Working Capital, nuova apertura a Bologna!

Dopo Milano, Roma e Catania, un nuovo spazio di 650 metri quadrati al centro di Bologna, precisamente in via Oberdan 22 (gestito in collaborazione con il fondo di Venture Capital dPixel), è ora a disposizione di giovani e neoimprenditori che hanno intenzione di dare un impulso decisivo alle loro aziende in fase di start up. Working Capital, acceleratore di impresa di Telecom Italia, dunque come promesso nei mesi scorsi e nel servizio che abbiamo pubblicato qualche mese fa su Uomo&Manager, offre nuove opportunità sul territorio per gli startupper che meritano attenzione.

La struttura di via Oberdan ospiterà, oltre ai percorsi di accelerazione offerti ogni anno da WCAP alle più promettenti startup selezionate dal programma, anche eventi e meeting formativi organizzati in collaborazione con Università e partner locali, continuando così a contribuire alla creazione di un sistema dell’innovazione forte e diffuso su tutto il territorio nazionale.

“L’inaugurazione dell’acceleratore bolognese – ha dichiarato Salvo Mizzi, responsabile Progetto Working Capital di Telecom Italia – intende fare della città emiliana uno degli hub dell’innovazione su scala europea. L’Emilia Romagna è la seconda regione in Italia per numerosità di startup innovative e Bologna è il cuore di questo crescente movimento. Siamo molto contenti di essere presenti e contribuire alla crescita dell’ecosistema di questo territorio ed aperti a collaborare in modo proficuo con i diversi attori”.

L’edizione 2014 di Working Capital, che prenderà il via nelle prossime settimane, metterà a disposizione di 40 aspiranti nuove startup in ambito Internet, Digital Life, Mobile Evolution e Green, un percorso di accelerazione della durata di tre mesi presso una delle strutture WCAP sul territorio e un grant d’impresa del valore di 25.000 euro ciascuno.

 

 

Nodis, un tocco di design all’ufficio

L’ufficio ha bisogno di un tocco di glam, tecnologia e funzionalità? Nodis propone una serie di lampade da tavolo che uniscono queste tre componenti: la linea si chiama Time Light e rappresenta il perfetto connubio tra luce e tempo. Luci a led che possono essere bianche e gialle alternativamente, si combinano elegantemente con orologi digitali: il tutto “incorniciato” in un design esclusivo e moderno che non può di certo passare inosservato, grazie alle sue geometrie squadrate, essenziali ed immediate, ma soprattutto minimaliste. Sono quattro differenti modelli, tutti elegantissimi e soprattutto estremamente pratici e versatili. I prezzi sono alla portata di tutti: il modello base costa solo 19,90 Euro.

 

 

Papa Francesco, uomo dell’anno per il Time

Papa Francesco è l’uomo dell’anno 2013.  Almeno secondo la celebre rivista americana Time. Il Pontefice, chiamato “Papa della gente”, è stato eletto con la motivazione di essere “il leader della Chiesa cattolica è diventato una nuova voce della coscienza”. Bergoglio succede dunque a Barak Obama, sulla copertina che ha ospitato i più grandi personaggi della storia. Il Papa argentino ha dato dimostrazione in poco tempo di essere diventato un punto di riferimento importante per l’intero pianeta, un’ispirazione. Un uomo che sta affrontando da leader indiscusso un’epoca difficile, disimpegnandosi in ogni situazione con grande classe e spirito di cristianità. Un esempio per tutti. Un uomo vero. Un Papa buono che con i fatti mostra al mondo quante buone azioni possa permettere… il potere.

David Di Castro
@daviddicastro

Occupazione, non ci sono buone nuove

Non sembrano esserci buone nuove con l’arrivo del nuovo anno per chi è alla ricerca di un posto di lavoro. Tutt’altro. Almeno questa sono le Previsioni Manpower per l’Occupazione: secondo l’agenzia, infatti, ci sarà un ulteriore calo del 10% per le prospettive di nuove assunzioni nel primo trimestre del 2014. La situazione peggiore si registra al sud e nelle isole e solo un settore su dieci (Pubblico e Sociale) ci sono prospettive di miglioramento. Secondo l’indagine, solo il 5% dei datori di lavoro prevede di effettuare nuove assunzioni mentre il 78% dichiara l’intenzione di mantenere invariati gli organici. A peggiorare le cose, arriva la notizia negativa secondo la quale il 17% prevede una riduzione di personale.

