Economia Sotto l’Ombrellone: il tema di quest’anno è la ripartenza

Torna a Lignano Sabbiadoro la nuova edizione di Economia Sotto l’Ombrellone. Tre appuntamenti previsti nella provincia friulana per parlare di economia, in un momento in cui l’economia è chiamata ad una rapida ripartenza, seppur tra incertezze e difficoltà obiettive.

Tre le date in programma: la prima, oggi, in cui si parlerà di “Ripartenza di artigiani e PMI”, il 18 il tema sarà “Ripartire dall’e-commerce” il ed il 25 in cui l’argomento sarà “La Finanza per ripartire”.

Promosso dall’agenzia di comunicazione Eo Ipso, Economia sotto l’Ombrellone affronta quest’anno il delicato tema della ripartenza dopo la profonda crisi aperta dall’emergenza Covid. E la ripartenza per gli artigiani e le PMI è il tema del primo dei tre incontri in programma.

“Abbiamo voluto aprire la rassegna mettendo al centro dell’attenzione le piccole e medie aziende, quelle che rappresentano la specificità dell’economia nazionale e che sono state duramente colpite dal lockdown”, premette Carlo Tomaso Parmegiani, giornalista e responsabile editoriale Nordest di Eo Ipso, che modererà tutti gli incontri. “Partiamo da due dati: il primo riguarda l’impatto negativo del Covid sull’economia. Si stima che solamente in Friuli Venezia Giulia le imprese artigiane arrivino a perdere un miliardo e 200 milioni di euro nel 2020; più 600 milioni di euro concentrandosi sulla sola provincia di Udine. Il secondo è sulle prospettive: stando alle ultime indagini, non tutto sarebbe perduto: più di sei imprenditori su dieci si dicono fiduciosi nel futuro, indicando però il 2021 quale anno del ritorno alla ‘normalità’. Quindi, due sono anche le domande che ci poniamo: come poter ripartire fin da subito e cosa fare per poter arrivare al 2021?”.

Gli ospiti di Economia Sotto l’Ombrellone

A commentare questi temi sono stati chiamati due imprenditori: Giorgio Chiussi e Michael Genovese. Il primo è titolare della Sartoria Chiussi, realtà udinese che da quasi 150 anni (è stata fondata nel 1868) è sinonimo di alta qualità; il secondo, al contrario, è alla guida della giovanissima Abat-Jour. Dalla sua bottega di Udine esporta in quasi tutto il mondo i propri paralumi. Le loro storie si incroceranno con la visione d’insieme che il presidente di CNA Udine, Luca Tropina potrà dare.

L’incontro è a partecipazione libera e si svolge nel Chiosco n. 5 (Bandiera Svizzera), al civico 16 del Lungomare Alberto Kechler, in località Lignano Pineta a Lignano Sabbiadoro (UD), con inizio alle 18.30.

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E-mail di comunicazione di chiusura dell’ufficio per ferie: cosa scrivere?

Per molti è arrivato il momento tanto atteso delle ferie: qualcuno si concederà qualche giorno lontano da casa e dalla quotidianità, altri le trascorreranno tra le mura domestiche. Fatto sta che in questi giorni, molte attività chiudono per ferie, anche quelle professionali. Ma cosa bisogna fare prima di chiudere l’ufficio? Tra le cose più importanti c’è la e-mail di comunicazione di chiusura dell’ufficio per ferie.

Non dimentichiamo che se noi chiudiamo per ferie, non è detto che altre aziende con cui lavoriamo, possono rimanere aperte per tutto il mese di agosto. Pertanto, la prima cosa da fare è preparare una e-mail in cui annunciamo il nostro periodo di chiusura per ferie. Ma come deve essere concepita la e-mail che comunica la chiusura dell’ufficio per ferie?

La e-mail di comunicazione di chiusura per ferie

Molto semplice: dopo aver salutato con un elegante “Gentilissimo/a..:” sarà sufficiente scrivere che “il nostro ufficio sarà chiuso per ferie dal… al…” inserendo le date scelte. Non dimenticate di inserire le date effettive, pertanto se, ad esempio, avete deciso di chiudere il vostro ufficio o la vostra attività dall’8 agosto al 24 agosto, ricordate che in realtà la chiusura reale sarà dal 10 agosto al 23 agosto, in quanto sia l’8 che il 24 sarete comunque operativi. Ricordate di inviarla il giorno in cui chiuderete effettivamente.

Altro aspetto da comunicare sarà la vostra reperibilità durante il periodo feriale: siete disponibili a rispondere al telefono? Leggerete le e-mail? Insomma, dovete informare i vostri clienti/partner se intendete comunque rendervi disponibili in caso di indifferibili necessità. Pertanto, se siete all’estero in un luogo lontano fuori dai confini, ad esempio, potreste scrivere che “potrete leggere le e-mail sporadicamente e che risponderete appena possibile”. Oppure, se magari siete in Italia, potreste scrivere che risponderete a e-mail e messaggi ad un orario prestabilito della giornata. In tal modo potrete dedicarvi con maggiore serenità al vostro relax.

