Check-up periodico: i controlli medici che devono fare i manager

Check-up periodico: i controlli medici che devono fare i manager

Cosa deve fare un manager per proteggere la propria salute?

Non rimandare quel che c’è da fare e vivere proiettati già nel futuro. Questo distingue i top manager da un manager qualunque. Questo principio si applica anche alla salute di coloro per i quali le giornate risultano infinite e laboriose, cariche di eventi stressanti.

Cosa può fare un manager per tutelare e proteggere la propria salute e il proprio benessere pur avendo poco tempo a disposizione per destreggiarsi tra esami e visite?

Attualmente sono nati veri e propri percorsi per questi professionisti che li agevolano nella tempistica, ottimizzando la giornata in modo da ottenere il maggior numero di referti e diagnosi.

Il check-up periodico per un manager

Il check-up periodico è ritenuto uno strumento utile per anticipare o identificare nelle fasi precoci il manifestarsi di una malattia. Il suo valore strategico è universalmente riconosciuto, tanto da essere uno dei mezzi di promozione della salute e di prevenzione più utilizzati in tutto il mondo.

L’obiettivo del controllo periodico è quello di disegnare il profilo sanitario personale, attraverso esami clinici e diagnostici, decisi sulla base della storia familiare e clinica. Diversi centri medici convenzionati propongono “pacchetti” per i manager, soprattutto in alcuni periodi dell’anno.

I medici ,attraverso il check-up, possono valutare sulla base del sesso, dell’età e delle attività caratteristiche del paziente, i fattori di rischio che provocano l’insorgere di molte malattie e disfunzioni. Per eseguire il check up, vengono selezionati gli esami personalizzati utili alla prevenzione e alla diagnosi precoce di malattie allo stadio iniziale. Solo in questo modo è possibile favorire un intervento precoce sulla malattia iniziale e ridurne la progressione e le complicanze. Il check up deve inoltre indirizzare il professionista verso uno stile di vita che possa garantire il migliore benessere possibile. Il medico deve evidenziare quei fattori di rischio che, se sottovaluti, possono essere dannosi. Il fumo, l’alcool, le cattive abitudini alimentari, l’insufficiente attività fisica, il sovrappeso, lo stress, sono alcune delle abitudini su cui è possibile intervenire, purché lo stesso individuo ne prenda coscienza.

Ciascun profilo è personalizzabile in base ai dati dell’anamnesi, alle indagini preliminari ed alle richieste specifiche suggerite da ciascun manager. Il percorso clinico prevede gli esami di laboratorio di routine e dosaggio del PSA per la valutazione prostatica negli ultra 50enni, visite specialistiche quali, visita cardiologica con ECG, ecografia dell’addome, visita otorinolaringoiatrica e Rx torace se il paziente è fumatore, visita dermatologica per la prevenzione del melanoma, visita oculistica ed ecocolordoppler dei tronchi sovra-aortici.

A chi lo desidera viene proposta anche una consulenza nutrizionale per impostare una dieta ad personam, affinché anche dal punto di vista alimentare ci sia un equilibrio che possa garantire energia ed efficienza durante la giornata.

Il percorso clinico prevede alla fine una relazione clinica conclusiva completa. Ritengo che questa sia una strategia ottimale per dei manager in salute, insomma…mens sana in manager sano!

 

A cura della Dott.ssa Francesca Bocchi

 

 

Tratto da Uomo&Manager di Febbraio 2019

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