CONFASSOCIAZIONI: il 18 luglio a Roma si parlerà di Donne 4.0. E non solo…

angelo deiana

Si avvicina l’appuntamento principale dell’anno per CONFASSOCIAZIONI. Il prossimo 18 luglio dalle 14.30 alle 18.30 al Tempio di Adriano (Roma, Piazza di Pietra) si parlerà del tema strategico del terzo millennio “Donne 4.0: la sfida vincente delle donne nell’era delle reti e dello smart working”.

Si parla di Pink Revolution da più fronti, ma la realtà dei fatti è che le donne hanno un’importanza determinante come e quanto gli uomini nel mondo del business.

Dal 1970 ad oggi, 2 posti di lavoro su 3 creati nel mondo sono stati occupati da donne. Le donne hanno sempre lavorato tanto ma, in questo momento, l’aumento delle donne con un lavoro retribuito contribuisce alla crescita dell’economia mondiale più dello sviluppo della Cina o dell’introduzione delle nuove tecnologie.

Anche se si tratta di un trend con “grandi se e molti ma”, gli aspetti positivi sono che il numero di donne che occupano ruoli di alto livello cresce velocemente e che, oggi, anche le donne più povere hanno più opportunità di lavoro retribuito.

È una delle conseguenza dell’economia della conoscenza che ha spostato le basi dell’economia dai muscoli al cervello, emancipando collettivamente quell’universo femminile che ora, a parere di Confassociazioni, si prepara a guidare gran parte dello sviluppo a livello globale. Dunque, un argomento importante per una conferenza di primissimo livello.

Ma non è tutto.

Nell’occasione, infatti, tutti i partecipanti (fino a esaurimento scorte) riceveranno in regalo “Rilanciare l’Italia facendo cose semplici” il nuovo libro di Angelo Deiana, Presidente di CONFASSOCIAZIONI. Un libro per tutti il cui tema strategico è semplice: per rilanciare l’Italia serve un colpo di reni evocativo, un new deal, un nuovo orizzonte di cose semplici da fare per ritrovare quello che abbiamo perso durante la crisi: il nostro pensiero felice.

È per questo che, come afferma il Presidente, Angelo Deiana, bisogna recuperare una prima capacità semplice: cercare di raggiungere una leadership culturale in tutti i settori possibili. Di leadership culturali, ne avevamo molte, quasi tutte perse ormai. Dobbiamo provare a riconquistarle. Tutte quelle che avevamo.

E, perché no, anche qualche altra. Leadership culturali per trovare un senso durevole in un futuro in cui dovremmo essere quello che non siamo mai stati: azionisti e non obbligazionisti del Paese. Una vera e propria sfida di cambiamento. Una sfida complessa, ma sincera. Investire e non chiedere. Donare e non ricattare. Essere e non avere.

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