Raccontare la propria storia professionale alla radio: ecco una bella iniziativa

Raccontare la propria storia professionale alla radio, attraverso un’intervista, dal vivo o in modalità video call: questa è l’opportunità che offrono Live Social e On Air, format moderni e pieni di appeal che vanno in onda su Radio News 24 e su altre emittenti locali nel Lazio, in Campania, in Lombardia, Piemonte.

Raccontare la propria professionalità alla radio

L’idea è semplice: un’intervista per descrivere gratuitamente il proprio lavoro alla radio, pensata anche per chi pensa di non avere nulla da raccontare, ma che poi puntualmente si scopre essere un’autentica miniera di informazioni ed esperienze professionali preziose per chi ascolta, grazie a consigli e suggerimenti pratici che emergono di fronte al microfono. Ma non è tutto: la radio è certamente la prima cassa di risonanza, seguita poi dalla possibilità che il format offre di richiedere il montaggio di un video social ad un minimo costo, da condividere sui vari canali social. Con tante recensioni positive per Radio News 24 ed i programmi trasmessi.

Un’idea davvero brillante, che permette ad aziende, imprese, imprenditori, professionisti di tutta Italia di mettere in mostra non solo la propria storia lavorativa, ma anche la propria competenza professionale. Tante le recensioni positive per il programma di Radio News 24, per un’idea che è davvero intelligente nella sua semplicità.

La radio, strumento perfetto per presentarsi

La radio, d’altro canto, è da sempre uno dei media più apprezzati e considerati: la ascoltiamo in auto, mentre lavoriamo, in cucina, mentre passeggiamo nel parco e perfino di notte, per rilassarci prima di addormentarci ed è per questo che risulta ancora oggi il mezzo migliore per far conoscere le proprie competenze. 

#Interviste e #storie, questo è l’ashtag attraverso il quale è possibile trovare anche sui social network le interviste realizzate da Live Social e On Air con professionisti, manager, aziende che vengono invitate a raccontare in radio le proprie storie, quelle che le hanno portate ad essere ciò che sono, ovvero parte integrante e fondamentale del tessuto economico-lavorativo italiano.

(Informazione promozionale)

Carlo Romanelli confermato alla presidenza di Manageritalia Executive Professional

Carlo Romanelli è stato confermato alla presidenza di Manageritalia Executive Professional, al termine di un’assemblea alla quale erano collegati oggi in diretta streaming 40 delegati in rappresentanza degli oltre 1.000 manager e alte professionalità associate. Romanelli, è stato responsabile dell’area sin dal 2014 e presidente dell’associazione costituita nel giugno 2019 all’interno di Manageritalia

Psicologo del lavoro ed esperto di formazione e organizzazione aziendale, Carlo Romanelli è CEO Net Working Srl e cofondatore di The European Hardiness Institute. 

Cos’è Manageritalia Exectutive professional

Manageritalia Exectutive professional è la startup associativa di Manageritalia per rappresentare, tutelare e offrire servizi ancor meglio a manager e alte professionalità che attualmente svolgono “un’attività non subordinata, libera e indipendente a supporto del management di organizzazioni private e/o pubbliche”. 

“Flessibilità delle attitudini e specializzazione delle competenze sono i concetti chiave del nostro operare e ciò che ci viene richiesto soprattutto in questa fase di trasformazione del mercato del lavoro – ha commentato il neopresidente di Manageritalia Executive Professional Carlo Romanelli – in cui è richiesto uno sforzo in più. E Manageritalia risponde proponendosi sempre più come ‘sindacato a chilometro zero’, vicina alle esigenze di manager e alte professionalità che operano come lavoratori autonomi, per affrontare assieme le molteplici modalità con cui i colleghi si rapportano con le aziende. La nostra associazione lavora per strutturare e valorizzare le peculiari conoscenze e competenze degli associati, e migliorare stabilità e qualità del loro welfare”.

Alla vicepresidenza sono stati eletti Donatello Aspromonte, attualmente partner alla Morgan Allen Associates ltd e Giuseppe Rizzello,project manager Italia per ASM Global Euro.

Si è parlato anche di presente e futuro

Nell’occasione si è anche discusso del momento attuale, dei cambiamenti e delle opportunità per il futuro, insieme ad ospiti del calibro di Tiziano Treu, presidente CNEL e Michele Faioli, professore diritto del lavoro Università Cattolica di Milano.

“La ripartenza della nostra economia – ha detto Mario Mantovani, presidente Manageritalia – passa da una forte iniezione di competenze che per il nostro tessuto imprenditoriale significa aumentare l’apporto consulenziale e/o a termine di manager e alte professionalità e contestualmente darsi o rafforzare una struttura manageriale interna capace di dialogare con questi professionisti, dettare gli obiettivi, cogliere upgrade tecnologici, organizzativi e formativi e poi implementarli all’interno per far crescere l’azienda e la sua capacità di competere e stare sul mercato”.

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Isolamento sociale: il lavoro ne risente? Ecco come…

Che effetti sta avendo la pandemia da Covid-19 sul mondo del lavoro? Sicuramente sono diversi, ma tra tutti spicca certamente la difficoltà nell’intrattenere rapporti sociali che comporta una sorta di isolamento sociale. Niente riunioni in presenza, niente strette di mano… Insomma, manca quel contatto che prima ci permetteva di stabilire un’empatia. Tutto questo, soprattutto, se si siede su una poltrona dirigenziale. Secondo una ricerca condotta su 500 manager dal Centro Studi Performance di 4 MAN Consulting, società di consulenza aziendale specializzata in performance management fondata da Roberto Castaldo, chi siede ai vertici di un’azienda soffre la situazione in modo accentuato.

