L’AI aiuta a ridurre lo stress per il 63% degli italiani: ecco cosa dice uno studio interessante
Lo stress è il nemico numero uno per chi lavora, soprattutto in ambiti creativi e per i businessman che devono sopportare responsabilità importanti. Chi affrontarlo e combatterlo’ A quanto sembra, l‘AI aiuta a ridurre lo stress del 63% per gli italiani.
Questo è il risultato di uno studio di AstraRicerche per Factorial, piattaforma All-in-One per la gestione aziendale, secondo il quale il rapporto tra tecnologia e benessere lavorativo è oggi condizionato da forti tensioni. Ma una mano importante arriva proprio dalla tecnologia: infatti, cresce la fiducia nell’AI come aiuto nei momenti di difficoltà.
Quasi 8 lavoratori di concetto su 10 pensano di poter delegare serenamente alcune attività alla tecnologia e il 63,6% pensa che automazione e intelligenza artificiale possano contribuire a ridurre stress e rischio di burnout. Insomma, il peso del lavoro sulla sfera mentale continua ad aumentare: il 76,8% degli italiani sostiene di aver sentito nell’ultimo anno la necessità di “staccare mentalmente” dal proprio impiego, segno che l’efficienza promessa non sempre si traduce in un reale sollievo.
“Questa ricerca mostra chiaramente che l’adozione della tecnologia, da sola, non basta a migliorare il rapporto con il lavoro”, dichiara Nicola Laganà, VP del Marketing di Factorial. “L’AI può essere una leva potente per semplificare i processi e liberare energie, ma solo se inserita in modelli organizzativi sostenibili, che non trasformino l’efficienza in ulteriore pressione. La vera sfida oggi è usare la tecnologia per lavorare meglio, non solo liberando le persone da task ripetitivi ma fornendogli strumenti adeguati per spingersi oltre e prendere decisioni informate”.
In particolare i lavoratori che sentono il bisogno di affidarsi alla tecnologia come strumento utile nell’organizzazione dei processi organizzativi, sono quelli che soffrono per un carico di lavoro eccessivo (42%), che hanno difficoltà a conciliare vita privata e lavoro (36,7%) e che subiscono pressione psicologica (34,1%). Un quadro che suggerisce come l’aumento dell’efficienza possa andare di pari passo con aspettative più elevate e richieste di performance sempre maggiori.
In questo scenario, la tecnologia viene utilizzata particolarmente per guadagnare tempo rispetto ad attività che sono percepite come a basso valore: i lavoratori vorrebbero automatizzare in primis i task ripetitivi (36,2%), la gestione documentale (29,7%), la burocrazia (28%), le riunioni inutili (27,9%) e le e-mail semplici ma numerose (26,4%).
L’obiettivo non è “fare di più”, ma lavorare meglio e ridurre il sovraccarico mentale quotidiano. Non a caso, tra i benefici più attesi dall’automazione figurano soprattutto meno stress mentale e minore rischio di burnout (38%), seguiti da maggiore efficienza (37,5%) e da un miglior equilibrio tra lavoro e vita privata (29,9%).
Le prospettive per il prossimo futuro
Che tipo di aspettative ci sono, alla luce di tutto questo, per il nuovo anno e per il prossimo futuro in generale? Secondo lo studio, appena il 20,8% pensa che il proprio rapporto emotivo con il lavoro migliorerà, mentre il 25,9% teme un peggioramento. Nello specifico presso le aziende medie e grandi è del 27%, lievemente superiore a quanto rilevato presso le aziende piccole (24%).
In definitiva, il rischio di un ulteriore distacco è percepito come concreto e vicino: quasi 6 lavoratori su 10 ritengono probabile adottare nei prossimi 12 mesi comportamenti di disconnessione mentale, emotiva o operativa; il 10% li considera molto probabili, con un picco tra le donne 30-39enni (70%). Una tendenza trasversale anche a livello territoriale, con una maggiore negatività nel Nord-Ovest.
Un evento interessante alla Bocconi
Per approfondire questo e molti altri temi, Factorial presenterà le proprie novità durante l’AI Festival del 21-22 gennaio presso l’Università Bocconi, mostrando come la tecnologia possa rappresentare una leva strategica per mantenere i talenti e focalizzarsi sulle attività che generano maggior valore.