Un augurio da non dimenticare

Le vacanze sono un’occasione lieta per salutare partner e clienti, pertanto, anche se non vedete l’ora di chiudere il computer e la porta del vostro ufficio, perdete qualche secondo per augurare a chi riceverà la vostra e-mail buone vacanze!

Fatto questo, riponete giacca e cravatta, e indossate una bella polo con bermuda e scarpe da barca! E pensate solo a rilassarvi.

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Viaggi d’affari sostenibili: ecco 4 consigli utili

Viaggi di lavoro? Sì, ma devono essere green. Le aziende italiane sembrano essere estremamente virtuose quando si parla di viaggi business ecosostenibili, eppure non hanno grande conoscenza di quale sia l’impatto ambientale dei viaggi d’affari e di cosa possono fare in concreto per renderli più sostenibili.

Questo è il risultato del sondaggio “Corporate travel sustainability index” condotto da SAP Concur, secondo il quale l’82% delle aziende italiane vorrebbe apportare un cambiamento nelle sue travel policy, ma il 39% dei travel manager non conosce i dati sul reale impatto e di conseguenza diventa difficile essere proattivi.

4 consigli per viaggi d’affari sostenibili

A quanto sembra sono i piccoli gesti a fare la differenza in molti casi. BizAway, la multipiattaforma digitale di business travel che dal 2015 con i suoi servizi cerca di snellire il lavoro del travel manager e di promuovere la digitalizzazione nel settore, ha stilato un piccolo prontuario di 4 consigli che possono rendere più sostenibili i viaggi di lavoro.

Adottare travel policy eco-friendly 

Un viaggio sostenibile inizia molto prima del check-in: dalle travel policy aziendali. Se possibile, dunque, è meglio scegliere il treno piuttosto che l’aereo per gli spostamenti; scegliere l’hotel più vicino al luogo dove si deve andare per lavoro.

Prenotare in anticipo il parcheggio 

Può sembrare un’ovvietà ma sono in pochi quelli che ci pensano prima di iniziare il proprio spostamento. La ricerca di un posto auto richiede in media 15 minuti per ogni automobilista (che possono arrivare a 30 nelle grandi metropoli europee) e questo comporta l’aumento delle emissioni di CO2 oltre che dello stress di chi magari deve recarsi a un importante appuntamento di lavoro e rischia di non farcela.

Prenotare una struttura sostenibile

A prescindere dal livello della struttura di hospitality prescelta, sono numerose quelle che dedicano un’attenzione particolare al tema della sostenibilità e adottano misure volte alla riduzione degli sprechi e dell’inquinamento. Dall’utilizzo di prodotti ecologici per la pulizia delle camere e dei locali alla raccolta differenziata dei rifiuti, fino all’impiego di pannelli fotovoltaici o alla scelta precisa di prodotti a km 0 per la preparazione dei pasti, sono molte le iniziative che magari non balzano subito all’occhio del viaggiatore ma che possono essere perfettamente in linea con le policy della loro azienda. 

Compensazione delle emissioni di CO2 con iniziative speciali 

BizAway ha creato uno strumento di calcolo immediato e compensazione automatica delle emissioni di anidride carbonica dei viaggi con la conseguente piantagione di mangrovie, a fronte di un contributo economico esiguo da parte del viaggiatore. In pratica, grazie alla collaborazione avviata con l’organizzazione no profit Eden Reforestation Projects – impegnata nella lotta alla povertà e all’inquinamento in ampie aree devastate dalla deforestazione in Etiopia, Madagascar, Nepal, Haiti, Indonesia, Mozambico e Kenya – chi prenota un viaggio può contribuire al benessere del Pianeta: con un contributo di 10 centesimi, Eden pianterà una mangrovia, un albero che nel corso della sua vita riesce ad assorbire emissioni di CO2 pari a circa tre voli di sola andata Venezia-Barcellona effettuati da un singolo passeggero. In un anno sono già stati piantati oltre 50.000 mangrovie, assorbendo piú di 16 i milioni di kg di CO2.

Insomma, come affermava una celebre canzone “si può dare di più” per il nostro pianeta, anche quando si viaggia per lavoro…

Parte il 27 settembre la 10ª edizione della Distinguished Gentleman’s Ride

Un evento pensato per i gentiluomini con la passione per le due ruote: partirà il prossimo 27 settembre la 10a edizione della Distinguished Gentleman’s Ride, iconico evento motociclistico mondiale dedicato al fund raising che vede Triumph Motorcycles ancora una volta nel ruolo di main sponsor.