Infatti al senso di solitudine e isolamento sociale si aggiunge la consapevolezza che nelle proprie mani è anche il destino di tutti i propri collaboratori, con il timore che un passo falso in questo momento potrebbe compromettere anni e anni di lavoro.

I risultati dello studio

Lo studio mette in evidenza un aumento del 32% della difficoltà di concentrazione tra gli intervistati, del 17% di problemi organizzativi, come se non si fosse più in grado di gestire il lavoro, e del 15% di crisi da “paura da fatturato”, cioè il timore di chiudere l’anno con un deficit ingestibile e impossibile dal colmare, che talvolta sfocia in vera e propria demotivazione (+6%) e il desiderio di mollare tutto. Circa 1 intervistato su 2 lamenta disturbi del sonno, 2 su 3 si sentono stanchi e spossati.

“Si tratta di persone che sono sempre sotto pressione, che lavorano 12 ore al giorno (spesso anche di più) e che ora stanno vivendo uno stravolgimento della sfera sociale e personale, quella in cui cercavano rifugio dallo stress lavorativo e dalla paura del cosiddetto rischio di impresa. – Spiega Roberto Castaldo – Questa sorta di alterazione emotiva, però, è tutt’altro che sana, e se non si interviene in modo tempestivo può diventare qualcosa di più serio, compromettendo la salute del manager, ma anche la sopravvivenza dell’attività imprenditoriale stessa e, di conseguenza, il futuro di tutti i dipendenti. Fermo restando che nel caso di forti e frequenti disturbi del sonno o emotivi, il consiglio è sempre quello di consultare uno specialista, è possibile intervenire modificando le proprie abitudini in 10 semplici step per un tempo di almeno 21 giorni”.

Gli step per superare i momenti di difficoltà

Coltiva o inizia un hobby: è importante che tu senta di avere una vita stimolante extra lavoro. Fai qualcosa che ami o, se non hai mai avuto il tempo per un hobby (o meglio, pensi di non averne mai avuto) inizia ora.

Regola dei 21 minuti: so già che non ci crederai, eppure questo semplice metodo cambierà in meglio la tua giornata. Alterna 21 minuti di lavoro a 21 di pausa. Scoprirai che liberare la mente e rilassarsi ti renderà molto più concentrato e, quindi, produttivo.

Fai una videochiamata al giorno: anche se solo virtualmente, mantieni i rapporti sociali con le persone per te importanti. E non basta un rapido messaggio in chat, fai una video chiamata e ritrova la bellezza di guardarsi negli occhi e vedere le espressioni dell’altra persona, magari mentre sorseggiate insieme una tisana rilassante o un buon bicchiere di vino.

Leggi, aggiornati e trova ispirazione: se credi di non avere più idee o non sai come affrontare i problemi, lasciati ispirare da colleghi o esperti in altri campi.

Crea delle to-do list flessibili: scrivi su una lista le cose che vorresti fare durante i vari giorni della settimana. Usa dei colori diversi per indicare l’urgenza di ogni attività, dividendole tra prioritarie, da fare entro domani e rinviabili.

Cura la postazione di lavoro: scegli una seduta comoda ergonomica, con un cuscino che ti aiuti a mantenere la giusta postura, e una pedana per poggiare i piedi. Verifica anche che ci sia un’illuminazione adeguata e qualche elemento piacevole, come un bel quadro, una pianta o delle fotografie personali.

Fai degli esercizi di respirazione: queste tecniche garantiscono una migliore ossigenazione all’organismo, aiutano a calmare stati di agitazione e regalano una sensazione di benessere quasi istantanea.

Cambia il tuo look: taglia o tingi i capelli, compra capi di abbigliamento nuovi e diversi dal solito. Ti aiuterà a sentirti diverso ogni volta che ti guardi allo specchio.

Condividi i tuoi pensieri e paure con qualcuno: che si tratti di un amico, un estraneo con il quale si sta chiacchierando casualmente o, magari, uno specialista, dire ad alta voce come ti senti ti farà sentire meglio.

Concentrati su ciò che è sotto il tuo controllo: la motivazione si basa sul sentirsi utili. Sposta il focus su ciò che dipende solo da te completa i tuoi task e premiati. Bisogna creare metodo e routine per superare la paura dell’incognito. Prepararsi e sempre meglio che preoccuparsi!

CEO Italian Awards 2020: premiati i migliori 15 d’Italia

In occasione dei CEO Italian Awards 2020, in live streaming, sono stati premiati ieri sera i migliori CEO d’Italia e gli imprenditori che si sono distinti nel corso del 2020 per resilienza, innovazione e sostenibilità, nonostante le grandi difficoltà che la pandemia ha portato con sé.

I premi al culmine del CEO Summit

La premiazione degli amministratori delegati vincitori ha chiuso il CEO Summit, l’annuale appuntamento diretto e moderato da Carlo Antonelli, amministratore delegato di Fiera Milano Media, e organizzato da Business International. Un momento prestigioso giunto al culmine di una una tre-giorni di eventi, caratterizzata da tavole rotonde e digital talk in cui alcuni dei migliori CEO alla guida di aziende italiane di successo, hanno potuto confrontarsi sui principali trend e le sfide cruciali che attendono le aziende e i mercati nel 2021, nonché sui quattro temi caldi di questa sesta edizione del summit: Salute, Digital Transition, Green Growth e de-Globalization.

