CONFASSOCIAZIONI tra tavole rotonde e conferenze: un periodo molto intenso

tavola rotonda confassociazioni 3 ottobre

Altra tavola rotonda importante per CONFASSOCIAZIONI, ovviamente per parlare di Lavoro 4.0. È in programma il prossimo 3 di ottobre a Roma il convegno dal titolo “IL FUTURO DELLE PROFESSIONI CULTURALI – Cosa cambia, cosa resta” organizzato da CONFASSOCIAZIONI Cultura Spettacolo Moda in collaborazione con l’Associazione CIVITnella sala Gianfranco Imperatore, in piazza Venezia.

Una tavola rotonda per guardare al futuro

Come ha infatti affermato Gianfranco De Lorenzo, Presidente di CONFASSOCIAZIONI Cultura Spettacolo Moda di CONFASSOCIAZIONI, con il supporto di Maria Giuseppina Gamma  Vice Presidente con delega alle Professioni Culturali, c’è da dire che le professioni ruotanti intorno all’universo bene culturale, oggi, sono in espansione. Non a caso l’Unione Europea ha inserito il settore fra i bacini di impiego che potranno maggiormente generare nuova occupazione e favorire l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. Questo vale in Europa, ma a maggior ragione in Italia che vanta il più cospicuo patrimonio di risorse storico-culturali. Una potenzialità, quella italiana, che può concretizzarsi proprio attraverso un giusto impiego delle tecnologie, una notevole apertura di orizzonti, uno sguardo rivolto alle più avanzate esperienze internazionali.

Organizzare la tavola rotonda del 3 ottobre con un prestigioso partner come l’Associazione Civita, presso la loro sede in piazza Venezia, come ha detto Adriana Apicella, Direttore Generale di CONFASSOCIAZIONI e Vice Presidente Esecutivo della branch Cultura Spettacolo e Moda, regala una marcia in più poiché rappresenta un importante punto di partenza per successivi nuovi incontri tesi ad analizzare le evoluzioni che le professioni di questo settore hanno avuto con l’introduzione della tecnologia e l’individuazione degli elementi strategici necessari per attivare sinergie tra i diversi attori in gioco. Uno fra questi gli attori del settore Ambiente. Basti pensare alle iniziative che il FAI propone da oltre quarant’anni sul territorio italiano. E di quanto sia importante, come sempre ribadisce Antonio Persici, Presidente di CONFASSOCIAZIONI Ambiente, prendersi cura, difendere e valorizzare sempre più i nostri tesori, sia ambientali sia culturali.

La moda, un valore da difendere

Ma è questo un periodo molto “attivo” per la confederazione guidata da Angelo Deiana. Sempre riguardo il mondo della creatività e delle arti, Tiziana Agnati, Vice Presidente CONFASSOCIAZIONI Cultura Spettacolo Moda, ha voluto mettere in guardia le aziende italiane.  “Qualche giorno fa, Luigi Di Maio, in visita al MICAM di Milano ha confermato l’impegno del Governo ad aiutare le PMI del settore moda. Prendiamo atto positivamente – ha affermato Tiziana Agnati – della dichiarazione del Ministro, anche se ricordiamo che bisognerebbe accelerare un piano di aiuti che avrebbe altrimenti durata ventennale. Anche perché la moda italiana fa bene a tutto il sistema Paese. Nel 2017 il comparto tessile, abbigliamento e pelletteria, ha prodotto un saldo positivo import-export da 19,8 miliardi di euro destinato a crescere ad oltre 24 miliardi nel 2021. Le esportazioni nel 2017 sono cresciute del 4,3%, e, comprendendo i settori collegati come gioielli, cosmetica, profumi e occhiali, si arriva al 6%. L’Italia resta il primo Paese in Europa per valore lordo della produzione di moda con il 41% del totale, seguita da lontano da Germania (11%), Spagna (10%), Francia (8%), Regno Unito (7%).