Stefano Scabbio, Presidente e Amministratore Delegato di ManpowerGroup Italia e Iberia, dichiara: “Mentre in Italia il dibattito verte sulla possibilità o meno di una ripresa economica nel 2014, la realtà è che il mercato del lavoro si sta riprendendo rapidamente, come le nostre Previsioni per l’Occupazione sottolineano. Fonti influenti come Bankitalia, Ocse e Moody’s concordano sul fatto che ci potrà essere un leggero aumento del PIL in Italia nel 2014, ma sembra che questo non avrà effetti positivi per l’occupazione molto presto.  Speriamo che il Governo completi la riforma del lavoro per cambiare rotta e ricominciare a crescere. Finora ogni provvedimento viene preso in difesa del lavoro a tempo indeterminato e mai per il lavoro temporaneo, ma è provato che gli incentivi non condizionano realmente l’aumento di lavoro a tempo indeterminato”.

 

Social network, un canale che deve crescere

I social network sono un canale di comunicazione, promozione, contatto tra aziende e clienti. È vero, ma è così solo per il 43% delle aziende e P.A. Sono stati, infatti, presentati i risultati di una ricerca condotta da Business International, in collaborazione con Oracle, nell’ambito di un convegno dal titolo “Reagire in un mondo Condiviso – Come trasformare a proprio vantaggio l’evoluzione relazionale nei Social Media”, che ha letteralmente sconvolto. In un mondo ormai totalmente digitalizzato, in cui il ruolo dei social network è conclamato almeno quanto quello dell’utilizzo di internet, in Italia nemmeno della metà delle aziende e P.A. ne fa uso. La ricerca ha coinvolto 52 aziende nel bimestre ottobre-novembre 2013 (dunque recentissimo) ed il risultato è che il 43% delle aziende li utilizza, mentre il 35% afferma che “lo sfruttamento dei canali social non è in linea con le linee di business attuali”. Il 22% ha ammesso che entro i prossimi 12 mesi inizierà ad utilizzare i social network. La ricerca ha altresì dimostrato che Facebook è il social più utilizzato e conosciuto, insieme a LinkedIn (dedicato principalmente ai professionisti e alle aziende e molto poco ad interazioni… di stampo “ludico”), mentre You Tube è il canale che sceglierà il 91% delle realtà che investiranno in questo ambito nell’arco del prossimo anno, che sarà affiancato a Facebook per il quale è emerso un plebiscito di preferenze.

C’è ancora molta strada da fare… Il servizio completo sulla ricerca, con approfondimenti e curiosità ulteriori, potrete trovarlo nel numero di Dicembre di Uomo&Manager, che sarà disponibile su Edicola Apple, Lekiosk e Ultima Kiosk tra pochissimi giorni!

David Di Castro
@daviddicastro11

Jobs: il film arriva in Italia!

Dopo l’autobiografia che ha svelato al mondo il “personaggio” di Steve Jobs, per quei pochi che non lo conoscessero, ecco che a poco più di due anni dalla morte del fondatore della Apple, esce domani, 14 novembre, nelle sale cinematografiche il film, intitolato semplicemente “Jobs”. Una pellicola che vuole raccontare attraverso le immagini e i dialoghi, la vita di uno degli uomini che maggiormente hanno influenzato con le proprie trovate geniali il mondo moderno. Un esempio da imitare per molti giovani imprenditori, che hanno colto in alcune sue massime, concetti di vita ai quali ispirarsi per avere successo. Altri lo hanno odiato. Ma quel che è certo è che Steve Jobs è stato un grande personaggio. Sulla scena, uno strepitoso Ashton Kutcher interpreta il genio della Apple, ripercorrendo alcuni dei momenti cruciali della vita del Re di Cupertino. Una storia che, come tutti sanno, inizia quando Jobs decise di lasciare il Reed College per dedicarsi alle sue passioni e al suo singolare modo di vivere la vita. Al suo fianco l’immancabile Steve “Woz” Wozniak, interpretato da Josh Gad, e Mike Markkula (Dermot Mulroney). Da loro inizia la storia della Apple. Un film, diretto da Joshua Michael Stern, che racconta la vita di un uomo che ha reso migliore la vita di molti, realizzando cose che di cui il mondo non sapeva di aver bisogno.