Come si svolge la Distinguished Gentleman’s Ride

Migliaia di motociclisti gentiluomini con il proprio abito migliore, saliranno in sella alla propria moto e testimoniare con una cavalcata in solitaria, ma solo nella forma fisica perché simbolicamente aggregativa a livello planetario, con un intento benefico: una raccolta fondi in favore della ricerca scientifica per la cura del cancro alla prostata e per la fornitura di supporto psicologico ai malati.

Passione e cuore, per un evento che catalizza l’attenzione del mondo maschile come ogni anno.

Distinguished Gentleman’s Ride: un evento mondiale

The Distinguished Gentleman’s Ride (DGR) è stata concepita a Sydney, in Australia, da una visione di Mark Hawwa. Ispirata da un’immagine di Don Draper, dalla serie Mad Men, accanto ad una moto classica e con indosso uno dei suoi abiti migliori. vedendo quell’immagine, il creatore dell’evento ritenne che inventare l’idea di un giro in moto “a tema” fosse un’ottima idea per contrastare certi stereotipi negativi legati alla figura del motociclista, e per contemporaneamente creare un messaggio aggregante a livello internazionale legandolo ad un interesse comune e prioritario, la salute.

Dal 2012, la DGR è riuscita ogni hanno a crescere e a coinvolgere un numero sempre maggiore di appassionati, e l’edizione del 2019 è stata quella dei record: 6 milioni di dollari di raccolta, e 116.000 partecipanti registrati in 104 Paesi del mondo.

L’edizione 2020 vedrà un format diverso dal solito e focalizzato sul singolo motociclista e sulla sua voglia di partecipare attivamente alla causa, per far fronte alle sfide che stiamo vivendo, pur mantenendo inalterato il proprio spirito.

In qualità di main sponsor, Triumph devolverà 4 motociclette della gamma Modern Classic al progetto, donandole ai 3 maggiori “fund-raiser” a livello mondiale e al vincitore della Gentlefolk Competition.

SPEAKER ON DEMAND, l’innovativo progetto di Perfomance Strategies

Per un’azienda comunicare è oggi essenziale più che mai. I social, i blog, le email marketing sono mezzi molto efficaci per farsi conoscere, ma a volte possono non bastare.

Soprattutto dopo i problemi derivanti dal COVID-19 e dalla ripartenza ancora lenta, farsi conoscere (o riconoscere) nel modo più efficace è determinante. Su queste basi, nasce il progetto di Perfomance Strategies, una delle principali realtà di riferimento in Italia per l’alta formazione con i massimi esperti mondiali nelle aree strategiche per chi fa business, che mira a sviluppare contenuti efficaci e supportare le aziende dall’ideazione all’esecuzione dell’evento, chiamato SPEAKER ON DEMAND.

Cos’è SPEAKER ON DEMAND?

Questo progetto si pone l’obiettivo di valorizzare l’investimento nel proprio evento aziendale operando senza intermediazione e in costante relazione diretta con gli speaker. Oltre alla scelta del relatore, che viene scelto in base alle proprie esigenze, viene curato ogni aspetto dell’evento fino all’organizzazione completa, live o streaming.

Tanti i professionisti della comunicazione coinvolti

A far parte di questo progetto ci sono 100 speaker, grandi personalità provenienti da numerosi campi, un gruppo di esperti che Performance Strategies ha arrichito nei sui 10 anni di attività nell’alta formazione, dando vita a una consolidata rete mondiale di business thinker.

Tra questi l’imprenditore del food Oscar FarinettiRobert Cialdini, massimo esperto al mondo nel campo della persuasione e della scienza dell’influenza; l’ex allenatore del Milan e della Nazionale Italiana di Calcio Arrigo SacchiFederico Buffa, giornalista, telecronista e massimo esponente dello storytelling in Italia; Max Calderan, esploratore e consulente sportivo; Cinzia Pennesi, pianista compositrice e direttrice d’orchestra; Daniel Priestley, imprenditore seriale ed esperto di accelerazione di business; Julio Velasco, il coach di pallavolo più vincente di tutti i tempi; Paolo Nespoli, uno dei più famosi astronauti italiani nel mondo; Jack Cambria, ex comandante della squadra di negoziazione ostaggi della polizia di New York; Maurizia Cacciatori, una delle giocatrici più vincenti di sempre; Lorenzo Bernardi, uno dei più grandi campioni italiani di pallavolo; Alf Rehn, uno dei più brillanti business thinker al mondo; Jeb Blount, tra i 10 leader più influenti al mondo nel campo delle vendite; Colleen Stanley, esperta di sales leadership a livello globale.

Gli obiettivi principali sono tre: individuare i contenuti davvero strategici e innovativi; selezionare i relatori più autorevoli per ispirare la crescita dell’impresa;  focalizzare la tematica più coerente in linea con gli obiettivi di ogni interlocutore. 

