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Il grande cambiamento

All’inizio di tutte le storie che vogliono guardare oltre, c’è sempre una domanda iniziale che guida il racconto, la narrazione, la corsa verso l’orizzonte. Come possiamo accorgerci che è passata la tempesta perfetta?

E soprattutto, cosa succede dopo? Domande facili, risposte difficili. Anche perché ogni interpretazione ci porta in un territorio disseminato da ombre ed incertezze. Partiamo dalle cose semplici: una tempesta perfetta è sempre preceduta da segnali lontani e deboli, da piccoli presagi di inquietudine, di disordine, di insofferenza alle incrostazioni del presente, di caos. Piccoli vortici che, poco a poco, diventano la tempesta. Ma dobbiamo anche capire altro: quando torna la calma, accade qualcosa di completamente inatteso. È quello che è successo e sta succedendo anche questa volta. Abbiamo affrontato una crisi epocale, le sue conseguenze, i suoi crepacci profondi: poi, ad un certo punto, ci siamo accorti che stava arrivando la sorpresa, l’inatteso, l’imprevedibile. Il nuovo. L’era della Rete e della velocità.

Dobbiamo mettere tutto in discussione

Dovevamo fare la domanda giusta perché le risposte diventassero semplici. L’insieme delle intelligenze connesse in Rete ha smesso di essere considerato un semplice database e sta diventando la nostra coscienza collettiva. E la ricerca di dati e informazioni attraverso la Rete si svilupperà a prescindere dal mezzo tecnologico per diventare quasi solo una questione di fiducia tra persone.  Ma questo accadrà solo dopo: ora tutto deve essere messo in discussione perché bisogna cambiare approccio, intercettare la conversazione, connettere il mondo, costruire un dialogo, invitare gli amici, scambiare le informazioni: in una parola, condividere. È un obiettivo ambizioso: fare tutto e a tutti i costi è un tentazione primordiale, antica e irresistibile, come quella che ci prende quando vogliamo stravincere a Risiko.  Una tentazione pericolosa perché viene a tutti una voglia matta di dominare il mondo, di oltrepassare i confini, le ennesime Colonne d’Ercole, vivendo e moltiplicando on-line le nostre stesse vite.

A maggior ragione, adesso che i social network hanno reso visibili e misurabili, come mai fino ad ora, le relazioni personali. La nostra nuova famiglia allargata: gli amici di Facebook, i followers di Twitter, i colleghi di Linkedin, gli influencer di Instragram. È per questo che all’orizzonte percepiamo i primi segnali del grande cambiamento. Basta accendere il nostro smartphone e capire che qualcuno sta lavorando ad un’interfaccia semantica capace di capire le domande formulate con il linguaggio naturale e ottenere le risposte soddisfacenti. Forse non ci si può ancora fidare del tutto, ma il futuro sembra essere nella ricerca di una conversazione con qualcuno di cui ci si fida. Un salto di paradigma, un processo evolutivo senza precedenti che ci porterà oltre, forse altrove. 

A cura di Angelo Deiana

Tratto da Uomo&Manager di Giugno 2018

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