David Di Castro
@daviddicastro11

Building the vision: Steve Ballmer è il mattatore

È un momento particolare questo. C’è voglia di uscire dal torpore nel quale la crisi economica mondiale ci ha catapultato. E c’è voglia di emergere, di mostrare le proprie qualità. I nuovi imprenditori, quelli che fanno dell’innovazione il proprio vessillo, sono sempre di più. Ragazzi e ragazze con menti brillanti che da una piccola idea riescono a tirar fuori un’iniziativa imprenditoriale. Il web ha aperto le porte alla notorietà, ma solo chi è in grado di cogliere tutte le opportunità che esso offre riesce nell’impresa di emergere. Purtroppo talvolta le idee geniali non sono sufficienti ed ecco che in aiuto di chi ha davvero voglia di uscire dalla massa e proporre la propria iniziativa, arrivano associazioni, organizzazioni, come gli incubatori e acceleratori di impresa, ma anche e soprattutto strutture nate negli ultimi anni che sono riuscite a far decollare centinaia di start up, promuovendo un autentico movimento e creando di fatto impresa e posti di lavoro. Oggi, al teatro Eliseo di Roma si sono riunite in un evento chiamato Building the vision, organizzato nell’ambito del World Wide Rome, molte di queste straordinarie realtà, che moderate e presentate dallo strepitoso Riccardo Luna, hanno offerto il proprio biglietto da visita ad una platea di giovani estasiati e grintosi, pieni di sogni e di speranze. Sul palco di uno dei teatri storici della Capitale, sono saliti Gianmarco Carnovali, presidente di Start Up Roma, Augusto Coppola di InnovAction Lab (autentico guru in tema di start up), Gianluca Dettori del BarCamper, Luigi Capello di Luiss Enlabs, Paolo Borella di Accelerate With Us, Chiara Russo di Codemotion, che hanno raccontato le loro personali esperienze e le prospettive che le proprie organizzazioni propongono. Ma il vero mattatore del pomeriggio, è stato l’ospite d’onore dell’evento: il CEO di Microsoft, Steve Ballmer, autentico protagonista che per diversi minuti si è impossessato del palco, per raccontare la propria storia e quella della fondazione del colosso americano. “Alla base di ogni impresa, c’è una grande idea che va portata avanti nel tempo, aggiornata e perfezionata. È importantissimo chiedersi quale sia l’effettiva utilità ed il valore dell’iniziativa che si vuole intraprendere, per i potenziali clienti che si vogliono conquistare. Noi siamo a vostra disposizione”. Un’iniezione di fiducia per i tantissimi startupper presenti, ai quali Ballmer ha voluto regalare una chicca. “Stiamo creando una nuova start up che si occupa di servizi e dispositivi: vogliamo reinventarci”. Una giornata davvero fantastica conclusasi con la presentazione di tre start up italiane che stanno facendo grandi cose: Le Cicogne, GamePix e Mangatar.

David Di Castro

@daviddicastro11

Gianluca Toniolo nuovo Licenses Director di Fendi

Nuova nomina in casa Fendi. Pietro Beccari, Chairman e CEO del brand extraluxury, ha annunciato che a far data dal primo novembre Gianluca Toniolo rivestirà la carica di Licenses Director di Fendi e la sua sede operativa sarà Mendrisio in Svizzera. Toniolo.

La carriera di Toniolo inizia nel 1994 presso Arthur Andersen dove ricopre il ruolo di External Auditor, prosegue poi in L’Oreal, dove lavora dal 1997 al 2001 come Marketing Manager, in Armani Profumi e come Commercial Director in Lancôme. Nel 2001 si sposta in Bourjois, diventanto Business Developer. Nel 2004 entra nel gruppo PPR, nel Brand Yves Saint Laurent Beauté, rivestendo il ruolo di  Commercial Director. Dal 2009 Gianluca ha lavorato nel gruppo LVMH come Brand General Manager Guerlain Italia.

Google, dove si lavora meglio

È Google l’azienda nella quale si lavora meglio in tutto il mondo. Questo è quanto sostiene l’osservatorio internazionale Great Place to Work. È la politica sul personale, assolutamente innovativa a far propendere la scelta verso la Big G americana. Google ha infatti istituito iniziative straordinarie, come ad esempio quella legata al fatto che il 20% delle ore di lavoro per sviluppare le proprie idee. Di fatto ha giocato un ruolo determinante nella scelta la disponibilità del colosso di Mountain View verso i dipendenti, puntando sulla loro soddisfazione.

Alle spalle di Google si sono piazzate altre tre aziende della Silicon Valley, ovvero Sas, NetApp e Microsoft. E le italiane? Purtroppo, ma per noi non è una sorpresa, tra le prime 25 non ce ne è nemmeno una…

Zoia, un libro che dà coraggio

Dalle stelle alle stalle e viceversa, senza mai mollare, né smettere di credere. È un po’ questo il sunto del libro “Cadere sette volte… rialzarsi otto”, scritto da Luigi Zoia ed edito da Armenia Editore, in vendita nelle librerie dal prossimo 31 ottobre. Un’autobiografia, una storia vera nella quale l’autore ripercorre la propria esperienza di vita come imprenditore e come sportivo (è un ex karateka di livello mondiale). Con un’analisi dura dei propri errori che lo hanno portato sull’orlo del fallimento, Zoia racconta come di volta in volta ha trovato il coraggio ed il modo di ricominciare, arrivando al successo. Un racconto interessante che certamente sarà utile a imprenditori, manager e professionisti che vivono un momento difficile, ma che hanno il desiderio di uscirne con coraggio e dignità.