I premiati

In base alle specifiche categorie, individuate dagli esperti di Forbes, i premiati sono stati: Silvia Candiamo, Country general manager di Microsoft (per il mondo Technology), Nerio Alessandri, Fondatore e Presidente di Technogym (per il mondo dello Sport),  Patrick Cohen, Amministratore delegatodel Gruppo AXA Italia (per il mondo Insurance), Danilo Iervolino, Presidentedi Università Telematica Pegaso (per la categoria Visionary), Simona Zito,Amministratore delegato e General managerdi Chopard Italia (nel segmento Luxury), Ernesto Fürstenberg Fassio, Ceo di Scogliera e Vicepresidentedi Banca Ifis (per la categoria Brand), Andrea Macchione, Ceo di Domori (per l’area Food), Dominga Cotarella, Direttore generale di Famiglia Cotarella (per l’ambito Wine), Pierroberto Folgiero, Ceo del Gruppo Maire Tecnimont e di NextChem (per la Sustainability), Gabriele Benedetto, Ceodi Telepass (per il segmento Mobility), Lorenzo Wittum, Presidente e Amministratore delegatodi AstraZeneca Italy (per il mondo Pharma), Carlotta de Bevilacqua, Vice Presidente e Ceo di Artemide Group (per il Made in Italy), Antonella Scaglia, Ceo di IMQ Group (per il mondo Innovation), Francesco Venturini, Ceo di Enel X (nella sezione Energy) e Mario Paterlini Ceo del Gruppo Sapio (per l’ambito Culture Innovation).

Tanti gli ospiti d’eccezione della giornata del 3 dicembre 2020, che sono saliti sul palco del CEO Summit & Awards. Un evento che per la prima volta è stato completamente virtuale, grazie alla collaborazione con digital company svizzera Amigdala.

Torna il Maker Faire Rome – The European edition: dal 10 al 13 dicembre. Ecco il format

Nonostante l’emergenza sanitaria il “Maker Faire Rome – The European edition” ci sarà e torna protagonista dal 10 al 13 dicembre, anche se con un format particolare.

L’evento avrà luogo in forma digitale. Al centro del concetto del Maker Faire Rome è sempre l’innovazione. Favorire il progresso attraverso la condivisione di idee creando un ecosistema virtuoso tra makers, imprese, istituzioni, scuole, università e centri di ricerca: come ogni anno, questa è la mission. Oltre 300 stand con idee, prototipi e progetti innovativi sono pronti ad essere svelati e decine di live conference già allestite.

La piattaforma su cui si svolgerà il Maker Faire Rome

Il Maker Faire Rome si svolgerà su una piattaforma dedicata divisi in diversi canali tematici dedicati ai principali topics di Maker Faire e un canale Main, sempre live, dal quale verranno raccontate nei giorni della manifestazione tante storie d’innovazione. A tal fine sarà operativo un vero e proprio studio televisivo presso gli spazi dell’ex gazometro a Roma dal quale, in diretta, sarà possibile incontrare i protagonisti nazionali e internazionali del mondo dell’innovazione. Tra i tanti collegamenti in diretta i due, imperdibili, con l’Antartide e l’Artide grazie al Cnr e al neo Istituto di Scienze polari sul tema dei cambiamenti climatici e delle ricerche scientifiche che vengono svolte in quegli ambienti particolari.

I temi del Maker Faire Rome 2020

Dall’agritech al foodtech, dal digital manufacturing alla robotica, dall’intelligenza artificiale alla mobilità, dall’economia circolare alla salute, dall’IoT al recycling fino alla data science, allo sportech e alla moda, oltre alle sezioni dedicate di Maker Art e Maker Music che esploreranno l’intersezione tra arti, musica, scienza e tecnologia: i contenuti saranno disponibili per sorprendere gli appassionati e gli investitori proprio come accadeva “in presenza”.

“Maker Faire Rome – spiega Lorenzo Tagliavanti, Presidente della Camera di Commercio di Roma – è ormai un appuntamento consolidato, molto partecipato e importante non solo per la città di Roma, ma per il Paese e per tutta Europa. E’ una grande piattaforma e un grande momento di networking che coinvolge il mondo accademico, della scuola, della ricerca e dell’industria. Tutto questo si fa a Roma anche grazie al ruolo di facilitatore che svolge la Camera di Commercio, all’organizzazione e al coordinamento della nostra Azienda speciale Innova Camera e all’impegno di tutti i partner che hanno condiviso con noi passione, lavoro e finalità della manifestazione. Sono davvero orgoglioso – conclude Tagliavanti – che anche in questo anno così difficile, la Maker Faire si svolga portando con sé un messaggio di fiducia verso il futuro. L’innovazione è uno dei driver dello sviluppo globale. Non potevamo dunque mancare e siamo pronti, anche questa volta, a raccontarvi storie ed esperienze dell’Italia che guarda avanti e del mondo che verrà”.

“Maker Faire Rome – afferma Luciano Mocci, Presidente di Innova Camera, Azienda speciale della CCIAA Roma – è cresciuta, costantemente, sia nei numeri che nei contenuti e questo grazie anche alla capacità di non fermarci di fronte agli ostacoli, per quanto impegnativi e imprevisti. Siamo giunti all’ottava edizione, la prima completamente digitale che rappresenta una novità importante anche per noi. Restiamo più che mai convinti che l’innovazione è una sfida irrinunciabile e decisiva per creare nuovi modelli di lavoro e di sviluppo che cambieranno il nostro modo di vivere. La pandemia ha sicuramente accelerato i processi di implementazione della digitalizzazione all’interno delle imprese e dei luoghi di lavoro pubblici. Processi che vanno capiti e indirizzati”.

