Le migliori città per il Workation: Tokyo è la migliore, ma Roma…
Con il termine Workcation si intende la possibilità di lavorare durante le vacanze, seppur a ritmi ridotti. Avere questa opportunità può permettere ai professionisti di concedersi qualche giorno in più di vacanza, d’altro canto si sa che i primi giorni di rientro dalle ferie sono sempre a ritmi ridotti…
Il Workation è una pratica sempre più diffusa ed apprezzata da manager, professionisti e lavatori: oltre quattro lavoratori ibridi su cinque (84%), infatti, hanno esteso, o prenderebbero in considerazione di estendere, una vacanza per lavorare da remoto. Inoltre, l’80% considera destinazioni che prima non avrebbe preso in considerazione, evidenziando come la flessibilità nel lavoro stia ridefinendo anche le scelte di viaggio.
Le città migliori per il Workation
Ma quali sono le città e le mete turistiche in cui in Workation è più praticabile? Dal terzo Barometro annuale “Work from Anywhere” (WFA) di International Workplace Group (IWG), il più grande player al mondo di spazi di lavoro flessibili e ibridi emerge che la migliore città per il “workcation” nel 2025 a livello mondiale è Tokyo. Il motivo, per la verità sono diversi: dalle velocissime connessioni a banda larga alle infrastrutture di trasporto avanzate, dalla sicurezza alla ricca offerta culturale e al nuovo visto per nomadi digitali lanciato nell’aprile 2024, che consente soggiorni fino a 12 mesi a costi competitivi.
Subito dopo la capitale giapponese, tra le migliori città per le il Workation troviamo Rio de Janeiro, Budapest, Seoul, Barcellona. E in Italia? La prima città nominata nello studio si trova all’8º posto in questa speciale classifica ed è Roma. A concludere la top 10 troviamo Pechino, Lisbona, Parigi e La Valletta.
Tra le città emergenti per il terzo Barometro annuale “Work from Anywhere” troviamo invece Città del Capo, Praga, Melbourne e Reykjavik.
Mark Dixon, CEO di IWG, sul tema ha dichiarato: “Da quando il lavoro ibrido offre l’opportunità di lavorare ovunque, sempre più persone stanno abbracciando l’idea di combinare il lavoro con il viaggio, sia che si tratti di pochi giorni aggiunti alla fine di una vacanza o di alcuni mesi come nomade digitale. Una tendenza che è destinata a consolidarsi, con sempre più aziende che adottano politiche di lavoro flessibile e “Work From Anywhere”, soprattutto durante i mesi estivi. Queste soluzioni non solo migliorano l’equilibrio tra vita privata e professionale e riducono il rischio di burnout, ma generano anche significativi benefici in termini di produttività. Secondo il nostro recente studio condotto in collaborazione con Arup, le aziende che consentono ai propri dipendenti di utilizzare spazi di lavoro locali come parte della strategia di localizzazione del lavoro potrebbero registrare un incremento della produttività pari all’11% nei prossimi cinque anni. Si tratta di un vantaggio tangibile per entrambe le parti: un’opportunità vincente sia per i lavoratori, sia per i datori di lavoro nella competizione globale per attrarre e trattenere i migliori talenti”.



