Giochi e lotterie: gli uomini reagiscono diversamente dalle donne

È quanto emerge chiaramente da uno studio australiano: gli uomini hanno reazioni diverse dalle donne che si cimentano in giochi, slot machine, lotterie e casino online. Di fronte alla sconfitta o alla perdita di denaro, dunque, non siamo tutti uguali e vi è anche una differenziazione di genere.

Lo dice chiaramente uno studio pubblicato qualche mese fa sul Journal of Gambling Studies e realizzato dai ricercatori dell’Australian Gambling Research Centre e dalla Swinburne University of Technology.

Gli studiosi hanno preso in esame un campione di 1185 giocatori regolari, di cui 580 uomini e 605 donne. Di questi, ben 388 erano classificati come “giocatori molto assidui e con problemi di dipendenza” in base ai parametri stabili dal Problem Gambling Severity Index. Monitorando il campione, i ricercatori hanno potuto osservare come gli uomini siano maggiormente predisposti a reagire alla perdita di soldi con la rabbia: le reazioni più frequenti sono imprecazioni, calci alle macchinette e pugni sulle console. Le donne, invece, manifestano tutta la delusione della perdita con pianto e una inferiore cura del proprio aspetto fisico.

Ma non è tutto, perché confrontando i comportamenti dei 338 giocatori assidui e con problemi di dipendenza, lo spettro delle reazioni è risultato più variegato nel gruppo delle donne, mentre in quello degli uomini sono maggiormente stereotipate. Questi risultati forniscono un aiuto importante per chi gestisce le sale slot, perché conoscendo in dettaglio le possibili reazioni di uomini e donne, il personale può a sua volta rispondere con comportamenti adeguati. Anche le istituzioni possono trarre giovamento e fornire ai possessori delle licenze delle linee guida sui comportamenti che il personale deve tenere in caso di reazioni scomposte o non in linea con la normalità delle regole civili.

Non tutti i giocatori sono “problematici”

Attenzione, però, a non considerare tutti coloro i quali giocano a slot machine e macchinette come “giocatori problematici”. A fare chiarezza sullo stato delle cose, è infatti il Rapporto 2017 sulla “Percezione sociale del gioco d’azzardo in Italia” pubblicato nel mese di marzo e presentato in occasione di un evento presso la LUISS Guido Carli di Roma. Il lavoro è stato coordinato e curato dai docenti dell’ateneo capitolino, Luciano Monti e Fabio Marchetti in collaborazione con la Fondazione Bruno Visentini e la spagnola Fundacion CADERE, che a sua volta si è fatta aiutare dai ricercatori dell’Università Carlos III di Madrid.

Ebbene, dal rapporto emerge che diversi luoghi comuni che spesso finiscono al centro di inchieste giornalistiche possono essere tranquillamente sfatati. Molti, infatti, pensano banalmente che la maggior parte delle persone che giocano a slot, casino online etc. siano a prescindere giocatori problematici. In realtà, le cose non stanno proprio così, perché dal Rapporto emerge che il 44% dei cittadini italiani di età compresa fra i 18 ed i 75 anni ha giocato almeno una volta nell’ultimo anno, ma solo lo 0,9% su può considerare come percentuale “problematica”.

Insomma, il problema non è tanto il gioco d’azzardo in sé, quando il contesto che circonda, le problematiche culturali e familiari che portano al gioco. Se, infatti, c’è un giusto equilibrio tra profitto ed etica, il giocatore non sarà problematico, bensì responsabile.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *