Moda e accessori

Inutile negarlo. Il businessman moderno ama vestirsi bene e soprattutto sentirsi a proprio agio con gli abiti che indossa. È un uomo che apprezza il ritorno ad uno stile elegante e ricco di appeal e va in contrapposizione con chi non crede che “l’occhio vuole la sua parte”. Nuove collezioni, fiere ed eventi, ma anche le tendenze più importanti del momento. In questa sezione è possibile trovare focus su accessori indispensabili per i manager, quali la cravatta, la camicia, o il blazer. In queste pagine vi parliamo di ciò che vediamo ad eventi importanti come il Pitti Uomo o durante le sfilate di Milano Moda Uomo in Italia, vi raccontiamo le storie delle grandi sartorie italiane e dei maestri che ne hanno fatto le fortune. Vi spieghiamo come deve vestire un manager moderno in inverno e durante l’estate e i dress code da rispettare in ufficio.

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Moda, arriva il Sartorialist, nuovo professionista del Fashion

Un mondo certamente stravolto dal Covid-19 è stato quello della moda. Ma in un settore strategico per la nostra economia, anche i professionisti del fashion indirettamente hanno dovuto modificare il loro modo di lavorare, di guardare le occasioni che si presentano e rimodellare il proprio stile.

È nata così una nuova figura professionale chiamata Sartorialist, un professionista indipendente, digitale e flessibile in grado di offrire un servizio di qualità dedicato al cliente.

Una opportunità di formazione e crescita professionale nella moda

Sono davvero molti i posti di lavoro che sono stati letteralmente cancellati con il Covid-19, non solo per chi lavorava nel settore luxury, ma anche nella grande distribuzione: una riorganizzazione era assolutamente necessaria.

Per chi si vuole reinventare o provare qualcosa di diverso, con bassi costi di investimento per l’avvio del proprio business, Eligo, startup innovativa, marketplace di eccellenza nel mondo del fashion, offre una nuova opportunità: Academy formative vengono infatti realizzate a Milano tutti i weekend presso lo showroom di Eligo; professionisti del settore, proprietari dei brand selezionati per la piattaforma, persone del team tengono momenti di formazione della durata di 45 minuti ciascuno, alternando lezioni a momenti di pratica. Ma non solo, infrasettimanalmente vengono inoltre proposti webinar specifici online, che costituiscono un ulteriore momento di aggregazione e di formazione per i Sartorialist.

La moda delle mascherine

Sono diverse le aziende nel mondo della moda che hanno riconvertito il proprio business al mercato delle mascherine lavabili, ed Eligo ha voluto contribuire,  creando un sito di e-commerce ad hoc. Questo a dimostrare come tutto cambiato velocemente e che se si vuole essere al passo con i tempi, adattarsi ai cambiamenti è essenziale: la flessibilità e la resilienza sono, infatti, due valori portanti dell’azienda e dei Sartorialist.

Il digitale e i consigli che non mancano

Comprare online non significa non avere assistenza. Infatti, è possibile avere a disposizione un personal stylist collegato digitalmente alla piattaforma di Eligo, che ci può raggiungere in tutta Italia e non solo, e aiutare a selezionare assieme a lui ciò di cui necessitiamo personalizzandolo assieme. 

Camicie, completi, abiti da cerimonia, cappelli, occhiali, cravatte, stole, calze, scarpe, cover, orologi e gemelli, oggetti di pelletteria e molto altro, tutto ciò che si necessita per creare il proprio outfit unico.

Tramite il suo marketplace, Eligo permette a brand italiani di qualità di espandersi in Italia e all’estero, creando sinergie ed economie di scala, utilizzando una forza vendita formata e capace di trasmettere i valori del brand.

“Il nostro obiettivo – specifica Naomi Kohashi, CEO dell’azienda – non è quello di competere con grossi siti di e-commerce, ma di creare un marketplace di specialisti, i Sartorialist, e brand selezionati, nel quale il cliente possa essere certo di stare acquistando qualcosa di unico, personalizzabile e pensato per lui”.

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OMEGA ha presentato i nuovi Constellation da uomo

Il brand d’orologeria OMEGA fa venire in mente agli uomini grandi imprese. È stato il primo orologio sulla luna, ma è anche il segnatempo ufficiale di James Bond. Ecco perché quando ne viene presentato uno nuovo c’è sempre grande curiosità. Oggi OMEGA ha presentato i nuovi Constellation da uomo.