Franco Pagani: “Siamo disponibili ad un confronto con gli stakeholders del mondo condominiale”

Il Covid-19 ha cambiato molte cose, anche la gestione dei condomini da parte di manager e amministrato. “Le assemblee condominiali in remoto sono finalmente un dato di fatto. Ora è il momento della responsabilità e noi di CONFASSOCIAZIONI, attraverso l’Organismo Nazionale del Condominio, siamo disponibili ad un confronto con tutti gli stakeholder di settore per migliorare lo status del campo condominiale. È il momento della responsabilità”. Lo ha dichiarato in una nota Franco Pagani, Vice Presidente Vicario Aggiunto di CONFASSOCIAZIONI.

In tutto ciò l’assemblea condominiale continua a rappresentare un’importante punto di riferimento per chi gestisce e i condomini stessi. “L’assemblea condominiale – ha proseguito Pagani  che  anche Presidente dell’Organismo Nazionale del Condominio di CONFASSOCIAZIONI – resta da sempre uno degli aspetti più importanti nella gestione di un condominio in quanto organo deputato ad operare scelte strategiche e importanti nelle case degli italiani e se continuava a restare ferma si sarebbe bloccato non solo tale esercizio ma anche tutta una serie di leve economiche interessanti come ad esempio le misure dei bonus fiscali messi a disposizione. Senza tralasciare un altro elemento importante quale l’attività dello stesso amministratore, da sempre il motore di una miriade di servizi e funzioni che muovono nel suo insieme enormi volumi finanziari seppur parcellizzati: manutentori, artigiani, professionisti, piccole e medie imprese strettamente legate al settore della manutenzione condominiale che garantiscono la tenuta e durata dei beni in cui vivono e lavorano milioni di concittadini”.

“Un volano di risorsa sociale ed economica che non può essere tralasciato ma anzi implementato – ha sottolineato PAGANI – considerato che la maggior parte del nostro patrimonio immobiliare è vetusto e quindi necessita di miglioramenti ed efficientamenti. Per rendere possibile ed organico tutto ciò è essenziale cercare unità nei corpi intermedi, far sì che le parti interessate dialoghino e trovino insieme le migliori soluzioni per agevolare il passaggio in questo periodo così difficile per il nostro Paese.  E CONFASSOCIAZIONI, costruita sui concetti di aggregazione e architetture della collaborazione, vuole offrire con il braccio operativo di settore, quale appunto l’Organismo Nazionale del Condominio, una piattaforma di confronto serio ed aperto a tutti gli stakeholders, segmenti dell’immobiliare, proprietà edilizia e professioni per superare ogni difficoltà al dialogo e dare soluzioni uniche e condivise su ciò che serve e ciò che deve esser fatto”. 

L’opinione di Angelo Deiana

Sull’argomento ha voluto dire la propria anche Angelo Deiana. “È proprio nei momenti di difficoltà – ha concluso il Presidente di CONFASSOCIAZIONI, Angelo Deiana – che si deve spingere nel dare uno sprint maggiore alle iniziative economiche e perché no anche a quelle sociali, creare prospettive di lavoro ma anche tanta fiducia nel domani. Dialogare per trovare insieme soluzioni comuni e utili per la nostra Italia è non solo un dovere di ognuno di noi, sia che faccia parte di CONFASSOCIAZIONI sia che non lo sia, ma anche un diritto. Il diritto di vivere in un Paese, l’Italia, fatto di persone concrete, propositive, vincenti”.

Upskilling e Reskilling: 5 consigli per adattarsi alle nuove esigenze del lavoro

Il Covid-19 ha fatto emergere tutte le nostre skills più nascoste che ci servono continuamente per adattarci ai cambiamenti che il mondo del lavoro richiede in questo specifico periodo della nostra vita. E c’è chi è convinto che i prossimi anni non saranno molto doversi, infatti, la pandemia e i relativi costi associati avranno in qualche modo un impatto su tutti i settori, la rivoluzione digitale e tecnologica avanza a pieno ritmo e il mercato del lavoro, oggi più competitivo che mai, è sempre più costituito da persone di talento.

La parola chiave è adattamento e per poterlo fare nei più svariati contesti aziendali in continua evoluzione, i gruppi di lavoro devono essere allineati in termini di competenze e questo significa solo una cosa: per stare al passo col cambiamento, è necessario aggiornare le proprie skill.

In Europa, nel 2020 il 32% di coloro che hanno inviato una candidatura ha preso parte ad una qualche forma di riqualificazione (reskilling), il 34% ha migliorato le proprie competenze (upskilling) e il 30% ha frequentato webinar inerenti al proprio ruolo. A fronte di questo grande cambiamento, quali competenze possiedono ora i team, quali si renderanno necessarie domani e quali fra tre anni?

5 consigli per aumentare le proprie skills

Page Group ha individuato 5 consigli su come riqualificarsi e migliorare le proprie competenze e quelle dell’intero team di lavoro:

Piani di sviluppo del personale (PDP)

Il piano di sviluppo del personale (Personal Development Plan o PDP) è uno dei migliori modi per assicurare l’apprendimento e lo sviluppo continuo dei dipendenti a ogni livello. Si tratta di un processo che consiste nel definire cosa è importante per te, cosa vuoi ottenere, quali punti di forza hai già che ti aiutano a raggiungere i tuoi obiettivi e cosa hai bisogno per migliorare e sviluppare nel tempo.

