Cegos International Barometer 2026 “Transformation, Skill & Learning”: quali sono le tendenze nel mondo del lavoro
In occasione del centenario dalla sua fondazione, Cegos Group ha presentato i risultati del Cegos International Barometer 2026 “Transformation, Skill & Learning”, un’analisi globale delle principali trasformazioni che interessano il mondo del lavoro, in questo particolare momento storico.
Tendenze, sfide da affrontare, novità all’orizzonte e, naturalmente, la tecnologia che evolve e fa evolvere le esigenze, ma soprattutto gli strumenti di lavoro, sono tra i temi toccati dallo studio. I protagonisti dello studio sono stati ovviamente gli intervistati e tra questi figuravano i professionisti delle Risorse Umane, i lavoratori sui temi del lavoro e della formazione, così come li immaginano da qui al 2035.
Le tendenze principali emerse dallo studio
Tra le principali tendenze che sono emerse dallo studio di Cegos Group emerge che:
- Il 31% dei lavoratori teme la scomparsa del proprio lavoro (26% in Italia)
- Il 74% prevede invece una modifica del contenuto del proprio lavoro (69% in Italia)
- Il 68% dei Direttori HR indica IA e automazione come le principali trasformazioni che avranno un impatto sulle competenze nella propria organizzazione nei prossimi 2 anni (63% in Italia), nettamente davanti ai nuovi modelli di lavoro, alla demografia e alla transizione ecologica
- Secondo i Direttori HR, il 23% dei ruoli attuali è esposto a un rischio di obsolescenza delle competenze entro 3 anni (25% in Italia)
- Il 65% dei Direttori HR privilegia lo sviluppo delle competenze nel ruolo attuale nel rispetto al recruiting (50% in Italia)
- Il 57% sviluppa la mobilità interna verso altri ruoli (50% in Italia)
Dati importanti che mostrano una fotografica, globale e italiana nello specifico, che fa riflettere. Quanto all’orizzonte dell’anno 2035, lavoratori e HR prevedono un mondo del lavoro sempre più tecnocentrico (dati, algoritmi, IA…), più mobile e più agile (smart working, ritmi flessibili…). In tal senso, sono significativi questi dati.
- I lavoratori sono fiduciosi nella propria capacità di adattamento (valutazione media: 7/10)
- Lavoratori e HR ritengono che la priorità sarà sviluppare competenze umane distintive rispetto all’IA (23% lavoratori, 21% HR – 16% e 22% in Italia), seguite dalla garanzia dell’occupabilità, molto lontano rispetto al supporto alla transizione ecologica (solo 9% lavoratori, 8% HR – 8% e 5% in Italia)
- Competenze: formare continuamente e più rapidamente per garantire competitività e occupabilità
- Tuttavia, il 41% dei lavoratori ritiene che la formazione arrivi troppo tardi rispetto al bisogno (53% in Italia)
- Il 91% degli HR afferma che lo sviluppo delle skill è strategico per la propria organizzazione (87% in Italia)
- Il 78% dei lavoratori condivide questa convinzione (72% in Italia)
- 1 lavoratore su 4 percepisce già o prevede un’obsolescenza delle proprie competenze (10% già; 16% a breve – 10% e 12% in Italia)
- Il 77% degli HR a livello globale ritiene la propria organizzazione agile nel rispondere ai bisogni formativi (medesima percentuale sul territorio nazionale)
“Le aziende sembrano aver tratto insegnamento dalle precedenti ondate di trasformazione: assumere non basta, è spesso complesso e non rappresenta necessariamente una soluzione di lungo periodo. La soluzione sostenibile passa attraverso lo sviluppo continuo delle competenze interne, in una logica di anticipazione e mobilità. La leva strategica consiste nel coinvolgere ogni individuo in una dinamica di apprendimento permanente, individuando e sviluppando i talenti”, ha dichiarato Emanuele Castellani,Executive Board Member del Gruppo Cegos e CEO di Cegos Italia.