Eleganza e tecnologia

Un vero capolavoro di stile ed eleganza. I nuovi orologi da 41mm riflettono uno spirito coraggioso e sofisticato, catturando meravigliosamente i tratti distintivi di uno dei modelli più iconici della griffe. Una delle caratteristiche è che molti dei modelli 2020 avranno il cinturino in pelle con interno in caucciù antibatterico. 

Inoltre OMEGA ha integrato alcuni dei suoi più raffinati e avanzati materiali nel design dei nuovi Constellation, anche nei modelli in acciaio inossidabile, in oro 18K o nella combinazione di entrambi. Inoltre, tutte le lunette sono realizzate in ceramica lucida, per avere lo stesso look del Constellation originale del 1982, caratterizzato da un vetro zaffiro lucido. 

Rispetto al passato, gli orologi di questa collezione hanno un immagine più sottile rispetto ai modelli del passato, e anche la corona è leggermente rimodellata. Anche le lancette sono diventate più esili e i nuovi indici prendono ispirazione dallo skyline di Manhattan, più precisamente dalle faccette triangolari della Freedom Tower. 

Pitti Uomo: appuntamento a gennaio 2021. Intanto godiamoci il Pitti Connect!

Ci manca e ci mancherà ancora fino al prossimo mese di gennaio il Pitti Uomo. A causa del Coronavirus, infatti, la kermesse fiorentina, nella sua edizione estiva non avrà luogo. A fine giugno, però, sarà attivo il Pitti Connect.

Tuttavia, riteniamo sia una scelta giusta e coerente con quello che è il momento storico che stiamo attraversando.

“È una decisione dolorosa ma inevitabile – ha dichiarato nei giorni scorsi Claudio Marenzi, presidente di Pitti Immagine – dettata dalle condizioni di difficoltà operativa ed economica in cui si trovano la maggior parte delle aziende manifatturiere e quelle di distribuzione – i negozi, i department stores – e dalle incertezze che tuttora permangono sulle modalità di spostamento da una nazione all’altra, comprese le disposizioni sulle quarantene, che ovviamente condizionano pesantemente i piani dei compratori internazionali. Aggiungo che la prolungata assenza di certezze su sostegni economici governativi ed europei a fondo perduto per la partecipazione a fiere ha inciso molto sulle decisioni degli espositori. La recentissima approvazione del decreto sulla 394/81 è finalmente un buon segnale, anche se lo sarà soprattutto a partire dal prossimo autunno. Da parte nostra ci abbiamo creduto fino in fondo, decisi a mantenere il ruolo dei saloni Pitti come strumento indispensabile di promozione commerciale al servizio della moda italiana e in particolare di quel tessuto di medie e piccole imprese di eccellenza, insieme a quelle artigiane, che rappresentiamo da sempre. Al dispiacere per ciò che questa situazione significa per il sistema industriale della moda si aggiunge il rammarico di non poter contribuire con la capacità attrattiva dei saloni, già in estate, alla ripartenza di Firenze, che nel frattempo fra tante difficoltà sta reagendo con forza e solidarietà per costruire le basi di una sicura ripartenza”.

 “Adesso puntiamo tutte le nostre risorse sui saloni digitali Pitti Connect – aggiunge l’amministratore delegato Raffaello Napoleone – per i quali un decisivo aiuto ci arriva dai fondi dell’Agenzia Ice. Siamo molto fiduciosi nella nostra capacità di fornire alle aziende il vero servizio Pitti, in grado di rispondere alle loro esigenze di business, promozione e comunicazione, soprattutto in questa parte della stagione. Il loro giudizio sulle nuove funzionalità della piattaforma, in questi ultimi mesi e settimane, è decisamente positivo. Quanto alle fiere fisiche, sono stati tre mesi di lavoro appassionato e senza risparmio da parte di tutta Pitti Immagine, con la coscienza di non aver tralasciato niente: dagli investimenti in sanificazione e sicurezza degli spazi espositivi alla progettazione di nuove formule allestitive di qualità e insieme molto economiche, alle convenzioni agevolate con le strutture alberghiere della città. E comunque non escludiamo che da luglio a settembre si riesca a dare un contributo alla ripartenza della città, con progetti o eventi autonomi ma coerenti con la nostra politica. Parallelamente, inizieremo subito a programmare la prossima edizione invernale, per consolidare e sostenere l’auspicabile ripresa delle produzioni e degli scambi commerciali in autunno e all’inizio del 2021”. 