E ha poi proseguito. “Crescite non riscontrabili in altri settori economici e non dimentichiamo la formidabile promozione dell’immagine del nostro Paese all’estero. Nonostante questo – ha dichiarato la Agnati – facciamo fatica a fare rete. In Inghilterra hanno mandato in campo anche la Regina che, a febbraio, si è seduta in prima fila accanto alla direttrice di Vogue America, Anna Wintour, per assistere alla sfilata di Richard Quinn. Una mossa che ha fatto scalpore e che testimonia quanto sia importante l’appoggio istituzionale anche per questo settore. D’altra parte, negli ultimi 7 anni, Milano si è vista superare da Londra per numero di marchi presenti, tanto da provocare un intervento del nostro Governo a supporto della filiera italiana, con la costituzione di un Tavolo per la Moda. Ma non è bastato: sono reduce proprio dalla settimana della moda di Londra ed il numero di sfilate e di presentazioni è stato ancora una volta maggiore rispetto al numero di sfilate che animeranno la settimana milanese in corso. Ecco perché bisogna partire  da questo presupposto molto pratico. L’estero è il mondo, e non possiamo pretendere che capiscano le nostre contrapposizioni interne.  Quel che serve è presentarsi come un sistema unico, compatto e coeso. Bisogna ripensare a tutto il settore come fosse una holding.  Mi riferisco per esempio alle fiere, dove ha senso presentare una filiera il più possibile completa, o ai centri tecnologici 4.0 che potrebbero essere condivisi. Anche perché il saper fare che contraddistingue le nostre PMI ha fatto sì che colossi come la LVMH producano i propri prodotti di lusso in Italia, andando da alcuni anni ad attingere alle capacità artigianali italiane. Il nostro nanismo imprenditoriale e l’incapacità di fare rete tra gli operatori della filiera stanno diventando un problema. Sarebbero necessari processi di formazione in grado di rendere più solide le realtà più piccole, evitando che diventino preda e satelliti di aziende estere. Così come va benissimo rilevare il legame tra la moda e il nostro patrimonio culturale artistico e storico, eppure siamo forse l’unico Paese in Europa a non vantare un museo permanente della moda tipo il Victoria & Albert Museum di Londra”.

Nel medesimo comparto ha voluto dire la sua anche il Presidente di CONFASSOCIAZIONI Angelo Deiana. “Vale la pena di ribadire che rimane fondamentale e basilare una corretta formazione sulle potenzialità dell’online. I dati parlano chiaro: solo il 12% delle nostre PMI con potenzialità di esportazione sui mercati esteri è in grado di offrire una presenza comprensiva di piattaforma E-commerce, offerte market-place e App dedicata. Sarebbe importante, invece di farci fagocitare dalle multinazionali estere, riuscire a costruire un’operazione strategica sul sistema moda attirando fondi di investimento sul settore e rafforzando le strutture delle nostre PMI con supporti di capitali e competenze che gli consentano di moltiplicare ulteriormente un segmento che, solo nel primo semestre del 2018, ha già generato 25,9 miliardi di euro a livello di commercio internazionale”.

La salute fra lavoro e fattori ambientali

Altro importante avvenimento per CONFASSOCIAZIONI si è tenuto lo scorso 19 settembre. Infatti, presso l’Auletta dei Gruppi Parlamentari, si è parlato di salute con il convegno ‘Emergenza cancro: fattori ambientali modificabili e stili di vita non corretti’ organizzata da SIMA, con la collaborazione di CONFASSOCIAZIONI Ambiente.

“Il proliferare di malattie che hanno origine dall’inquinamento dell’aria, del cibo e delle acque – ha proseguito Antonio Persici, Presidente di CONFASSOCIAZIONI Ambiente – sono una prova inconfutabile di come stiamo rovinando il più grande patrimonio dell’uomo: il pianeta. Guardando i dati dell’Associazione Italiana Registri Tumori, nel nostro Paese ogni giorno circa mille persone ricevono una nuova diagnosi di tumore maligno. Dati inquietanti che non possono essere ignorati e che meritano una riflessione importante. E la missione di CONFASSOCIAZIONI Ambiente è proprio quella di mettere a sistema tutte le realtà sensibili alle tematiche ambientali per dare forza alla realizzazione di iniziative che non si accontentano di cambiare alcuni aspetti della società nella quale viviamo, ma che ambiscono alla creazione di un nuovo modello autentico e sano.”

“Tutelare l’ambiente è un dovere per ogni cittadino – ha concluso il Presidente di CONFASSOCIAZIONI, Angelo Deiana – affinché il suo diritto di vivere sia sostenibile nel lungo periodo. Attraverso momenti di comunicazione e incontro come quello odierno, noi di CONFASSOCIAZIONI (365 associazioni professionali, circa 700mila iscritti, più di 130mila imprese con 4,5 dipendenti medi), vogliamo aiutare tutti a rimboccarsi le maniche, dando vita a un flusso positivo fatto di cura verso l’ambiente, di attenzione verso gli altri, di condivisione di azione e di idee. In sintesi: generare un virtuoso circolo di benessere per le persone e per un mondo che è di tutti e che non va trascurato mai”.

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