché si trattava di un approccio completamente nuovo e sperimentale. Non è stato facile superare le perplessità iniziali; è servito impegno e costante dedizione nel perfezionare il modello. Molte aziende in questi anni ci hanno fatto l’onore di darci la loro fiducia, partecipando alle attività di formazione e coaching con i cavalli. Si tratta di realtà che per lo più operano a livello nazionale e internazionale e si misurano con esigenze di mercato che le spingono a diventare multinazionali, pur tenendo a conservare l’identità territoriale e le loro radici e a valorizzare l’elemento umano. Posso citarne alcune come ad esempio Steelco Spa, Banca Generali, Electrolux, Breton Uk. Oggi Experience Academy è diventata un marchio che conta più di un centinaio di aziende clienti e migliaia di manager e professionisti che hanno partecipato ai corsi, con un tasso di gradimento che supera i 4,8 punti su una scala che va da 1 a 5. L’incontro con il cavallo è un momento unico e speciale, che smuove emozioni, alleggerisce tensioni e ridefinisce relazioni immobilizzate da tempo. È un momento di crescita personale e collettiva in cui i partecipanti si sentono liberi di esprimere se stessi senza essere giudicati, in un contesto di natura che regala sensazioni ancestrali.

Che momento sta vivendo il mondo delle HR?

Credo che il mondo delle HR stia vivendo un profondo cambiamento nella visione strategica del proprio ruolo e che necessiti sempre più di acquisire consapevolezza sull’impatto che può avere nelle organizzazioni. Se l’imprenditore è colui che da la visione all’azienda e ne detta le linee guida, l’HR è il portavoce della filosofia e dei valori aziendali a tutti i livelli. In questo particolare momento di contingenza che stiamo vivendo a causa dell’emergenza Covid-19 molti manager faticano a mantenere dritta la bussola, si trovano disorientati a causa dell’incertezza generale che ci governa. Ritengo che proprio in questo particolare momento di difficoltà collettiva l’HR debba essere un punto di riferimento capace di prendere decisioni difficili e ricordare ai propri manager il motivo per cui sono stati scelti alla guida dei loro team. Per supportarli in tutto questo ho accolto l’idea di un carissimo collega head hunter Daniele Semenzato fondatore di Talenti Snelli e abbiamo creato assieme un gruppo su LinkedIn chiamato gli #amicidipioggia. Abbiamo scelto questo nome perché tutti i partecipanti che inizialmente hanno aderito avevano in comune l’esperienza fatta in maneggio con la mia cavalla. Scopo del gruppo quello di condividere le rispettive esperienze formative non solo con i cavalli ma soprattutto aziendali. 

Durante l’emergenza Covid-19 questa attività si è tradotta in uno spazio virtuale in cui gli HR hanno potuto condividere le best practices operative per far fronte all’emergenza. Questa iniziativa è stata particolarmente apprezzata. In realtà noi ci siamo limitati a creare il contenitore che è stato arricchito da numerosissimi scambi di idee a riprova del fatto che molto spesso è sufficiente creare lo spazio in cui le persone possono confrontarsi.

Quali sono le soft skills comuni che fino ad ora avete mappato per i manager?

Con il passare del tempo ho osservato e mappato alcuni indicatori che si riferiscono alle principali soft skills che un manager deve avere. Nel complesso, questo lavoro mi ha portato ad analizzare su un campione relativamente vasto almeno una ventina di indicatori legati alle principali soft skills in questione. Quelle che ho avuto modo di approfondire in un campione di oltre 2000 persone sono le dieci seguenti:

  1. Proattività
  2. Capacità decisionali
  3. Intelligenza emotiva
  4. Pensiero laterale
  5. Gestione dello stress
  6. Capacità di ascolto attivo e osservazione
  7. Capacità di adattamento e flessibilità
  8. Team management
  9. Focus sugli obiettivi
  10. Stile naturale di leadership

Rispetto a quest’ultimo punto, ho notato grazie ad un particolare esercizio, che il modo in cui Pioggia, la mia cavalla si avvicina liberamente al partecipante rispecchia quello che percepisce come stile di leadership. Inizialmente queste osservazioni mi portavano a

dare dei feedback abbastanza generali, che tuttavia venivano di volta in volta confermati dai partecipanti e dalle persone presenti, che li conoscevano da tempo, in quanto loro colleghi di lavoro. Questa osservazione si è fatta via via più precisa, fino ad arrivare a fornire delle indicazioni chiare, che permettono di identificare il naturale stile di leadership delle persone ed individuare ad esempio se un manager è maggiormente portato ad assumere uno stile di leadership di tipo autoritario, quello che definiremmo come lo stile

del “capo”; collaborativo, definito anche relational oriented; uno stile di leadership sfidante, orientato alla performance, o al contrario un basso livello di leadership.

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Amiamo collaborare e sostenere aziende e persone che condividono i nostri valori: la passione per i cavalli, il desiderio di cambiamento, l’apertura a nuovi progetti, la visione innovativa della realtà aziendale e anche del mondo che gravita intorno ai cavalli.