“Desidero anzitutto ringraziare quegli espositori che in mezzo a questa crisi imprevedibile – conclude Agostino Poletto, direttore generale di Pitti Immagine – avevano comunque deciso di partecipare e rinnovare la fiducia ai saloni. A loro come a tutti gli altri do appuntamento, intanto, su Pitti Connect, poi a gennaio. La nuova piattaforma digitale sarà attiva e visitabile a partire da fine giugno, prima settimana di luglio, per aiutare le aziende a rispettare le tradizionali tempistiche della campagna vendite, estendendola poi fino a tutto settembre. Si tratta di un avanzato strumento di networking e di marketplace, che permetterà agli espositori di aumentare la propria visibilità presso decine di migliaia di compratori qualificati, attivare contatti commerciali selezionati e certificati, essere supportati nel gestire ordini e fare eventi e presentazioni live. Questo è un punto decisivo: Pitti Connect è molto più di una showroom virtuale. Avrà la stessa impostazione editoriale e curatoriale di un Pitti come tutti lo conosciamo, ne restituirà in dimensione digitale la ricchezza, la vivacità, la varietà, la forza di coinvolgimento e di comunicazione verso l’intera comunità della moda: collezioni e prodotti presentati secondo percorsi tematici, eventi e progetti speciali con guest di eccezione, aperture ai nuovi fenomeni della moda internazionale, promozione dei talenti emergenti, confronto sugli argomenti più caldi e dibattuti, collaborazioni e partnership con media e altri soggetti della moda”.

Cos’è il Pitti Connect

Pitti Connect è una piattaforma digitale per il networking e un marketplace per generare nuove opportunità di business che anticiperà e integrerà le fiere fisiche dei prossimi mesi. Lanciato come risposta alle necessità extra ordinarie del presente, Pitti Connect vuole rappresentare un nuovo strumento di lavoro capace di contribuire alla ripartenza del mondo della moda, messo seriamente in difficoltà dall’emergenza sanitaria.

La Maison Cilento 1780 omaggia gli eroi anticoronavirus: una cravatta per i medici e gli infermieri

Sono gli eroi del momento: medici e infermieri che con il loro impegno, con la devozione e anche col coraggio, hanno combattuto il prima linea il Covid-19. A medici, infermieri e tutto il personale sanitario italiano la Maison Cilento 1780 ha dedicato una bellissima cravatta.

Mesi trascorsi nel timore e nella paura: quella dei sanitari è una categoria professionale che si è distinta per il grande impegno, senza sosta, per salvare vite umane e rendere meno dolorosa la permanenza in ospedale.

L’omaggio di Ugo Cilento

Ugo Cilento, titolare della Maison Cilento 1780, ottava generazione della storica famiglia specializzata nella realizzazione di abiti sartoriali, cravatte, camicie, accessori e calzature, ha deciso di omaggiare medici, infermieri e operatori del settore sanitario, realizzando una cravatta che rappresenta un ringraziamento collettivo a coloro che nel momento del bisogno erano presenti e in primissima linea.

Pregiata seta, per professionisti di classe

La cravatta, in pregiata seta italiana color blu navy, riporta sul sotto-nodo un piccolo tricolore stilizzato, per ricordare il concetto di unità e fratellanza, sotto la protezione della nostra bandiera; sul codino invece, vengono rappresentati tre operatori che mostrano la scritta “Andrà tutto bene”, frase ricorrente e colma di speranza che ci ha accompagnato durante la fase d’emergenza Coronavirus e una parola semplice ma densa di significato: “Grazie”.

“Ho voluto dedicare una cravatta ai medici agli infermieri e agli operatori sanitari che hanno avuto un ruolo fondamentale in questa situazione così difficile e senza precedenti, rischiando in prima persona. A loro e a nome di tutta l’Italia, va un sentito ringraziamento per il lavoro svolto. Sono loro i veri eroi”, dichiara Ugo Cilento.

Moda: come cambia l’abito da lavoro col Coronavirus?