“Non importa quanto tu sia potente o quali successi tu possa aver raggiunto – afferma l’autore Luigi Zoia – dietro l’angolo c’è sempre la possibilità di una crisi, di una caduta. Che tu sia un magnate o un diseredato del ghetto, sei comunque l’artefice del tuo destino, sei tu l’unica persona che può dare un’impronta decisiva alla tua vita, che può cambiarla, migliorarla. Per fare questo, devi avere un’estrema consapevolezza della tua missione e dei tuoi obiettivi; devi voler scegliere la crescita anziché rifugiarti nella mediocrità che ti offrono le sicurezze; devi voler cambiare te stesso per riuscire a cambiare il mondo attorno a te, creando le condizioni del tuo successo”.

David Di Castro
@daviddicastro11

Idee in rete: Crowdfuture 2013 – seconda edizione

 

A Roma, presso le aule della Luiss, sabato 19 ottobre si è svolta la seconda edizione di Crowdfuture 2013. La conferenza,  che ha affrontato tutti gli aspetti legati al finanziamento collettivo di idee innovative, è stata organizzata da nois3lab e twintangibles. Davanti ad un pubblico preparato e attento sono state affrontate le tematiche riguardanti il presente e le prospettive future del crowdfunding in Italia.

Una giornata davvero intensa con le idee al centro di tutto, perché come spiega Alessio Barollo, architetto e futuro maker, “tutti i metodi crowd si basano sulle idee, sulla creatività. Ma questo non basta, bisogna trovare anche il luogo dove queste idee possono essere dibattute” e aiutarle a realizzarsi in un buon prodotto.

La conferenza si è sviluppata in cinque track approfondite contemporaneamente in aule distinte: la regolamentazione del crowdfunding a livello europeo, svoltasi in lingua inglese; gli aspetti giuridici e contrattuali; il civic crowdfunding con i cittadini al centro della progettazione urbana; la gamificazione – la tendenza a incanalare nel gioco determinate azioni per sfruttarne le spinte emotive – del crowdfunding ; e infine l’open source, l’importanza dei software, i costi e la sostenibilità.

Ospiti internazionali hanno dato il loro prezioso contributo come Kevin Miller di RunRev che ha portato avanti con successo una campagna di crowdfunding su Kickstarter per sviluppare LiveCode, un codice per le app open source.

Workshop e  seminari a seguire, ad esempio come portare avanti una campagna di crowdfunding , oppure l’importanza del video, elemento fondamentale per attrarre attenzione e raccogliere fondi.

Si è trattato di un evento importante soprattutto per la presentazione  della versione aggiornata del rapporto ad oggi più completo sul mercato del crowdfunding in Italia: l’Analisi delle Piattaforme italiane di Crowdfunding, curato da Daniela Castrataro e Ivana Pais di Italian Crowdfunding Network. I dati raccolti parlano di una crescita delle piattaforme da 16 a 41 rispetto all’anno passato mentre le criticità riguardano soprattutto una limitata cultura del crowdfunding.

 

Luigia Scaramuccia

@luigiasc

 

Crowdfuture 2013, il futuro del crowdfunding

 

Il 19 ottobre a Roma, tornerà la seconda edizione di Crowdfuture, il più importante evento sul crowdfunding in Italia. Organizzato da nois3lab e twintangibles, si svolgerà presso la sede della LUISS Università  Guido Carli, in via Parenzo 11, dalle 9.00 alle 18.00.

Crowdfuture è la convention che affronta tutti gli aspetti legati al finanziamento collettivo di idee innovative, da non perdere per gli operatori del settore, per chi desidera approfondire la conoscenza del crowdfunding  e valutarlo per realizzare un proprio progetto creativo.

Questa secondo appuntamento  sarà ricchissimo di incontri, workshop e seminari. Previsti, infatti, oltre 45 speaker nazionali e internazionali che si confronteranno con il pubblico per spiegare e discutere cos’è il crowdfunding oggi e quali sono le prospettive future. Confermata la presenza di LukeLang, co-fondatore della piattaforma di equity based crowdfunding britannica Crowdcube, che ha raccolto finora oltre 12 milioni di sterline.  Si parlerà molto dell’Italia,  il primo paese in Europa ad avere un regolamento specifico per l’equity crowdfunding, con la partecipazione della Consob.

Ivana Pais e Daniela Castrataro rappresentanti della Italian Crowdfunding Network, associazione indipendente senza scopo di lucro che si adopera per consentire un corretto sviluppo del crowdfunding in Italia, presenteranno la versione aggiornata dell’Analisi delle Piattaforme di Crowdfunding Italiane.

La conferenza, prevista la mattina, si svolgerà  su cinque track tematiche parallele: Regolamentazione Europea, Aspetti Legali, Civic Crowdfunding, Gamification, Open Source.

Nel pomeriggio, spazio a workshop e seminari.

Tutte le informazioni sull’evento, il programma in dettaglio e i biglietti al sito www.crowdfuture.net.