Molte organizzazioni fissano PDP come procedure standard e tali piani, se gestiti correttamente, possono consentire ai singoli dipendenti di accrescere rapidamente le proprie capacità e competenze. I PDP danno ai dipendenti la responsabilità di provvedere al proprio sviluppo professionale e assicurano che, come datore di lavoro, voi stiate creando le giuste competenze all’interno del vostro team.

Corsi e seminari

Sviluppare talenti all’interno di un’azienda è un modo eccellente per divulgare conoscenze e competenze. Tuttavia, non è si tratta di una strategia che consente di apportare nuove competenze all’interno della propria azienda. Per questo, è necessario integrare la propria strategia aziendale interna con corsi e attività formative. Molte competenze professionali possono essere ottenute e perfezionate tramite corsi di formazione, che costituiscono un modo eccellente per aggiornare la competenza del proprio team. Un vantaggio di questo approccio è il fatto che, una volta che uno o due membri del team hanno acquisito queste nuove skill, possono iniziare a divulgare conoscenze al resto del team. Migliorando le competenze di un membro del team potete così influenzare positivamente tutto il resto della squadra.

Sfruttare i talenti interni all’azienda

Spesso i talenti che già esistono all’interno di un team vengono sottovalutati. La maggior parte degli individui svolge la propria mansione in virtù di competenze in loro possesso, che sfruttano giorno dopo giorno nel proprio ruolo; qualcosa di cui sono particolarmente esperti.

Sfruttare la competenza che già esiste all’interno del proprio team e stabilire un programma formativo interno è un modo eccellente per incoraggiare la condivisione di conoscenze e la collaborazione colmando eventuali lacune presenti. Inoltre si tratta di un metodo a costo zero, in quanto le skill sono già insite nel vostro team.

Micro-apprendimento

Definire brevi lassi di tempo nel corso della settimana durante i quali viene permesso ai membri del proprio team di acquisire nuove competenze tramite tutorial online, video istruttivi o perfino app mobile.

Pranzo e didattica 

Programmare sezioni in pausa pranzo in cui esperti del settore, interni o esterni all’azienda, spiegano come operano e come inserire il loro approccio nella vostra azienda. È un ottimo modo per condividere le esperienze dei vari team presenti in azienda, o di acquisirne di completamente nuove dall’esterno.

Tuttavia, nell’indagine condotta da Deloitte “2020 Global Human Capital Trends”, lo studio individua un divario tra aspettative e realtà. L’84% dei partecipanti all’indagine ha spiegato che reinventarsi continuamente attraverso l’apprendimento è importante, ma solo il 16% si aspetta un incremento di investimenti in questo settore. E pertanto, il 74% di coloro che si aspettano di acquisire queste nuove competenze dall’attuale forza lavoro potrebbero rimanere delusi.

Come spiega Marco La Valle, Senior Executive Director di PageGroup, “Questo è il motivo per cui è necessario mettere a fuoco alla perfezione le competenze esistenti all’interno del proprio team e definire una tabella di marcia per l’acquisizione delle competenze che saranno necessarie in futuro. Quando queste competenze non si possono attingere internamente, è necessario acquisirle esternamente e ciò richiede una comprensione del mercato, dei profili professionali che si stanno cercando e del grado di approfondimento delle competenze di cui il proprio team necessita. Ma per renderlo possibile, è indispensabile sviluppare un’adeguata strategia di investimento sulla formazione”.

Nasce Different, la nuova communication Company

Dalla fusione di Acqua Group, Young Digitals e True Company, nasce Different, la nuova Company caratterizzata da una struttura fluida di talenti trasversali che si plasma sull’unicità di ogni marca da narrare. 

Sostenere la marca, raccontarla, farla scegliere dal consumatore: le sfide di oggi per i player della comunicazione sono tante e si inseriscono in uno scenario sempre più complesso e digitale, soprattutto in questo periodo di pandemia e smart working. Ripensare i modelli di business e i processi, rendendoli analitici e creativi è la chiave vincente per tutte le agenzie che, oltre ad aver successo, puntano anche a un respiro internazionale.  

“Comprendere la trasformazione in atto è fondamentale per le agenzie di comunicazione e Different rappresenta sicuramente una novità nel nostro mercato” commenta Davide Arduini Founder Acqua Group, “la nostra azienda si basa, infatti, su un inedito business model che si rivolge a CMO/CEO per i quali la governance del marcom diventa sempre più complessa e time consuming e che necessitano di una nuova struttura organizzativa che ad oggi non esisteva. La nostra missione? Offrire le migliori soluzioni tailor-made grazie al più ampio spettro di competenze”.

“Perché dunque abbiamo pensato di creare una communication Company e non l’ennesima agenzia di pubblicità?” prosegue Massimiliano Gusmeo Founder True Company. “Noi esistiamo per raccontare alle persone il perché altri brand esistono e il loro ruolo nella vita della gente. Analitici, creativi e strategici: abbiamo un approccio neurale che lavora su tavoli trasversali; questo perché, come ci insegna il permission marketing, il contenuto deve essere rilevante per il target, soprattutto nel periodo attuale”.

“Different ha una nascita italiana, figlia al tempo stesso di una cultura internazionale, come comunica il nostro nome: la diversità è ricchezza e la contaminazione tra anime e mondi, alimenta il valore di quello che facciamo” riferisce Michele Polico Founder Young Digitals.