In questo momento in cui il Coronavirus ci tiene ancora sotto scacco e ci costringe ad indossare la mascherina, oltre a mettere in pratica le norme sul distanziamento sociale, ci si interroga anche sull’outfit per il lavoro. Quali sono i tessuti e i tagli migliori? Come cambia l’abito da lavoro col Covid-19?

L’abito da lavoro: come sarà?

Sarà leggero, riutilizzabile, con la mascherina personalizzata dall’azienda e possibilmente antivirale. Potrebbe essere questa la scelta delle aziende. Così è stato per la Klopman, azienda leader in Europa nella produzione di tessuti per abiti da lavoro con oltre 40 milioni di metri prodotti (1 divisa da lavoro su 3 in Europa è realizzata con tessuti Klopman).

L’azienda che si trova a Frosinone, ha pensato a 4 tendenze  4 tendenze che le imprese seguiranno per vestire i propri collaboratori, indicazioni maturate sulla base di oltre 50 anni di attività ma soprattutto sul mercato globale delineatosi durante l’emergenza COVID-19, in una vasta gamma di settori che vanno dall’automotive, al settore petrolifero ed energetico e soprattutto all’ospedaliero e alla produzione di alimenti.

“La pandemia ha rivoluzionato la vita delle persone e delle aziende da tantissimi punti di vista e l’abito da lavoro come oggetto di uso quotidiano non può fare eccezione. È per questo che come azienda leader nel mercato dei tessuti destinati ad un utilizzo professionale ci siamo subito interrogati su quelle che potranno essere le tendenze del prossimo futuro, anche e soprattutto per soddisfare le esigenze di un mercato globale in rapidissima evoluzione – ha affermato Alfonso Marra, Amministratore delegato di Klopman –  Aspetti come la sicurezza e la sostenibilità ambientale sono destinati ad avere un’importanza di gran lunga maggiore rispetto al periodo precedente alla pandemia e l’abito da lavoro sarà sempre di più non solo una semplice dotazione ma un vero e proprio strumento di comunicazione interna ed una testimonianza dell’attenzione dell’azienda verso i propri collaboratori e la collettività.”

Le 4 tendenze per l’abito da lavoro ipotizzate da Klopman

 NO ALL’USA E GETTA

L’utilizzo massiccio di dispositivi medici usa e getta prodotti con materiali derivati dal petrolio nel corso dell’emergenza COVID-19, ha posto in primo piano non solo il tema dell’approvvigionamento ma anche quello della sostenibilità ambientale vista la necessità, solo per le mascherine, di quasi un miliardo di unità al mese, secondo le stime del Politecnico di Torino. La sempre maggiore attenzione delle aziende alle ricadute sull’ambiente della propria attività porterà a privilegiare abiti riutilizzabili e sterilizzabili più volte.

TRATTAMENTI ANTIVIRALI

I trattamenti antibatterici, oggi utilizzati soprattutto nei tessuti destinati a settori quali l’ospedaliero e l’alimentare, sono stati costantemente perfezionati fino ad incorporare caratteristiche antivirali in grado di abbattere drasticamente non solo i rischi di proliferazione batterica ma anche  la carica virale, fino al 99%. La sicurezza che le aziende saranno in grado di offrire ai lavoratori avrà nella divisa un importante biglietto da visita.

 MASCHERINA PERSONALIZZATA

Sterilizzabile e riutilizzabile più volte per motivi di sostenibilità, personalizzata con il logo o con messaggi aziendali ma soprattutto parte integrante della tenuta da lavoro in termini di design e concezione e non come semplice accessorio. La mascherina è destinata a diventare essa stessa abito da lavoro e dotazione indispensabile da fornire ai propri collaboratori da parte di tutte le aziende. Il tema del riutilizzo è cruciale visto che l’uso massiccio di mascherine usa e getta rischia di creare danni ambientali enormi. Secondo il WWF, l’errato smaltimento o la dispersione in natura anche solo dell’1% delle mascherine usa e getta si tradurrebbe in ben 10 milioni di mascherine al mese disperse nell’ambiente. Considerando che il peso di ogni mascherina è di circa 4 grammi questo comporterebbe la dispersione di oltre 40 tonnellate di plastica in natura. L’utilizzo di mascherine in tessuto tecnico riutilizzabili fino a 50 volte è una soluzione ottimale per limitare gli effetti collaterali dovuti ad un uso massiccio di mascherine usa e getta prodotte con TNT, polimero derivato dal petrolio.