10 le aree tematiche interessate, che sviluppano gli argomenti che più interessano le aziende come leadership e coaching, storytellingmotivazione e ispirazionebusiness e managementsportvendita e negoziazione, soft skills, marketing e digital trasformation, arte e cultura, innovazione e nuovi trend.

Insomma, una bella opportunità per chi vuol davvero distinguersi dalla massa ed arrivare a comunicare la propria attività nel modo migliore ed efficace possibile

Nuova linea di e-bike Ducati realizzate in collaborazione con MT Distribution

Come avevamo anticipato a maggio scorso, Ducati e MT Distribution, licenziatario e partner commerciale, hanno presentato tre nuovi modelli di e-bike.

Tre modelli per la nuova mobilità urbana

Biciclette a pedalata assistita studiati per chi ha la necessità di spostarsi nei centri urbani con stile e praticità, per lavoro o per necessità personali. Tre sono i modelli presentati: Urban-E, a marchio Ducati, e SCR-E e SCR-E Sport, dedicate a Scrambler®.

Grande attenzione (non poteva essere altrimenti) è stata dedicata alle nuove e-bike curato dal Centro Stile Ducati. Per il modello Urban-E, in particolare, i designer Ducati hanno collaborato con Italdesign, realizzando un modello unico nel suo genere, con componenti personalizzati e caratterizzati da uno stile originale e distintivo.

Gli altri due modelli di e-bike pieghevoli, quelli a marchio Scrambler®, sono dedicati alla “Land of Joy” e sono disponibili sul mercato da subito, mentre la e-bike con brand Ducati si potrà acquistare a partire da ottobre.

SCR-E

È una delle due proposte di bici a pedalata assistita a marchio Scrambler®. Vanta pneumatici fat 20’’x4’’ permettono di percorrere con piena aderenza anche tratti di strada dissestata o fuori-strada. La batteria da 374.4 Wh è completamente integrata nel telaio e, a piena carica, permette di percorrere fino a 70 km.

SCR-E SPORT

È l’evoluzione più sportiva del modello SCR-E, sempre con brand Scrambler®. Questa e-bike pieghevole full suspension monta un doppio ammortizzatore: forcella anteriore e ammortizzatore a molla posteriore integrato nel telaio. La batteria potenziata da 468 Wh è completamente integrata nel telaio e può percorrere fino a 80 km. 

Urban-E

Sarà possibile scegliere fra la versione black o grey. Costruita attorno allo speciale telaio in alluminio con sistema di chiusura easy-folding progettato dai designer del Centro Stile Ducati in collaborazione con i colleghi della divisione Industrial Design di Italdesign. La batteria da 378 Wh è integrata nel telaio e diventa essa stessa elemento di stile, richiamando nel tipico colore rosso Ducati e nella forma arcuata i serbatoi delle moto. 

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I manager continuano a pensare al lavoro anche in vacanza. Ma senza esagerare!

Per quante raccomandazioni si possano fare un manager continua a pensare al lavoro anche in vacanza, alle idee e alle nuove iniziative da intraprendere. Frasi del tipo “stacca che ti fa bene”, “cerca di riposare almeno una settimana ed evita contatti di lavoro”, sono quantomai opportune soprattutto in quest’anno così stressante e particolare per i risaputi motivi. Eppure, c’è poco da fare: tenere a freno la mente e la voglia di crescere professionalmente è praticamente impossibile e delle volte è quasi automatico, una volta sotto l’ombrellone o mentre si fa una passeggiata in montagna, riflettere su ciò che è stato e ciò che sarà. Tutto questo malgrado la stanchezza.

Il consiglio è sempre lo stesso: provate a rilassarvi!

Tuttavia il nostro consiglio continua ad essere quello di provare a rilassarsi per qualche giorno, per dedicarsi al proprio benessere e alla propria famiglia, che troppo spesso a causa dei tanti impegni durante l’anno, viene messa in disparte.

Ma se proprio non riuscite, cercate almeno di dedicare “al lavoro” qualche ora della giornata. In quelle ore potreste abbozzare qualche progetto, preparare email che sapete di dover inviare al vostro rientro, pianificare l’agenda dei primissimi giorni di lavoro dopo le ferie.

Gli strumenti di lavoro da portare in vacanza

Quali sono allora gli strumenti di lavoro che dovete portarvi in vacanza? Certamente il vostro smartphone, continuerà ad essere il vostro più fedele compagno di vita: vi potrà servire per impostare le email di cui sopra, ma anche per monitorare l’agenda dei vostri impegni.

Un tablet, sarà certamente utile per impostare i nuovi progetti di lavoro che vi vengono in mente sotto l’ombrellone. Non vi stancate scrivendo lunghe relazioni, ma scegliete di buttar giù un elenco puntato di idee che poi svilupperete una volta che tornerete in ufficio. Potrete anche fare un punto su ciò che nell’anno lavorativo che va a concludersi è stato positivo e cosa invece deve essere migliorato.