“In Different le cose che contano sono il talento e la capacità di creare squadra: chiunque abbia queste caratteristiche da noi sentirà sempre di essere nell’azienda giusta”.

“Siamo dei creator ma tutto ciò che creiamo – piani di comunicazione, campagne ATL, attivazioni digital – non è mai per noi stessi, bensì per la marca”, aggiunge Lorenzo Cabras Partners True Company. “Questo significa che non ci innamoriamo delle nostre idee: ci innamoriamo dei risultati che queste potranno portare ai brand. Le persone in Different hanno competenze e conoscenze liquide, una naturale attitudine a sfumare i confini della propria quotidianità in quelli del collega, perché solo così il lavoro genera un valore diverso e nuovo. In Different troviamo quelle che si definiscono T-shaped people”.

I numeri del gruppo, presentati da Roberto Frassinelli CFO & Finance Acqua Group, parlano da soli: “125 dipendenti, tra le sedi di Milano e Padova, e un fatturato di oltre 23 milioni di euro rendono Different, già dalla sua nascita, tra le più grandi società indipendenti di comunicazione completamente integrate in Italia. Un progetto tra società in crescita: il gruppo, infatti, nonostante Covid-19 è cresciuto anche nel 2020, con un EBITDA che supera i 3 milioni in aumento del 20% rispetto al 2019. Different, inoltre, partecipa al progetto ELITE, il programma di Borsa Italiana dedicato alle aziende ambiziose che con un modello di business solido hanno una chiara strategia di crescita”. 

Il gruppo può contare, infine, sul know-how fortemente specializzato e focalizzato sulle Ricerche di mercato, ovvero EMG, membro di ESOMAR.

“Un progetto non solo italiano ma dal respiro internazionale, Different, infatti, è già presente ampiamente all’estero con un network esteso e capillare, come dimostrano i numerosi clienti, partner e progetti attivi”. Conclude Andrea Cimenti Founder Acqua Group, “Siamo dunque molto orgogliosi di presentarvi oggi la nostra nuova Company in cui lavorano già i migliori manager nel nostro settore, tra cui Giorgia Francescato General Manager, Francesco Guerrera Chief Creative Officer e Fabrizio Masia Direttore Generale EMG”. 

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L’intelligenza emotiva è una skill sempre più apprezzata

L’intelligenza emotiva è una skill ormai determinante ai fini della scelta di un collaboratore o un dipendente. Come si fa a capire se la si possiede? Questionari comportamentali e di personalità, giochi di ruolo e interviste strutturate: sono questi i mezzi che i recruiter utilizzano più spesso. A confermarlo è una recente survey globale di Wyser, la società internazionale di Gi Group, che si occupa di ricerca e selezione di profili manageriali, che ha coinvolto manager e professionisti, dalla quale è emerso che il 51% ha dichiarato che la sua azienda ha applicato almeno una volta l’Assessment Center, la metodologia che raccoglie questi strumenti in ambito HR, e ben il 31% proprio in fase di recruiting.

Le risposte che ci si aspetta di ricevere

Secondo il 62% degli intervistati di Wyser, nel valutare un profilo manageriale, è fondamentale analizzare le soft skill e i tratti di personalità del candidato, per il 54% avere elementi per prevedere nel lungo periodo il match tra manager e posizione aperta, per il 33% avere a disposizione output ed elementi di valutazione oggettivamente confrontabili e per il 25% aumentare l’accuratezza del processo di selezione.

E a proposito di soft skill, il 42% dei partecipanti alla survey considera importante avere informazioni circa l’Intelligenza emotiva di un candidato per una posizione manageriale. L’intelligenza emotiva è infatti un’abilità sempre più considerata e fondamentale per le prestazioni complessive di una persona, in particolare nei ruoli gestionali e dirigenziali. Ma non solo: la leadership stessa (59%), la capacità decisionale (40%) e le competenze relazionali (36%) sono altri aspetti determinanti nella valutazione di un profilo manageriale.

“Un’attenzione e una sensibilità più diffusa da parte delle aziende e degli esperti HR rispetto alle attitudini personali di un manager – intesa come leadership, intelligenza emotiva, capacità decisionale, competenze relazionali – ha richiesto di poter contare su molteplici e differenti strumenti e quindi elementi/output per valutare e confrontare ogni professionista. A ciò si aggiunge la necessità di accuratezza (ovvero limitare i bias umani dell’head hunter) nel valutare un candidato e nel determinare la sua idoneità a uno specifico lavoro, soprattutto nelle posizioni dirigenziali, che ha portato alla crescente adozione dell’AC” commenta Carlo Caporale, AD di Wyser Italia.

intelligenza emotiva

“Che vino”! E che storie! Dietro c’è una bella start up…

Nasce come una start-up ma in realtà offre molto, molto di più. “Che Vino!” riunisce il mondo del vino di qualità italiano. Quello di nicchia, quello dei piccoli produttori, quello delle bottiglie numerate, quello del biologico, insomma riunisce il mondo del vino da scoprire. Perché accanto al vino c’è anche la scoperta dei piccoli produttori locali, c’è la storia di come questo nuovo vino nasce e si trasforma, c’è la cultura perché solo con la scoperta si può accrescere la propria cultura. E poi, ultimo aspetto ma non da meno, c’è la solidarietà. L’idea nasce dalla mente di Giuseppe Trisciuoglio, appassionato ed esperto di vino, dalla sua compagna Federica Piersimoni, tra le più famose travel blogger d’Italia, e da Elio Maria Piersimoni, con competenze e importanti esperienze nel food.  