COMFORT E LEGGEREZZA PER ALIMENTARE E OSPEDALIERO

Alimentare ed ospedaliero sono ii due settoriche delineeranno le aspettative di mercato dei prossimi mesi. Il comfort e la leggerezza saranno requisiti ancora più importanti da assicurare ai lavoratori impegnati in prima linea in questi ambiti di attività. Fibre naturali e riciclate, tessuti stretch, vestibilità e traspirabilità saranno caratteristiche imprescindibili per gli abiti da lavoro del futuro.

Se la mascherina è firmata da Carlo Pignatelli diventa un accessorio di stile

La mascherina secondo Carlo Pignatelli

La mascherina è per tutti noi ormai una compagna di vita, anche nel lavoro. Ecco perché oggi è paragonabile ad un accessorio di moda. Sì, anche per gli uomini, non solo per le donne. Raccomandata prima e imposta poi, con il ritorno graduale alla normalità, è diventata un elemento imprescindibile. E lo sarà ancora per molto.

La mascherina come biglietto da visita

Da questo concetto parte la sfida creativa di Carlo Pignatelli che ha voluto trasformare quella che è diventata una necessità in un vero e proprio strumento di stile rendendo la mascherina un incontournable. Perché se quest’ultima farà parte della quotidianità ancora per diversi mesi, il segreto è renderla un accessorio cult che sia in grado di armonizzare protezione e stile facendosi essa stessa identità e biglietto da visita di chi la indossa.

“Un accessorio nato da una necessità che è oramai parte integrante dello stile Carlo Pignatelli per accompagnare l’uomo dalla mattina alla sera, coordinandosi al look  e aggiungendo quel tocco in più in cui è nascosta la nostra idea di eleganza” ha commentato lo stilista torinese.

La mascherina di Carlo Pignatelli sarà in vendita a partire dai prossimi giorni negli store Carlo Pignatelli di Torino, Milano e Firenze e da fine mese in selezionati store multimarca.

Moda: tessuti Viroformula™ per le camicie di Apposta

In tempi di Coronavirus siamo siamo tutti iper attenti all’igiene e alla santificazione di ogni cosa. Figuriamoci di ciò che indossiamo… In tal senso, Apposta, brand che realizza camicie su misura Made in Italy attraverso il suo e-commerce interattivo, ha deciso di inserire tra le tante possibilità di personalizzazione delle camicie, anche quella di scegliere innovativi tessuti Viroformula™ disponibili in popeline di cotone bianco e in versione stretch.

Le caratteristiche dei tessuti Viroformula™

Questo tipo di tessuto fornisce una protezione da virus e da batteri grazie alla tecnologia “HeiQ Viroblock” che impedisce ai tessuti di essere una superficie ospite, frenando attivamente i virus – incluso il Sars-Co-2 – e uccidendo i batteri che vengono a contatto con il tessuto in pochi minuti, aiutando così a ridurre il rischio e la velocità di una loro trasmissione. Niente male davvero!

Il tutto senza compromettere minimante le qualità classiche del tessuto stesso. Le camicie Apposta confezionate con i tessuti Viroformula™, infatti, mantengono infatti la stessa vestibilità delle normali stoffe e sono assolutamente innocue per la pelle perché il trattamento antibatterico e antivirale viene realizzato con sostanze e procedimenti chimico-tessili non irritanti e non nocivi per l’ambiente. 

“La proposta di camicie con gli innovativi tessuti Viroformula™”, ha dichiarato Gianmarco Taccaliti, co-founder di Apposta “conferma che lo spirito d’innovazione di Apposta non si esprime solo nel nostro modello digitale e produttivo “made to order” ma anche nell’offerta, la camicia, in particolare nella ricerca costante di nuovi tessuti tecnici all’avanguardia per rispondere alle tendenze e alle esigenze emergenti”.

Orologi da uomo meccanici o al quarzo: guida all’acquisto

Cosa sono gli orologi meccanici?

Per orologi meccanici da uomo s’intende orologi che presuppongono loro caricamento in maniera manuale, affinché l’apparecchio continui a segnare correttamente l’orario. Questi modelli sono da sempre considerati i prodotti di una sapiente maestria artigianale e di conseguenza anche il loro prezzo era molto elevato. Ma oggi, grazie ad Amazon, il migliore rivenditore online, è possibile accedere a questo prodotto partendo da cifre davvero esigue. 

