Il CEO fa la differenza nella scelta dell’azienda in cui lavorare
Quanto conta il CEO per le aziende? Troppo facile dire che la risposta è tantissimo. Ma non solo per quello che si può pensare, ovvero per la capacità di rendere la stessa più performante e ricca. Infatti, secondo uno studio di Robert Walters, che ha coinvolto 2.000 professionisti, evidenziando quanto la credibilità e lo stile di leadership dei vertici aziendali influenzino la scelta di un nuovo ruolo e il livello di fiducia interno, è emerso che il 50% dei professionisti rifiuterebbe un’offerta di lavoro in base al comportamento e alla credibilità del CEO.
Un dato, questo, estremamente significativo e che mette, semmai ce ne fosse bisogno, al centro dell’azienda il suo management ed in particolare, il suo numero uno, per una ragione in più.
Dallo studio è emerso anche che oltre un terzo dei professionisti (35%) riconsidererebbe un’offerta di lavoro, seppur interessante, in base alla figura del CEO, anche in presenza di un buon rapporto con il proprio manager diretto. Un ulteriore 15% rifiuterebbe a priori un’offerta esclusivamente sulla base della persona che ricopre il ruolo di Amministratore Delegato.
“Il ruolo del CEO in Italia ha assunto una visibilità e una rilevanza senza precedenti: oggi i leader non sono solo responsabili della strategia, ma rappresentano un punto di riferimento valoriale per l’intera organizzazione”, ha dichiarato Walter Papotti, Country Director di Robert Walters Italia, che poi ha aggiunto. “Sempre più professionisti italiani valutano un’opportunità lavorativa anche sulla base della comunicazione, della visione e del comportamento del CEO”.
Le qualità essenziali per un CEO
Ben 2 professionisti su 5 (41%) sostengono che il valore principale del CEO risieda nella capacità di guidare con l’esempio, ovvero essere un leader e non un boss. A seguire, gli intervistati sostengono che altri valori essenziali siano la capacità di ascoltare ed essere empatici (25%) e quella di prendere decisioni efficaci, valorizzando i contributi delle figure più esperte (21%).


