Giornata Mondiale della Traduzione: 5 malintesi comuni nelle videocall internazionali
In occasione della Giornata Mondiale della Traduzione, la la startup italiana Hi7O , che ha sviluppato una piattaforma di AI capace di tradurre un discorso interpretandone il contesto, ha preso in esame i 5 malintesi linguistici più comuni nelle videocall internazionali, strumento sempre più utilizzato per incontri di lavoro.
Un modo di dire, un luogo comune, una frase fatta, se tradotti male, possono risultare poco apprezzati o non compresi e compromettere l’esito di una videcall di lavoro. Secondo una ricerca pubblicata dalla Harvard Business Review, infatti, l’89% dei professionisti ritiene che le barriere linguistiche abbiano un impatto negativo sulla produttività dei team. Inoltre, un’indagine della Society for Human Resource Management (SHRM) rileva che il 72% dei dipendenti in team multiculturali sperimenta frequentemente fraintendimenti dovuti alle differenze linguistiche.
È fondamentale dunque che questo non accada. Ma quali sono i 5 malintesi linguistici già frequenti? La risposta ci arriva da una analisi di Hi7O, piattaforma SaaS di traduzione simultanea capace di interpretare il contesto, il tono e l’intenzione delle frasi, che restituisce in tempo reale il senso autentico del discorso tra due professionisti di lingue diverse.
I 5 malintesi linguistici già frequenti
Ecco cinque esempi reali, tratti da lingue diverse, per i quali spesso si può incorrere in errori di interpretazione.
“Ich verstehe nur Bahnhof” – la traduzione letterale è: “capisco solo stazione”, un modo tedesco per dire “non capisco nulla”. Detto in una call senza spiegazioni rischia di suonare del tutto assurdo e fuori luogo.
“Faccio un salto in riunione” – in italiano è una formula informale per dire che si partecipa velocemente a una call, ma tradotta letteralmente può sembrare un gesto fisico piuttosto bizzarro per chi non è madrelingua.
“Let’s table this topic” – nel business inglese britannico significa rimandare un argomento a data da destinarsi, ma in inglese americano “to table” vuol dire esattamente il contrario, cioè iniziare a discuterne subito.
“Estar empanado” – in Spagna si usa per indicare qualcuno che è distratto. Tradotto letteralmente (“essere impanato”), può confondere o sembrare addirittura offensivo.
“C’est pas terrible” – in francese si usa per dire che qualcosa è mediocre o negativo. Chi lo interpreta alla lettera come “non è terribile” rischia di fraintenderlo come un giudizio moderatamente positivo.
“L’idea di Hi7O nasce dopo anni passati a lavorare in team internazionali, spesso in ambienti tecnici dove anche chi parla come un madrelingua può trovarsi in difficoltà a capire veramente ciò che si vuole dire. Ho voluto costruire uno strumento che non si limitasse a tradurre parole, ma che aiutasse davvero le persone a capirsi nel concreto, anche durante una riunione o una formazione tecnica. Non è solo un progetto di AI: è una risposta a un reale problema umano”, racconta Matteo Pelosi, CEO e founder di Hi7O.
Per evitare malintesi negli incontri di lavoro in videcall, Hi7O offre questi semplici suggerimenti:
• Considerare le differenze culturali nei toni e nei rituali della comunicazione, come l’ironia, l’uso di silenzi o la preferenza per frasi più dirette o indirette a seconda del Paese.
• Semplificare il linguaggio, preferire frasi brevi, strutture dirette e parole universali, evitando il più possibile ambiguità o formulazioni troppo intricate e complesse.
• Limitare espressioni idiomatiche e modi di dire, che raramente trovano un equivalente chiaro in un’altra lingua. Una battuta “ben piazzata” può diventare un momento di confusione.
• Fare attenzione ai “falsi amici” linguistici, come “actual” e “attuale” o “sensible” e “sensibile”, che sembrano simili tra lingue ma significano cose diverse.



