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Il mondo nuovo della Rete, la relazione delle relazioni

mondo nuovo della Rete

Il mondo nuovo della Rete: le considerazioni di partenza

Vogliamo ribadirlo ancora una volta. Siamo in un mondo nuovo in cui le caratteristiche che un tempo differenziavano un prodotto o un servizio invecchiano rapidamente perché i concorrenti copiano e migliorano la struttura di base. Volete sapere quale è la vera innovazione?

Una sola: qualsiasi cosa facciate pragmaticamente, le relazioni e i legami valgono più di qualunque altro fattore competitivo. Una sola conseguenza. Negli anni a venire conterà solo una cosa: capire se gli altri arriveranno a conoscervi e a fidarsi di voi. Il capitalismo intellettuale 5.0 è costruito sulla fiducia.

Il problema è sempre lo stesso: l’economia delle reti e dell’interdipendenza ha reso la conoscenza e le competenze, beni praticamente gratuiti ad alto tasso di sostituzione. In un mondo in rapido cambiamento non c’è competenza, per quanto preziosa possa apparire, in grado di durare più di qualche semestre.

Come possiamo allora pensare che possa durare un’intera carriera professionale? Non c’è sistema, per quanto sofisticato, che possa resistere all’attacco di una concorrenza che sarà sempre più in grado di acquisire a basso costo le informazioni necessarie per “copiare” la qualità abbattendo il prezzo. Un risultato che può essere raggiunto da tutti, persone, organizzazioni o tecnologie. Contratti complessi che un tempo venivano costruiti da avvocati pagati profumatamente si possono scaricare gratis da Internet.

Ma la fiducia, l’attenzione, la reputazione non si possono sostituire. Si può esternalizzare tutto ma non le relazioni, la cosa più preziosa che tutti noi possediamo. Perché sta succedendo tutto questo? Perché la Rete è il medium più sociale che esista. E sempre di più il vero specchio del “villaggio globale”, di cui riflette e rivela i crimini e le aberrazioni, così come i successi ed i momenti più alti. Non a caso la stragrande maggioranza delle informazioni e dei servizi che si trovano in Rete è completamente gratuita: una miniera di informazioni e conoscenze preziose e a costo zero. Vere o false che siano. E questo rappresenta un problema per la logica commerciale delle aziende e dei media storici. La Rete funziona perché è l’esempio concreto della gratuità della comunicazione umana. Una logica profonda, individualista e libertaria, ma anche altruistica e collaborativa in cui ognuno di noi sa che, investendo una parte di se stesso (tempo, conoscenza, relazioni) riceverà in cambio in termini di vantaggio collettivo ed individuale molto di più di quanto ha donato. La logica della staffetta.

Il sapere è a portata di click

Sapete perché è una logica efficace? Perché, per la prima volta, la Rete riesce a conciliare l’interesse individuale con quello comunitario e sociale. Correre con i primi senza dimenticare gli altri. Un risultato straordinario: in passato, le uniche che hanno raggiunto questo scopo, sono stati le grandi religioni rivelate. Volete un altro slogan sintetico? Eccolo: connessioni di tutto il mondo unitevi! In generale, l’evoluzione dei media ha sempre caratterizzato le diverse epoche della Storia dell’umanità, proprio perché i media influiscono su un’attività assolutamente primaria dell’uomo: la comunicazione. Il linguaggio, la scrittura e la stampa sono stati i protagonisti dei salti di paradigma della Storia. È per questo che la Rete è diventata lo strumento essenziale per la competitività e il cambiamento. Le informazioni tutte (vere o fake che siano) sono continue, tempestive, 24 ore su 24, con scarsissime censure e controlli, sono globali e vengono discusse, criticate e approfondite in tempo reale nei forum, nei blog, ovunque. E tutto ciò può essere fruito in piena libertà, senza che l’utente debba sottostare alla programmazione decisa unilateralmente da qualcuno. La scelta è singola e a portata di click. Con un’ulteriore conseguenza che non va mai dimenticata o sottovalutata: non è praticamente più possibile avere segreti o, almeno, mantenerli a lungo. Perché il segreto è un aspetto costitutivo del potere e, dunque, non riuscire a nascondere segreti rappresenta una minaccia enorme per il fatto stesso di esistere. Per tutti. Non a caso la Rete è strettamente controllata da qualsiasi governo in particolare da quelli dittatoriali e autoritari, ma anche da quelli democratici. Non dimentichiamolo. Ma, per controllarla e difendere il segreto, l’unica possibilità è impedire che le persone accedano. Una volta che l’accesso è libero, è difficile opporre vincoli seri e duraturi. È per questo che il diritto all’accesso dovrebbe diventare un vero e proprio diritto costituzionalmente protetto.

La società della reputazione

In sintesi, la Rete può contribuire a diffondere il bene, le cose buone, oppure anche le sottoculture intolleranti o fanatiche, così come generare e consolidare comunità virtuali chiuse e autoreferenziali. Del resto, ne dovremmo essere tutti consapevoli: la libertà non ha solo e sempre effetti positivi, ma anche ricadute a volte negative. Ma tutto questo, per quanto pericoloso, è sicuramente sempre preferibile alla non libertà. E comunque la Rete, dando voce per la prima volta a milioni di persone e a migliaia di comunità, sviluppa un sistema di culture aperte al confronto. Lo dicevamo all’inizio. Virtualmente superato da reti che, attraverso i processi di condivisione, eliminano il concetto di scarsità nei beni materiali così come nella conoscenza, il capitalismo si perpetua impiegando una nuova (per lui) risorsa abbondante, l’intelligenza umana, per produrre scarsità di qualcosa d’altro: attenzione e fiducia continuative nel tempo. In altri termini, reputazione. È una nuova era, è l’avvento della società della reputazione. La vita intellettuale di ognuno diventa il capitale più prezioso. La frontiera tra lavoro e non lavoro tende a sfumare perché il nostro tempo, in qualunque modo impegnato, diventa valore.

A cura di Angelo Deiana 

 

Tratto da Uomo&Manager di Marzo 2019

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