Federica Piersimoni - Giuseppe Trisciuoglio - Elio Maria Piersimoni

Delivery e non solo

“Che Vino!” oltre al servizio delivery propone solo etichette esclusive e selezionate e rigorosamente italiane. www.chevino.club è attivo a livello nazionale e la vendita online di vini selezionati è il core del nuovo servizio. L’idea, però, va oltre il delivery ed è proprio questo che caratterizza quest’azienda. 

Il progetto risponde alle esigenze dei produttori, confrontando il meglio delle piccole e medie aziende vinicole locali, e punta non solo a fornire una vetrina alle cantine italiane, ma soprattutto a far crescere tra i consumatori la cultura del vino e la conoscenza dei territori, valorizzando luoghi unici e straordinari. 

Non solo si vende vino, ma si raccontano storie

Su “Che Vino!” non sarà possibile trovare tutti i produttori d’Italia, ma solo una selezione di vini unici. L’azienda investe costantemente nella ricerca di viniche seleziona e mette in vendita. Il consumatore potrà scoprire prodotti e cantine che altrimenti farebbe fatica a conoscere. Il target non sono solo le persone appassionate di vino e food, ma anche chi non è un esperto e vuole farsi guidare alla scoperta di un mondo di profumi, sapori e storia.

Un portale, tre servizi

Al consumatore sono proposti diversi servizi. Oltre a “Che Vino!”, la start up offre anche “Che Box!”, un abbonamento mensile che propone, ogni mese, tre bottiglie, a sorpresa, di un produttore selezionato e una scheda che racconta la storia della cantina e dei suoi vini. Questo servizio unisce la qualità del vino Made in Italy con la social responsibility. Ogni box presenta un prodotto diun’azienda italiana impegnata nel sociale. Per esempio una borsa realizzata con tessuti eco della Tanzania, un panettone prodotto dai carcerati o, ancora, la pasta con farine di grani antichi macinati da un vecchio mulino. Per un’occasione speciale, un anniversario o per un regalo di Natale, invece, c’è “Che Regalo!”: un box in cui le bottiglie sono avvolte da un’elegante velina rossa, che prevede la possibilità di inserire un biglietto personalizzato.

Solo made in Italy

“I nostri prodotti enologici sono unici così come le nostre regioni, i nostri terreni, il nostro clima. Desideriamo raccontare la nostra italianità”, dice Giuseppe Trisciuoglio. “Che Vino!” propone ai clienti anche abbinamenti tra i vini e i piatti delle diverse regioni di produzione per offrire idee nuove e gustose per le cene con gli amici, i pranzi in famiglia o anche solo per il puro piacere personale di abbinare ottimi vini a piatti regionali. E, naturalmente, per esaltare ancora di più il vino acquistato.

“Investire sul vino – spiegano i fondatori – significa raccontare un territorio, una storia. A noi piace relazionarci con le persone, non con le aziende. Che Vino! vuole essere un’occasione per i consumatori, per dare loro nuove chiavi di lettura e di avvicinamento al vino attraverso esperienze emozionali. Vogliamo farli sentire parte di un mondo che possono vivere come proprio”.

Leadership sul lavoro e sessualità: come affrontare i problemi?

Leadership sul lavoro e sessualità: che legame c’è? In particolare, quanto lo stress lavorativo influisce sull’appagamento nella propria vita sessuale? Leadership e successo nel mondo del lavoro non sempre corrispondono ad un pieno appagamento nella propria vita personale. 

Lo stress e i tanti impegni quotidiani possono influire negativamente sul benessere di ciascuno in modo differente, sia nelle attività quotidiane che nella propria vita sessuale. Come rivela lo studio effettuato da Human Highway nel 2019, negli uomini sono in aumento le disfunzioni della sfera sessuale su base psicologica dovuti allo stress, soprattutto tra i giovani. Tra gli uomini intervistati, sono proprio ansia e nervosismo (45,5 per cento), seguiti da tensioni muscolari (36,2 per cento), mal di testa (34,1 per cento) e disturbi del sonno (27,3 per cento), i disturbi più indicati.

Sono tanti i manager e gli imprenditori di successo che riscontrano problematiche nel rapporto con la propria sessualità ed hanno in particolare problemi a riconoscere, e a volte spesso nemmeno ad ammettere a se stessi, quale sia l’origine del problema.

“L’80% degli uomini che si rivolgono a me sono manager o imprenditori, sopraffatti dallo stress ma con la voglia di riprendere in mano la propria sessualità. Ciò che più mi stupisce è che ognuno di loro crede di essere solo, un caso isolato, mentre invece sono difficoltà che moltissimi uomini si trovano ad affrontare quotidianamente. Il mio compito è di fare in modo che gli uomini possano vivere l’intimità senza ansie e frustrazioni. Ci si accorge di essere sulla strada giusta quando anche la propria vita privata, il rapporto con gli altri, amici e colleghi, migliora, il nervosismo lascia il posto ad un senso di benessere e si sviluppa un’energia sessuale e vitale che mai si pensava di poter raggiungere. Posso dire con certezza che questo percorso non è privo di ostacoli, ma fino ad oggi ha garantito risultati positivi per centinaia di uomini che hanno deciso di affidarsi a me per essere certi di raggiungere la serenità che pensavano di meritare.” – afferma Eva Sykora, Tantra Expert e Sex Coach con base in Svizzera.

