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La @-leadership e il marketing dell’innovazione

@-leadership

Nelle aziende vincenti il talento è più importante delle risorse finanziarie. Il capitale umano è infatti l’elemento chiave della catena produttiva di imprese pubbliche e private che – anche in virtù dei cambiamenti introdotti dalla Quarta Rivoluzione Industriale – assumono il ruolo di organizzazioni senza «altra esistenza se non quella delle persone che la fanno vivere». (G. Morgan).

Operai, impiegati, manager, clienti e fornitori, tutti partecipano ai processi di innovazione e rappresentano lo snodo attraverso cui si misura la performance d’impresa.
Un’azienda competitiva ha quindi bisogno di competenze sempre più ibride, di risorse digitali per produrre qualità e di capacità predittive per anticipare le tendenze di mercato.

Accelerare il cambiamento

C’è però molto da fare. In primo luogo, è necessario ritrovare una rigenerata spinta alla creatività, orientata all’integrazione di nuovi modelli di organizzazione del lavoro. È poi necessario sviluppare una visione di lungo periodo nella gestione dei team e un management preparato alla digitalizzazione dei processi industriali. In questo nuovo di “fare impresa”, gli @-leader rappresentano un acceleratore in grado di trasformare il mindset aziendale perché forti di una solida cultura digitale allenata ad utilizzare il marketing dell’innovazione per creare valore finanziario. 

@-leader, tra mito e realtà

Definire la forma esatta di questa figura mitologica è oggi quanto mai difficile perché – in un mercato sempre più competitivo ed interconnesso – le competenze si devono adattare al settore in cui viene impiegato. In ogni caso, possedere capacità motivazionale, essere abituato a distribuire il cambiamento in modo partecipato e sapersi integrare alle realtà da innovare diventano qualità must-have.
Un report elaborato da Capgemini Consulting [“The Digital Advantage: How digital leaders out perform their peers in every industry”, The MITCenter for Digital Business, 07-2017] rivela infatti che le così dette aziende “leader digitali” hanno al loro interno risorse umane capaci di gestire innovazione tecnologica ad alto valore aggiunto (Digital Intensity) e in grado di guidare la propria organizzazione nel percorso di trasformazione digitale (Leadership Capability).
A questo si aggiunge l’importanza dei rapporti interpersonali e delle dinamiche emotive di gruppo con cui ogni bravo Thought Leader dovrà misurarsi perché attivando circuiti di fiducia, collaborazione ed ispirazione basati sull’autorevolezza, si costruisce una forte identità aziendale e si rafforza il senso di appartenenza all’impresa.
E non solo, si crea anche un ambiente fortemente orientato ai risultati.

Il futuro del lavoro

Un nuovo modello di Leadership 4.0, in definitiva, deve saper coniugare dimensione istituzionale ed organizzativa con la necessità di raggiungere i risultati aziendali e di esaltare i talenti. Se dal punto di vista macro-economico, le Rivoluzioni della macchina a vapore, dell’elettricità e poi dell’informatica hanno segnato un cambiamento radicale nelle abitudini di lavoro e nella gestione dei tempi di produzione, solo con la Quarta Rivoluzione Industriale dei sistemi di intelligenza artificiale il talento digitale diventa una competenza indispensabile per ripensare i modelli di business tradizionali. Ecco perché in Italia è necessario investire sulle @-skills dei Digital Innovation Marketing Evangelist. Infatti, quanto più saranno evidenti la riduzione dei livelli gerarchici, la progressiva distribuzione orizzontale delle responsabilità e la costituzione di team di lavoro smart, quanto più potremo dire di essere di fronte ad un’organizzazione che utilizza al meglio il valore di questo capitale. Guida autonoma, robot che imparano dalle abitudini umane, droni che sbloccano la porta di casa per consegnarci lo smartphone nuovo e servizi finanziari attivabili con un battito di ciglia non possono più aspettare. Ricordandoci sempre che ogni trasformazione deve essere guidata dalla consapevolezza dell’uomo.

A cura di Domenico A. Modaffari ed Enrico Molinari

 

Tratto da Uomo&Manager di Ottobre 2018

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