Nella realizzazione dei suoi percorsi Experience Academy si avvale di trainer altamente qualificati con una specifica esperienza con i cavalli e che, dopo un percorso di formazione e affiancamento alla scuola, vengono certificati come Horse Assisted Coach.

Tra i nostri progetti futuri quello di formare sempre un numero maggiore di questi professionisti capaci di diffondere la filosofia e i valori che stanno alla base di questo metodo perché sono convinta che l’approccio “diverso” che propongo nella relazione

con i cavalli sia il medesimo che, se messo alla base di ogni relazione tra esseri viventi, può renderla equilibrata e felice. Le persone trascorrono al lavoro gran parte del loro tempo, e la qualità di questo tempo influisce direttamente sulla loro vita personale e familiare. Cambiare in meglio la qualità delle relazioni lavorative influisce sulla produttività aziendale e sullo stato di benessere e di salute di dipendenti e collaboratori. Il mondo si cambia con pazienza e con molteplici piccole azioni costanti e quotidiane.

Se sei un coach e condividi questa filosofia, è possibile contattare direttamente Experience Academy, dove è possibile avere tutte le informazioni per diventare Horse Assisted Coach ed entrare a far parte dell’esclusivo gruppo degli #amicidipioggia che vanta all’attivo una sessantina di HR tra le aziende più importanti del territorio. È possibile scrivere a: valentina@experience-academy.it

Articolo realizzato in collaborazione con Experience Academy

Trovare un nuovo lavoro con un head hunter: ecco le regole

Trovare o ritrovare lavoro ai tempi del Coronavirus, un’impresa mica da poco. E poi c’è chi è alla ricerca di nuove stimoli e opportunità. Sarà questo il “lavoro” di molte persone che a causa dell’emergenza sanitaria hanno perso il loro o vogliono dare un nuovo impulso alla propria carriera. Difficile? Sì. Impossibile, no.

C’è in tal senso una figura professionale che può essere davvero utile quella dell’head hunter. Sempre più spesso, infatti, le aziende decidono di affidarsi ad un mediatore per gestire il processo di selezione e ciò vuol dire che ritengono strategico (e di conseguenza estremamente importante) l’inserimento di nuove risorse.

“I nostri clienti – dichiara Joelle Gallesi, General Manager di Hunters Group, società di ricerca e selezione di personale altamente qualificato – stanno iniziando a riprendere le consuete attività e a valutare l’inserimento di risorse in funzioni che ritengono strategiche: ICT, Engineering, Digital e Finance. Anche i candidati, nonostante qualche incertezza iniziale, hanno rincominciato a valutare la possibilità di cambiare lavoro. Naturalmente, e hanno perfettamente ragione, ci chiedono qualche garanzia prima di stravolgere la propria carriera, soprattutto in una situazione particolare come quella attuale: affidarsi a un mediatore, per gestire questo delicato processo, può essere una buona soluzione perché si ha un partner competente che rappresenti i propri interessi e, aspetto da non sottovalutare, si può entrare in un network che garantisca anche future opportunità”.

Le regole per trovare un lavoro con un head hunter

Il primo aspetto, uno dei più importanti, è creare un rapporto collaborativo con il proprio consulente in modo tale che siano chiari gli obiettivi futuri, dal punto di vista professionale, e le attese economiche e personali. La trasparenza, in questo senso, è fondamentale: un HR Consultant agisce da facilitatore, non è un ostacolo alla meta, è un partner e come tale deve essere trattato. Allo stesso tempo, però, non bisogna diventare insistenti e pressanti per evitare, come in ogni relazione di ottenere l’effetto contrario.

Smart working in vacanza: sarà una tendenza di questa estate?

Smart working in vacanza: potrebbe essere una soluzione

Dopo i mesi di stop forzato per molte categorie di lavoratori, pensare alle vacanze estive sembra davvero azzardato, in quanto il lavoro da fare è davvero tanto. Eppure potrebbe esserci una soluzione…

l claim “Ieri in ufficio. Oggi naturalmente al lavoro” è indicativo dell’iniziativa attraverso la quale Club del Sole ha istituito un modello di smart working innovativo, attrezzando i villaggi di tutte le dotazioni necessarie per la massima sicurezza e soddisfazione degli ospiti: autentiche oasi di tranquillità pensate per favorire la concentrazione di chi deve lavorare, connessioni WI-FI ad alta velocità nelle mobilhomes, food delivery direttamente in bungalow, servizio stampa documenti, fast check-in, igienizzazione degli alloggi e monitoraggio degli accessi agli spazi comuni, ecc.

“Club del Sole mette a disposizione dei propri ospiti oltre 1 milione di mq distribuiti in 15 camping villages tutti in Italia – dichiara Giovanni Cavalli, Consigliere Delegato di Club del Sole. Le nostre strutture sono strategicamente  posizionate sulle più belle spiagge e nelle oasi più naturali in ben 6 regioni italiane,  spiega Cavalli –in contesti sicuri e rilassanti da vivere in compagnia. Lo Smart Working Village, che abbiamo studiato ad hoc per chi vuole coniugare vacanza e lavoro, permetterà di far fronte alle esigenze lavorative e al desiderio di vacanza studiato apposta per l’estate 2020. Stiamo verificando con i nostri consulenti l’ampliamento dei benefit per un ideale Smart Working nelle nostre strutture  conclude Cavalli e far fronte alle esigenze di ogni professionista con sistemi informatici, strumenti all’avanguardia e personale dedicato per consentire un ‘rilassante’ lavoro anche in vacanza”.