Eva Sykora si occupa da 16 anni si occupa di seguire gli uomini in un cammino che coinvolge i quattro elementi della persona: Emozioni, Corpo, Mente e Energia. “4 Elements Awakening to Ecstasy Sessuale”, metodo innovativo creato proprio dalla tantra expert, che non prevede assolutamente l’uso di farmaci, ma risveglia il corpo e energia vitale e sessuale della persona, aiutando il corpo e emozioni a sbloccarsi dallo stress accumulato negli anni, risvegliando quella che è l’energia sessuale e soprattutto liberando la mente dagli standard troppo alti di leadership.

Un percorso di risveglio

La strada verso il benessere porta ad una riscoperta del proprio corpo, delle proprie sensazioni e si ripercuote sia nella vita della persona stessa che nel rapporto con il partner. La base di tutto il risveglio sessuale sono la respirazione, il movimento e il suono: si parte da piccoli esercizi da introdurre nella propria routine quotidiana per attivare i quattro elementi, come prendersi del tempo ogni mattina per una respirazione profonda in cui si respira con naso ed espira con la bocca, diminuire gradualmente l’uso di caffè, alcol e fumo, per poi passare ad esercizi fisici speciali che stimolano ed allenano il corpo. Per ristabilire il corretto equilibrio mentale ed emotivo si può scrivere su un foglio tutto ciò che ci blocca o ci reca frustrazioni: esternare i propri pensieri limitanti e negativi è il primo passo verso la loro risoluzione. 

Queste abitudini, introdotte in un percorso quotidiano possono garantire un progressivo miglioramento nella vita sessuale e personale di qualsiasi individuo, sia a livello di soddisfazione che di energia e felicità.

Eva Sykora

Stress e sessualità: rapporto contrastato

Lo stress, come si sa, è tra le cause principali di problemi legati alla sessualità maschile. Non concedersi del tempo per rilassarsi aumenta l’adrenalina nel corpo, che viene a sua volta costantemente stimolata da energizzanti quali caffè, fumo o bibite e integratori. Anche l’alcol, consumato principalmente la sera e nel weekend, non fa che peggiorare la salute dell’uomo, che ricade così in un vortice di pressione sempre maggiore e continua. Ansia da prestazione, frustrazione, paura dell’intimità portano l’uomo a vivere anche la sessualità con se stesso in maniera tossica, ricercando nell’autoerotismo troppo frequente un sollievo dallo stress percepito.

L’importanza dei pallet nell’imballaggio

Nei settori dell’imballaggio, dello stoccaggio e del trasporto, il pallet rappresenta un accessorio indispensabile per le sue particolari funzionalità e caratteristiche.

Si tratta di una piattaforma orizzontale realizzata per facilitare la movimentazione delle merci, da quelle pesanti  a quelle leggere, tramite carrelli elevatori, elevatori a forche o qualsiasi altro dispositivo atto al trasporto ed allo stoccaggio.

In gergo viene definito anche pancale, bancale o pedana e, come diverse innovazioni tecnologiche, ha origine in ambito militare. Durante la seconda guerra mondiale i soldati americani intuirono le grandi potenzialità di queste pedane di legno, che rendevano il trasporto di prodotti più leggero e veloce, con l’aiuto di apposite attrezzature meccaniche.

Grazie a queste pedane infatti è possibile movimentare una grande quantità di merce, velocizzando le varie operazioni nei magazzini. Ben presto il mondo civile, così come quello industriale, ha sfruttato le eccellenti caratteristiche di questo accessorio.

Con lo sviluppo delle grandi catene di distribuzione, si sono ottimizzati i processi di imballaggio e stoccaggio. Questi accessori, essendo anche molto resistenti, hanno quindi trovato un’ampia diffusione per le movimentazioni di merci destinate a lunghi viaggi, ma anche per i veloci spostamenti all’interno degli stessi magazzini.

I bancali sono caratterizzati da una base di appoggio capace di sollevare i carichi da terra, preservando così il perfetto stato di conservazione dei prodotti dagli agenti esterni o eventuali incidenti.

Da un punto di vista strutturale, i pallet sono composti da piani e travette. Ogni pedana è composta da uno o più piani, così da poter distribuire in modo ottimale il peso degli oggetti trasportati, senza pericolosi sbilanciamenti.

Le travette sono invece gli elementi che uniscono i due piani, dove inserire le forche degli elevatori per favorire la movimentazione della merce.

RAJA, azienda leader nel settore dell’imballaggio e del packaging, si è focalizzata sulla produzione di pallet, disponibili in diversi modelli che si differenziano per caratteristiche, dimensioni e materiali, adattandosi alle differenti esigenze.

RAJA si distingue inoltre per la produzione ecologica e sostenibile, come dimostrano i mini pallet in legno pressato INKA. Questi modelli sono realizzati tramite un sofisticato processo di stampaggio ad alta pressione, con un mix di particelle di legno riciclato e resine sintetiche. Sono anche impilabili, quindi assicurano un importante recupero di spazio e risultano particolarmente leggeri.

Altri modelli gettonati sono i pallet in cartone ad alta resistenza, ideali per trasportare carichi molto pesanti, fino a 700 kg. Non presentano chiodi, schegge o angoli vivi, quindi garantiscono una maggiore tutela per gli operatori.

Per trasportare carichi molto pesanti sono indicati anche i pallet in plastica con travette, estremamente resistenti e capaci di tollerare pesi fino a 500 kg. Sono dotati di isolamento elettrico ottimale e disponibili per movimentare varie tipologie di merci.