Per chi è ancora legato al mondo della carta, non dimenticate di portare con voi un block notes e una serie di penne colorate.

Quando sarete vicini alla fine della vostra vacanza, cercate sul web frasi motivazionali che possano aiutarvi a riprendere alla grande la nuova stagione: assicuratevi di avere credito a sufficienza per utilizzare internet. Non è un dettaglio…

Portate con voi documenti e relazioni (non troppi impegnative) da leggere e analizzare e prendete pure qualche appunto, ma non andate oltre.

Ricordatevi sempre che le prossime vacanze, per la maggior parte delle persone, torneranno a dicembre. Pertanto, come detto, approfittate dei giorni di vacanza per ricaricare le batterie: mettete questo suggerimento nella vostra agenda di impegni e vedrete che riuscirete a “sopportare” meglio il vostro dolce far nulla.

Digital Transformation: le email possono essere gestite diversamente…

Tenersi in contatto attraverso una comunicazione efficace e puntuale, è essenziale nel mondo del lavoro in smartworking e non solo. Ma proprio il nuovo modo di lavorare richiede una quasi costante concentrazione su cosa avviene intorno a noi e su ciò che i nostri collaboratori fanno o hanno da dirci. Tutto ciò comporta una iperattività sul controllo dei nostri messaggi, in particolare della e-mail.

Attualmente si stima che si dedichi ai messaggi di posta elettronica il 28% del proprio tempo. Non vi sembra un po’ troppo? Soprattutto se si pensa che solo 38 mail su 100 sembrano contenere informazioni rilevanti.

Un’idea interessante

Per questo SIAV, azienda leader in Italia nella fornitura di soluzioni software per la gestione dei documenti elettronici e dei processi digitali, presenta l’offerta “Meno Mail”, individuando per le aziende 3 tappe fondamentali del viaggio verso la digital transformation, capaci di ridurre il carico di mail e ottimizzare il tempo a disposizione attraverso questi tre passaggi essenziali.

1) Archiviazione delle mail all’interno di un software di gestione elettronica dei documenti: in molti reparti, come ad esempio quello amministrativo, HR o legale, gran parte del tempo speso per gestire la posta elettronica viene destinato all’archiviazione dei messaggi più importanti, che vengono salvati sul desktop, all’interno di cartelle di rete o, peggio, stampati e inseriti dentro a fascicoli cartacei. L’archiviazione delle mail, direttamente dal client, all’interno di un software di gestione elettronica dei documenti permette di velocizzare i diversi passaggi e ne favorisce la successiva ricercabilità e consultazione. Archiflow, il sistema di gestione documentale di Siav, consente di archiviare tutte le mail con un clic direttamente dal client di posta, abilitando, in modo nativo, la gestione di caselle multiutente condivise, così da evitare la sovrapposizione delle attività tra i diversi colleghi di un team.

2) Adozione di un sistema di gestione documentale che abiliti lo scambio di documenti e informazioni senza l’uso delle mail: il paradigma che vedeva la posta elettronica come un asset aziendale da archiviare e gestire, deve essere superato spostando il focus sui documenti, colonne portanti di qualsiasi dipartimento. Per questo motivo è fondamentale adottare un sistema di gestione documentale che abiliti lo scambio di documenti e informazioni dall’ufficio e in mobilità senza l’utilizzo delle mail. Con Siav è possibile rendere 100% digitale il dialogo dell’azienda, sia verso l’interno sia verso l’esterno, abilitando una gestione nativamente digitale dei contenuti, creati, revisionati, approvati, firmati, condivisi e conservati sempre all’interno del sistema.

3) Utilizzo di software documentali dotati di funzionalità di BPM (Business Process Management): snellita la gestione delle e-mail e compresa la centralità di un sistema documentale, c’è un’ultima fondamentale tappa per raggiungere l’obiettivo di un ufficio con meno mail. Per ridurre i messaggi di posta, infatti, disporre di un archivio digitale per inserire informazioni e allegati è importante ma non sufficiente. I documenti, tramite le mail, attraversano di continuo i binari che collegano l’intera organizzazione. E questi binari non sono altro che i processi. Occorre, dunque, affidarsi a software documentali dotati di funzionalità di BPM, dotati di veri e propri motori di workflow che consentono di digitalizzare e automatizzare i flussi di lavoro di ogni dipartimento, come Archiflow, che abilita la collaborazione tra gli utenti tramite condivisioni rapide e annotazioni sui file archiviati; inoltre, il suo modulo Interactive Dashboard dialoga con gli utenti e li guida tra le attività da svolgere.

