Lavoro e sicurezza: quanto sono preoccupati gli italiani?

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Lavoro e sicurezza, gli italiani quanto sono preoccupati? Secondo un sondaggio condotto da Lenstore, in collaborazione con Kalzen, agenzia di Digital PR di Londra, rivela quanto la professione abbia un impatto sulla salute fisica e mentale.

A prescindere dal lavoro, le problematiche sono comunque comuni: infatti quasi la metà degli Italiani (47%) afferma di essere preoccupata che la loro salute fisica e mentale sia compromessa sul lavoro. Gli intervistati ammettono di essersi presi una media di 7 giorni di malattia all’anno a causa di una condizione provocata dal lavoro.

Il 18% degli Italiani si sono presi delle pause lavorative proprio a causa di condizioni fisiche o mentali derivanti dal lavoro; emicrania/mal di testa e stress si classificano prime tra le ragioni di assenza dal lavoro.

Le città in cui lo stress si sente di più

Interessanti i dati del sondaggio in cui si evidenzia che gli intervistati provenienti da Ancona e Bologna ammettono di aver preso una media di 17,5 giorni di malattia a causa del lavoro solamente durante lo scorso anno, seguiti dai residenti a Cagliari (11,5). Il 28% dei lavoratori di Reggio Calabria ammettono di essersi presi dei giorni di malattia a causa di condizioni fisiche e mentali durante lo scorso anno, seguiti dai lavoratori provenienti da Bologna (23%) e Firenze (23%).

Cosa possono fare i datori di lavoro per migliorare la situazione?

Secondo il 42% degli intervistati le aziende potrebbero migliorare alcuni aspetti della salute e sicurezza sul lavoro: le richieste sono ad esempio la fornitura di migliori attrezzature di sicurezza e in maggiori quantità, prendere la salute e la sicurezza dei propri lavoratori più seriamente (41%) e creare un ambiente lavorativo in cui gli impiegati si sentono liberi di potere essere onesti sugli aspetti da migliorare (29%).

Analizzando 14 diversi settori lavorativi, coloro che lavorano nel campo della manifattura (24%), nel campo della vendita al dettaglio, del catering e del lusso (18%) e nel campo dell’arte e della cultura (16%) non pensano che i propri datori di lavoro prendano la loro salute e sicurezza seriamente.

Quando viene chiesto di confrontare la situazione attuale con il COVID-19 con il mondo lavorativo prima dello scoppio della pandemia, il 63% dei lavoratori sanitari sono preoccupati di essere esposti a rischi di infezione.

Solamente il 19% degli Italiani pensa che COVID-19 avrà un effetto positivo in termine di cambiamenti e miglioramenti della salute e sicurezza sul lavoro.

Le ragioni principali per le quali gli intervistati pensano che COVID-19 avrà un effetto positivo sulla salute e la sicurezza a lavoro sono le seguenti:

1. La salute e la sicurezza sul posto verranno prese più seriamente: 15%

2. Migliori attrezzature di sicurezza e in maggiori quantità: 14%

3. Maggiore comunicazione delle norme di salute e sicurezza a lavoro: 10%

Il 58% degli Italiani, invece, pensa che COVID-19 avrà un effetto negativo sulla salute e sicurezza sul posto di lavoro. Per il 30% degli intervistati le aziende si focalizzeranno più sugli aspetti economici e sul profitto piuttosto che investire nella salute e nella sicurezza dei propri lavoratori.

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