Fatture non pagate o in pagate in ritardo: l’allarme lanciato dal Gruppo IREC

residente del Gruppo IREC, Victor Khaireddin

Molte partite IVA e aziende non stanno vivendo un buon periodo a causa dei problemi causati dal Covid-19, tra chiusure forzate, limitazioni e ritardi nei pagamenti che innescano poi un ulteriore ritardo a catena nei saldi delle fatture ai fornitori o degli stipendi a dipendenti e collaboratori.

In particolare le partite IVA hanno il triste primato di 1 fattura su 2 che non viene pagata. A porre l’accento sulla questione è il Gruppo IREC, che si occupa di gestione e recupero dei crediti commerciali, che ha analizzato la situazione effettuando un sondaggio su oltre 1000 liberi professionisti (dall’architetto al commercialista, dal geometra al grafico, dai consulenti web agli avvocati e così via).

Dallo studio, è emerso che queste categorie hanno chiuso l’ultimo trimestre 2020 con una media di oltre il 55% delle fatture non pagate a scadenza. Questo vuol dire che più di 1 fattura su 2 non viene incassata correttamente e questo dato, purtroppo, è in peggioramento.

In Italia sono 4,6 milioni le partite IVA, secondo gli ultimi dati Eurostar, il numero più alto tra tutti gli stati membri dell’Unione Europea, con la Francia e la Spagna che non raggiungono i tre milioni di lavoratori autonomi, e la Germania che ne conta “appena” 3,5 milioni. Se consideriamo che le partite IVA nel nostro paese rappresentano circa il 17,5% dei cittadini di età compresa tra i 20 e i 64 anni, è evidente come queste contribuiscano in modo importante al mantenimento e allo sviluppo dell’economia nazionale, e quanto le loro difficoltà possano avere conseguenze su tutto il tessuto economico.

Quali sono i settori più colpiti

I settori più colpiti sono la ristorazione, il turismo e il settore alberghiero, dove i ritardi nei pagamenti raggiungono addirittura il 71% delle fatture, con differenze importanti anche tra le Regioni. I ritardi più significativi si registrano in Sicilia (fatture pagate in ritardo 78%, il 31% con ritardo maggiore di 90 giorni), Sardegna (fatture pagate in ritardo 74%, il 29% con ritardo maggiore di 90 giorni) e Umbria (fatture pagate in ritardo 73%, il 26% con ritardo maggiore di 90 giorni).

“L’esercito delle partite IVA è composto da professionisti particolarmente produttivi, che generano lavoro anche per altri individui e fanno girare l’economia in modo importante. Eppure, gli aiuti statali offerti a tale categoria sono stati decisamente insufficienti. – Spiega il presidente del Gruppo IREC, Victor Khaireddin – Molti di loro hanno spese ingenti da sostenere, costi fissi che non possono essere abbattuti, fornitori, ma anche collaboratori da pagare. Appare, dunque, evidente come il bonus di 600 Euro sia risultato in molti casi del tutto inadeguato e, purtroppo, anche i nuovi strumenti messi a disposizione non bastano. Inoltre, interrogando circa 100 consulenti del lavoro che gestiscono contratti di migliaia di lavoratori subordinati o di collaborazione, abbiamo constatato che l’84% di questi non si è visto rinnovare il contratto scaduto nei mesi della pandemia, obbligando un numero considerevole di persone ad attingere agli ammortizzatori sociali. Questa percentuale arriva addirittura al 92% nei tre settori maggiormente colpiti”.

“I professionisti hanno certamente una struttura più flessibile rispetto ad una grande azienda, ma hanno spesso meno risorse e un minor cash flow, e questo può renderli più vulnerabili sotto certi aspetti. – Prosegue Khaireddin – Ovviamente la preoccupazione e la tensione degli operatori dei settori che stanno soffrendo di più continua a salire, non vedendo nelle azioni portate avanti, una data di conclusione e quindi soprattutto di ripartenza. A questo punto viene da chiedersi, se queste persone non hanno più un introito e gli strumenti introdotti da parte del governo non sono sufficienti, come spesso abbiamo visto fin ora, che misura di sostegno si intende attuare? E, soprattutto, questo esercito di partite iva e dipendenti che attingeranno nei prossimi mesi ad ammortizzatori sociali, creeranno un conto molto importante. Come ha intenzione il governo di rientrare di tali somme? Tassando? Sappiamo che trovare i soldi per aiutare tutti è impossibile, è la vecchia storia della coperta troppo corta che in ogni caso scontenta sempre qualcuno. Tutto questo sta producendo, infatti, un conto enormemente salato che, ovviamente, prima o poi ci verrà presentato”.

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