“L’offerta Meno Mail nasce dalla necessità di snellire e ottimizzare il flusso di comunicazioni in entrata e in uscita dalla propria posta elettronica, senza perderne i benefici di utilizzo” ha dichiarato Nicola Voltan, CEO di Siav. “In quanto leader nei servizi e nelle soluzioni software collaborative per la gestione digitale di documenti e processi, Siav è il partner ideale per tutte le aziende che mirano a una digital transformation a 360 gradi.”

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Mancanza di lavoro? Arriva il sistema di revisione del cv di Infojobs. Ed è gratis

Il mercato del lavoro è tutt’altro che florido in questo momento storico. L’estate nel pieno, il Covid-19 che continua a minacciare con la sua scure: il senso di incertezza regna sovrano. E a confermare tutto questo, arrivano i dati dell’Osservatorio InfoJobs sul mercato del lavoro nel primo semestre 2020.

Dati che non lasciano ben sperare per il futuro. Da gennaio a giugno le offerte da parte delle aziende pubblicate su InfoJobs, piattaforma numero 1 in Italia per la ricerca di lavoro online, hanno registrato un -32,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un calo diffuso e piuttosto uniforme, sia rispetto alle regioni, sia rispetto ai settori e alle categorie professionali. La pandemia sembra infatti avere colpito in maniera abbastanza democratica, risparmiando solo la categoria professionale “Farmacia e medicina”, che registra un +48,5% rispetto al primo semestre 2019.

Top e flop del 2020. Fino ad ora…

La ricerca da parte delle aziende, sembra si sia concentrata sulle categorie professionali Operai e addetti alla produzione (20,9%), seguita da Amministrazione e contabilità (9,1%), GDO e retail (8,9%).

La flessione dell’offerta di lavoro ha riguardato in generale tutta la Penisola da nord a sud e ad emergere nella top 5 delle Regioni che hanno pubblicato più offerte si sono confermate, nonostante Covid-19, Lombardia (33,2%), Emilia Romagna (15,8%), Veneto (14%), Piemonte (8,9%), Lazio (6,5%). Per le province, la classifica vede nell’ordine Milano (14,1%), Roma (5,4%), Torino (4,9%), Bergamo (4,1%) e Bologna (4%).

Un calo davvero considerevole, di cui non si può non tener conto. “Stiamo vivendo un momento storico critico e dal nostro osservatorio non possiamo che prevedere un secondo semestre dominato dall’incertezza” commenta Filippo Saini, Head of Job di InfoJobs. “Ma è proprio in un momento del genere che i grandi player del mercato del lavoro possono fare la differenza. Come piattaforma di recruitment numero uno in Italia ci siamo chiesti come potevamo essere davvero accanto ai nostri utenti con un aiuto concreto e da questa domanda è nato un servizio nuovo, unico nel suo genere perché gratuito e personalizzato, di revisione del cv a cura dei nostri 14 esperti interni HR. I candidati saranno quindi in grado di presentarsi al meglio alle aziende, che a loro volta saranno facilitate nell’individuazione del candidato giusto. Un servizio pensato per supportare la collocazione dei candidati, ma di cui beneficeranno anche le aziende in una scelta che, in periodo di assunzioni limitate, diventa ancora più rilevante”.

Il servizio di revisione del cv di Infojobs

Il servizio di revisione del curriculum vitae, per il quale basta una semplice iscrizione sul sito di Infojobs e rispondere all’annuncio desiderato, è partito come progetto di test durante il lockdown, ed ha visto la partecipazione di 1000 candidati che hanno ricevuto una consulenza telefonica one-to-one per riscrivere il proprio cv. Buoni i risultati che hanno visto i profili aggiornati e rivisti dal team HR di InfoJobs ricevere il 15% di interesse in più da parte delle aziende

Il servizio di revisione del cv viene quindi messo a sistema e attivato per tutto il 2020 ed è indirizzato a tutti i candidati in cerca di lavoro, con un’attenzione particolare per i giovani che si affacciano per la prima volta al mondo del lavoro e che sono la fascia potenzialmente più penalizzata. 

Smartworking: cambiare ora è più difficile…

Molti sono i professionisti e lavoratori in genere che sono tornati in ufficio dopo il lockdown. A settembre ci sarà un ulteriore step di rientri. Ma a quanto pare i lavoratori allo smartworking sono davvero affezionati e non ci vogliono rinunciare. Anche se questo dovesse comportare un cambio di attività o di azienda. Questo almeno emerge dalla survey di Wyser, società internazionale di Gi Group che si occupa di ricerca e selezione di profili manageriali, condotta per sondare gli umori in vista della fine dello smartworking forzato.