Conciliare lavoro e vacanza potrebbe dunque non essere un’utopia. Lo smart working potrà continuare ad essere ancora protagonista delle nostre giornate, anche di quelle estive, conciliando le esigenze lavorative a quelle familiari di ogni azienda e lavoratore.

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Il futuro del capitalismo nell’era del Covid-19

“Le previsioni nascono dal fatto che nessuno conosce davvero il futuro”

John K. Galbraith

Lo scenario sta cambiando profondamente. E la pandemia che stiamo vivendo è, nella sua immensa gravità, un grande acceleratore di trend e processi. Tutti noi aspettavamo il cambiamento del “nudge”, la spinta gentile del Premio Nober Richard Thaler, e invece è arrivato il “calcio” violento del film “Inception” di Christopher Nolan, lo tsunami pandemico che sta spazzando via molte certezze.

D’altra parte, dovremmo essere ormai consapevoli che, pandemia, tsunami o guerra, il capitalismo è un sistema economico in grado di fare, spesso troppo brutalmente, soltanto una cosa: separare gli operatori efficienti da quelli inefficienti, premiando i primi con successo e utili e punendo i secondi con il fallimento. Molto difficile da metabolizzare, ma bisogna andare oltre le ipocrisie ideologiche: il capitalismo non ha morale, non ha finalità, non ha orientamento o giudizio perché è tarato su meccanismi paragonabili a quelli evolutivi della natura. 

Il capitalismo è globale

È per questo che, pur nelle sue diverse connotazioni (capitalismo occidentale, capitalismo di stato, capitalismo autoritario, capitalismo teocratico), si adatta con successo a livello globale. D’altra parte, anche i processi evolutivi della natura si comportano allo stesso modo: negli ecosistemi alimentari il più forte mangia il più debole, i terremoti ed i vulcani rimodellano il territorio, il pollice opposto è la tecnologia evolutiva che ha progressivamente differenziato l’uomo dalle scimmie. È per questo che, per leggere il futuro, bisogna individuare e cavalcare positivamente il trend evolutivo vincente nel lungo periodo. Esattamente come nella vita e nella natura. Perché gli unici a poter interpretare in modo più saggio e positivo il capitalismo siamo soltanto noi.

In ogni caso, la pandemia è un macro trend evolutivo. Pensiamo, ad esempio, alla prima reazione del contesto (la gente, il mercato, le transazioni) rispetto ad un trend innovativo. Accade una cosa semplice: il nostro modo di fare le cose tende a ridefinirsi intorno all’innovazione. Succede sempre così: in un primo momento subiamo l’innovazione in modo quasi passivo e poi, un passo alla volta, iniziamo a metabolizzarla. La mastichiamo, la digeriamo, la assimiliamo nelle nostre vite. 

Nella prima fase l’innovazione prevale e occupa militarmente il nostro territorio. Facciamo in modo meccanico tutte quelle cose che ci è stato spiegato. In un secondo momento, ci riappropriamo del territorio precedentemente perso modellandolo secondo le nostre esigenze. Fra questi due momenti c’è come una pausa, ed è in questa pausa che progressivamente prende forma la mutazione (il trend) del modo di fare le cose. Tutto ciò accade perché acquisiamo familiarità con il cambiamento derivante dall’innovazione e capiamo come inglobarla nelle nostre vite, come parte di noi stessi. Come portare la mascherina o lavarsi tanto le mani.

È partita la trasformazione

Tutto ciò genera una serie di importanti conseguenze. Partiamo dagli approcci psicologici. La prima sensazione che deriva dalla velocità del trend è la paura di sbandare in curva. Quando sbandiamo in curva, il nostro primo istinto è frenare ma sappiamo tutti che è un errore. È quello che ci sta succedendo oggi: il cambiamento generato dalla pandemia (si pensi allo smart working) è sempre più veloce, ma dobbiamo reprimere l’istinto di attaccarci ai freni. 

Senza dimenticare che alcune innovazioni, alcuni trend hanno un inizio esitante, poi partono veloci e sembra che volino lontano. Queste innovazioni generano una sequenza di cambiamenti progressivi e apparentemente incrementali (tanti cambiamenti fatti di piccoli passi), che si sommano per aggregazione, e crescono con la logica della palla di neve, fino a provocare vere e proprie mutazioni genetiche dell’economia, dei mercati, della società. Il Covid-19 ha avuto lo stesso processo di sviluppo ma sta generando, come in tutte le grandi crisi, nuove opportunità anche per una fase nuova del capitalismo. Perché, come dice un vecchio detto, quando tutto è perduto, tutto è finalmente possibile.

A cura di Angelo Deiana