Economi e tesorieri: quali sono le differenze?

economo e tesoriere

Nel linguaggio quotidiano e basandosi sull’immaginario personale, può capitare di confondere i ruoli di economo e tesoriere, pensando che entrambi si occupino indistintamente della gestione del denaro all’interno di un’organizzazione.

In realtà, si tratta di figure professionali distinte, con competenze e responsabilità diverse. Come si può evincere banalmente anche da una scheda sui corsi di laurea triennale in economia e management di un’università online come Niccolò Cusano, i compiti di economi e tesorieri sono fondamentalmente molto diversi, per quanto si rifacciano alle stesse conoscenze nell’ambito squisitamente finanziario e contabile. Entrambi lavorano in contesti strutturati, sia pubblici che privati, e il loro operato è cruciale per il buon funzionamento dell’ente o dell’azienda. In questo articolo vedremo nel dettaglio quali sono le differenze. 

L’economo: tra contabilità generale e bilanci

L’economo è il professionista responsabile della gestione amministrativa e contabile dell’ente. Il suo lavoro si concentra principalmente sulla contabilità generale, ovvero sulla registrazione, classificazione e controllo dei movimenti finanziari ed economici. È lui che redige i bilanci preventivi e consuntivi, monitora costantemente le spese e tiene sotto controllo la situazione patrimoniale dell’organizzazione. La sua attività comporta anche la stesura di report e documenti contabili da presentare agli organi di controllo, garantendo che ogni operazione rispetti i criteri di trasparenza, efficienza e conformità normativa. In ambito pubblico, l’economo può avere anche compiti legati all’acquisto e alla gestione di beni, occupandosi dell’intero ciclo di approvvigionamento. 

Il tesoriere: gestione operativa della liquidità

Il tesoriere, invece, si occupa prevalentemente della gestione della liquidità e dei flussi di cassa. La sua priorità è garantire che l’organizzazione disponga sempre dei fondi necessari per coprire i propri impegni finanziari, sia a breve che a medio termine. Questo significa pianificare e monitorare quotidianamente entrate e uscite di denaro, gestire i conti bancari e mantenere relazioni con gli istituti di credito per negoziare condizioni vantaggiose e strumenti di finanziamento. Il tesoriere svolge un ruolo operativo e dinamico, molto vicino all’attualità finanziaria dell’ente. Quando necessario, valuta anche strumenti di investimento a breve termine per ottimizzare le risorse disponibili, tenendo sempre presente l’obiettivo di stabilità e solvibilità.

Competenze simili, responsabilità differenti

Economi e tesorieri condividono una solida formazione di base in economia, contabilità, diritto commerciale e finanza aziendale. Queste competenze però si traducono in responsabilità molto differenti. L’economo ha un approccio di tipo amministrativo e contabile, con una visione strutturata e di lungo periodo. Il tesoriere, al contrario, si concentra sull’operatività finanziaria quotidiana e sulla capacità dell’organizzazione di affrontare impegni imminenti.

Due carriere, due approcci

Scegliere tra diventare economo o tesoriere significa orientarsi verso due carriere complementari ma distinte. Chi preferisce l’analisi contabile, la stesura dei bilanci e l’organizzazione delle risorse economiche, troverà nell’economo una figura in cui rispecchiarsi. Al contrario, chi è più attratto dal controllo dei flussi di cassa, dalla relazione con le banche e dalla gestione attiva della liquidità, potrà trovare soddisfazione nel ruolo di tesoriere. In entrambi i casi, si tratta di figure molto richieste e con ampi margini di carriera. Dal report annuale Unioncamere sul mondo del lavoro, l’indirizzo economico è il più richiesto con 205mila posti di lavoro, con 29,7% della domanda totale di laureati. Il Ral di partenza è mediamente di 26.000 euro l’anno, che aumenta in maniera esponenziale se si aggiungono competenze strategiche, come quelle digitali e STEM.

(Pubbliredazionale)