Dai timori all’insicurezza

Secondo i risultati, il 30% degli intervistati, infatti, teme il mancato rispetto delle normative vigenti in fatto di sicurezza e, più in generale, di andare incontro a un nuovo lockdown (32%). Sebbene solo il 35,9% dei professionisti abbia ricevuto chiare comunicazioni rispetto alle modalità del rientro, la quasi totalità degli intervistati (80%) si dice fiduciosa rispetto alla capacità della propria azienda di dotarsi delle necessarie misure di sicurezza.

smart working e rientro in in ufficio

Lavorare da casa non è poi così male…

Le motivazioni addotte per non tornare a lavorare in ufficio sono divese: il 50% troverà pesante ritornare ad affrontare la routine pre-lockdown, tra i mezzi pubblici affollati e il traffico sulle strade, mentre il 30% soffrirà il trantran mattutino con la sveglia anticipata e il pensiero dell’abbigliamento.

Passare molte ore fuori di casa comporterà un disagio per 1 lavoratore su 3 (33,3%) e dover continuamente prestare attenzione e rispettare le limitazioni e le misure vigenti renderà tutto più difficile, anche per quanto riguarda i rapporti con i colleghi (19,2%).

smart working e rientro in in ufficio

Il lato positivo è però rappresentato proprio dalla possibilità di riprendere i rapporti sociali: il 79,4% degli intervistati afferma di aver mantenuto o addirittura rafforzato i rapporti con il proprio team durante il lockdown.

Ritrovarsi sarà infatti la nota lieta per manager e professionisti italiani: il 52,6% ha accusato infatti la mancanza della socialità nella quotidianità lavorativa e il 20,5% non vede l’ora di spegnere Zoom e tornare a confrontarsi di persona e avere occasioni di networking (9,6%). Anche se questo significherà avere a che fare talvolta con collaboratori poco simpatici (15,4%).

smart working e rientro in in ufficio

Smartworking a Barbados: che idea affascinante!

Lavorare in smartworking è un’opportunità che potrebbe non essere legata unicamente al momento attuale ed alcune aziende potrebbero essere spronate dai risultati a portare avanti questo modello operativo.

E per qualche superfortunato, tale opzione potrebbe essere svolta niente meno che… dalle Barbados!

Lavorare in smartworking a Barbados, infatti, potrebbe rappresentare per qualcuno un sogno che diventa realtà. Infatti, sul sito ufficiale è possibile richiedere un visto valido per 12 mesi ed avere l’opportunità di lavorare da remoto contornati da spiagge da sogno e mare cristallino.

Un’idea affascinante

“Il Covid-19 ha cambiato il lavoro a livello globale, con un numero maggiore di persone che lavorano da casa. Qui i turisti avranno la possibilità di continuare a lavorare da remoto per 12 mesi”, ha dichiarato il primo ministro On. Mia Amor Mottley, che ha sottolineato inoltre che la sfida riguarda anche i viaggi a breve termine. “Anziché trascorrere qui le classiche vacanze di una, due o tre settimane, i viaggiatori ora possono pianificare la loro intera attività lavorativa. Qui le persone possono trarre vantaggio dal fatto di trovarsi in una parte diversa del mondo, circondati da sole, mare, sabbia e da una società stabile, che funziona bene. Insomma, Barbados è il posto perfetto per te”.

Barbados, tra l’altro ha gestito in modo assolutamente virtuoso l’epidemia: a fronte delle oltre 280.000 persone, ha avuto poco più di 100 casi di Coronavirus e 7 decessi. L’isola ha riaperto le frontiere ma, nonostante ciò, continua a seguire protocolli che rendono i viaggi sicuri e non onerosi.

Importanti sono anche le opportunità che il visto è in grado di offrire a chiunque abbia un lavoro che si può svolgere da remoto, da interi uffici di persone a freelance fino a imprenditori audaci. Sunil Chatrani, presidente del Barbados Tourism Marketing Inc. (BTMI), afferma che molte aziende stanno abbracciando sempre più il lavoro da remoto e Barbados si inserisce in questo contesto rappresentando una valida alternativa per interi team o singoli lavoratori. “Recentemente Barbados è cresciuta come destinazione per i Millennial e viene considerata una meta per il tempo libero. Ma qui ora si può anche lavorare. L’isola di Barbados, infatti, vanta la connessione internet e servizi mobili in fibra più veloci dei Caraibi, con un ampio ventaglio di uffici flessibili dove tutti possono svolgere il proprio lavoro. Inoltre, il paese vanta un’eccellente assistenza sanitaria e un elevato livello di istruzione, rendendolo così perfetto anche per tutti coloro che desiderano venire a Barbados insieme alla famiglia”.

Quanto costa il visto per Barbados?

Per richiedere il visto per trascorrere 12 mesi a lavorare alle Barbados costa circa € 1.748 per la singola persona ed è disponibile una tariffa speciale per le famiglie pari a circa € 2.622. Il visto è valido per un anno ma può essere richiesto nuovamente.

