I manager più stressati? Quelli che operano nel mondo della finanza

stress da coronavirus

I manager più stressati in assoluto sono quelli della finanza. Come potrebbe essere altrimenti? Sempre all’erta in un mercato che non si ferma mai e che soprattutto vive di instabilità dovuta a mille e più fattori. La conferma arriva da una ricerca svolta ADP, multinazionale leader nell’ambito della gestione delle risorse umane, denominata The Workforce View 2020 – Volume Uno”.

Lo studio ha coinvolto bel 32500 lavoratori in tutto il mondo, 2000 in Italia, ed ha esplorato le opinioni dei dipendenti riguardo alle problematiche attuali sul posto di lavoro e il futuro che si aspettano. 

I manager più stressati: il mondo della finanza è davvero duro

I dati sono inequivocabili e chiari. In testa ai settori più stressanti c’è quello della finanza, con una percentuale del 93%, seguono i servizi professionali con il 90% (pubblicità, pubbliche relazioni, consulenza, servizi commerciali, legale, contabilità, architettura, ingegneria, progettazione di sistemi informatici) e chi lavora nel campo media/informazione (editoria, radio, televisione, cinema…) con l’87%. Una media molto alta se si tiene conto che quella italiana e del 66%.

Inquietante il dato del numero delle ore lavorate: infatti è emerso sempre dallo studio che il 30% dei lavoratori del mondo della finanza fa almeno 5 ore di straordinari a settimana, il 25% arriva a 10 ore settimanali, il 6% fino a 15 ore mentre il 5% fino a 20 ore.

Il 45% pensa inoltre di essere pagato correttamente per le proprie capacità e esperienza, il 31% pensa di essere sottopagato, il 33% vorrebbe avere più responsabilità, più autonomia e un ruolo più senior, il 7% pensa invece di ricoprire un ruolo per cui non è abbastanza qualificato.

I motivi dello stress

Quali sono i motivi che portano tanto stress? Non è difficile immaginarli… Ansia del risultato, eccessiva mole di lavoro, senso di frustrazione derivante da una paga poco premiante o da una carriera che stenta a decollare nonostante i numerosi sacrifici, ma anche la preoccupazione di non poter coniugare al meglio lavoro e vita privata.

Attualmente, alle classiche cause, bisogna aggiungere lo stress da Covid-19: iproblemi di autoisolamento e sicurezza sul lavoro incidono molto sui lavoratori, mentre il “superlavoro” rappresenta un rischio per chi lavora in smartworking, ovvero per chi si trova a dover imparare a gestire un tempo lavorativo che entra ormai prepotentemente in quello famigliare o privato.

“Lo stress eccessivo e cronico può portare il lavoratore ad avere problemi di salute psicologica. Chi lavora nel mondo finanziario è costantemente posto sotto pressione da più variabili che spesso non dipendono neanche da lui stesso. Pensiamo ad esempio a quanto accaduto con la pandemia: crollo dei mercati, ansia dei risparmiatori, assicurazioni sanitarie non sufficienti… chi lavora in questo settore ha risentito moltissimo del periodo Covid. Gestire e avere la responsabilità di grosse somme di denaro può essere davvero angosciante in certi casi. I datori di lavoro e i responsabili HR, dovrebbero prendere in considerazione l’importanza di alleviare l’onere per i lavoratori sotto pressione. I team delle risorse umane possono svolgere un ruolo importante in modo che il personale si senta supportato” commenta Marisa Campagnoli, HR director di ADP Italia.

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