La qualità, la ricercatezza e il design, sono tutte caratteristiche che Amazon seleziona e certifica per offrire solo il meglio. Grazie alla vastissima varietà di prodotti, ogni gusto e ogni necessità verrà soddisfatta. 

La diversificazione degli orologi meccanici

La grande diversificazione degli orologi meccanici, passa per il prezzo e continua con altre caratteristiche tra cui è possibile scegliere: i colori (selezionati con attenzione tra le ultime tendenze), la larghezza ed il materiale del cinturino (acciaio Inox, pelle, silicone, plastica, nylon), diametro della cassa dell’orologio, composizione del vetro di protezione e resistenza all’acqua. 

Infine, anche per quanto riguarda i marchi, Amazon propone una grande eterogeneità, in quanto ogni brand è associato ad un determinato stile e sta a noi scegliere quello che ci appartiene di più. La scelta ricade infatti tra le migliori marche di orologi meccanici da uomo: VOSTOK, Vostok Amphibian, SEWOR, ALPS, ManChDa, InfiniteU, TREEWETO, Montblanc, Wyler Vetta, GuTe Mechanical, BINKADA, sharprepublic, FORSINING, Lorenz, IWC e JewelryWe.

Ci sono poche cose indispensabili per emergere nel vorticoso mondo del lavoro: conoscenza, messa in pratica e precisione. Alcune di queste sono migliorabili solo attraverso una contnua autocoscienza, ma la precisione è indispensabile in ogni settore della nostra vita. “La puntualità è la gentilezza degli orologi” citava Jean Doutourd, e ogni uomo ed ogni donna ha il proprio. Scegliere quello perfetto non è semplice. Entrano in gioco diversi aspetti, ad esempio il fattore estetico, quello pratico (pensiamo al luogo in cui siamo soliti indossarlo), e tanti altri fattori che tendono a variare da persona a persona. 

Se pensiamo che il primo orologio da polso sia stato inventato negli anni ’20 del 1900 (prettamente per uso femminile, mentra gli uomini avevano l’orologio da taschino), quello in quarzo è sorto poco dopo, nel 1928. Perché scegliere il quarzo? Per diversi fattori. Secondo la stima degli studiosi, l’orologio in quarzo è più preciso di quello meccanico. Nel corso di un anno la sua variazione in negativo è di circa 10-15 secondi spalmati in 0,02 al mese.

Il movimento delle lancette è regolato da un cristallino in quarzo che tende ad oscillare grazie al movimento prodotto dall’energia elettrica della batteria. La sua difettività aumenta a temperature molto alte o molto basse, essendo quasi perfetto a temperatura corporea. Inoltre, rispetto all’orologio meccanico ha un prezzo maggiormente accessibile ed è quindi più economico.

Fonte: https://orologiuomo.net/

Maison Cilento 1780, la cravatta col tricolore entrata in tutte le case degli italiani

L’abbiamo vista al collo del nostro premier Giuseppe Conte: la splendida cravatta che il Presidente del Consiglio dei Ministri ha sfoggiato durante il suo ultimo discorso in tv è firmata Maison Cilento 1780.

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Intimissimi Uomo celebra la primavera con Topolino

Intimissimi Uomo e Topolino: benvenuta primavera!

Forse non c’è mai stato momento migliore per non prenderci troppo sul serio, almeno per quanto riguarda le passioni e la moda. Ed in questi giorni di lockdown e smart working la moda accorre in supporto portando una dose di ironia e irriverenza: Intimissimi Uomo propone una collezione ispirata a Mickey Mouse!

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Cuoio di Toscana celebra il binomio tra moda e musica

Sinonimo di trasparenza, attenzione all’ambiente e qualità Made in Italy, il marchio Cuoio di Toscana esprime la vocazione all’eccellenza del Consorzio Vero Cuoio Italiano.

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Ad Arezzo tornano i DANDYdays! Ecco il programma!

Sabato 2 e domenica 3 maggio ad Arezzo tornano i Dandydays, il quarto raduno nazionale dei dandy che, come ormai tradizione, tornano a darsi appuntamento in una delle città più belle d’Italia.

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