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L’acqua è il nuovo oro dell’età digitale

Prima di essere investiti dallo tsunami epidemico, quasi tutti erano fan di Greta Thunberg e della decarbonizzazione del sistema produttivo. Ora invece tanti buttano per terra guanti e mascherine. Ci siamo improvvisamente dimenticati temi strategici per il futuro come quello dell’economia circolare. Ma soprattutto ci stiamo dimenticando il vero convitato di pietra del futuro: clima ed energia sono importanti per la vita umana, ma l’acqua lo è di più. 

L’acqua è il nuovo petrolio

Anche se non abbiamo ancora piena consapevolezza di tutte le potenzialità di sviluppo (dall’idrogeno alla fusione fredda) dai prossimi decenni l’acqua sarà molto più importante del petrolio. Per essa si scateneranno battaglie politiche e tensioni fra Stati, mentre i Paesi più ricchi d’acqua dolce avranno una ricchezza privilegiata. 

C’è però una differenza fondamentale tra i combustibili fossili e l’acqua: i primi sono beni economici e, anche se molti li consumano, si può farne comunque a meno usando fonti alternative come dimostra quella parte dell’umanità che è fuori dal ciclo degli idrocarburi.

Per l’acqua è diverso: senza acqua non si vive. Fin dalla preistoria, le comunità umane hanno sempre attinto direttamente alle proprie fonti. L’acqua, insomma, è da sempre considerata un bene comune a disposizione vicino alla propria casa o al proprio insediamento. Se scarseggiava, qualsiasi comunità migrava o si estingueva. 

L’acqua come bene economico

Nel XXI secolo, però, anche l’acqua è diventata un bene economico perché si è progressivamente destrutturato il rapporto tra domanda e offerta. Per capire quanto l’acqua sarà protagonista delle strategie dei governi, basta solo pensare che, in questo momento, oltre un miliardo di persone non ha accesso a quella potabile. 

La battaglia sull’acqua, dunque, non è solo una battaglia politica sul possesso delle fonti come per il petrolio, ma un confronto spesso conflittuale tra due concezioni: l’acqua come bisogno da soddisfare secondo le regole dell’economia, e l’acqua come diritto che deve essere garantito a tutti. 

In questo contesto complesso, aggravato dalla crisi economica pandemica, è chiaro che la gestione dell’acqua non può essere totalmente privatizzata. Al tempo stesso, senza un meccanismo economico che garantisca i grandi investimenti necessari, l’acqua non arriverà mai nelle periferie assetate delle megalopoli dei Paesi emergenti e del Quarto mondo. 

Per questo, pur in una globalizzazione ferita dal virus, proprio a partire dall’acqua è importante ricordare quanto sia importante coordinare sia i grandi investimenti infrastrutturali, ma anche i microprogetti anti inquinamento gestiti dalle comunità locali per valorizzare la qualità delle acque disponibili. La musica di fondo è sempre la stessa: con l’avvento delle reti, dobbiamo provare sempre a conciliare il grande con il piccolo, la dimensione locale con quella globale. 

In ogni caso, quando la situazione è complessa la verità è semplice. Il mondo ha sempre più bisogno d’acqua. È l’oro blu, anche perché da una parte ci sono i problemi per le popolazioni che non hanno (e non ne avranno) abbastanza. Dall’altra, la corsa all’approvvigionamento, la gestione dei flussi e lo sviluppo di un business che ha ripercussioni sulla sicurezza degli Stati, considerando che più di 260 fiumi rappresentano i confini di Paesi presenti nell’attuale mappamondo. Senza dimenticare che oggi l’economia trasforma in merce tutto ciò che serve direttamene alla vita umana. 

E l’acqua è il bene primario di questo nuovo processo produttivo globale. La strada è segnata e non ha alternative: l’acqua non è più un bene solo collettivo, ma anche un bene di scambio politico, economico, strategico. Per questo, molti Paesi potrebbero cominciare ad affrontare il problema facendo pagare per l’uso dell’acqua. Ma la vera alternativa potrebbero essere gli impianti di desalinizzazione che rendono potabile l’acqua di mare. Anche perché l’evoluzione tecnologica ci porterà, così come sta succedendo con l’elettricità, ad una sistema di desalinizzazione o di riciclo diffusa che abbatterà i costi distribuendoli nella rete dei punti di contatto collettivi. 

Un paragone col mondo del web

Il ragionamento è sempre lo stesso: così come è successo per il web, quello su cui dobbiamo puntare sono le piattaforme a rete in cui l’intelligenza collettiva, tecnologicamente applicata, possa rendere convenienti processi distributivi altrimenti non attuabili in termini economici. Chi pensava di poter distribuire i propri prodotti locali a livello globale a costi praticamente irrisori?

Dobbiamo farlo anche per l’acqua che, in fondo, è pur sempre un grande sistema di rete delle reti. 

“L’acqua non è forma ma sostanza. È per questo che assume la forma del contenitore e lo domina andando là dove essa vuole, a prescindere da qualsiasi schema”
Anonimo Dottore featuring Confucio

A cura di Angelo Deiana