Massimo Cortesi: “Il motto di Facib? Seminare bene per raccogliere!”

Una storia che inizia nel 1959. Una storia fatta di passione, di grande spirito imprenditoriale e di coraggio. Facib (Fabbrica Abbigliamento Confezioni Industriali Bustesi), affonda le sue radici negli anni del boom economico italiano, trasformandosi ed adattandosi ai mutamenti di un mercato, quello dell’abbigliamento, non proprio facile.

Tra i fondatori c’è Luigi Cortesi, nato da una famiglia contadina, che ha un’intuizione e un sogno, che riesce a realizzare non senza sacrifici. Oggi, insieme a lui, ci sono i figli Massimo, CEO dell’azienda, e Patrizia, che si occupa di comunicazione e marketing. Insieme portano avanti un progetto ambizioso e ben strutturato, sulla base di valori antichi miscelati ad una ammirevole capacità imprenditoriale, che ha portato la Facib ad essere leader nel suo settore. Noi abbiamo voluto intervistare Massimo Cortesi, per scoprire come, ancora oggi, un’azienda prevalentemente a carattere famigliare, sia in grado di competere con i colossi dell’industria della moda, sia in Italia che all’estero.

FACIB è una delle aziende storiche in Italia nel settore dell’abbigliamento: in che modo la vostra famiglia ha operato per creare una simile realtà a cavallo di due secoli?

La creazione di Facib è opera di nostro padre, Luigi Cortesi, della sua forza e della sua determinazione, che ancora oggi, ad 81 anni, con la sua presenza quotidiana in azienda lo porta ad essere una guida per noi imprescindibile. Finita la Seconda Guerra Mondiale, l’economia era prettamente rurale e le famiglie, che avevano bisogno di manodopera nei campi, erano molto numerose. Nostro padre, però era un ragazzo ambizioso e non si accontentava delle soddisfazioni del lavoro in campagna. Per questo decide di continuare i suoi studi frequentando la sera l’Istituto Tecnico Industriale per il Tessile dove si diploma studiando di notte e lavorando di giorno nei campi per aiutare la sua famiglia. Tra il 1951 e 1971, periodo di boom economico, l’Italia grazie al piano Marshall gode di sovvenzioni americane destinate a risollevare e risanare l’economia dell’Europa occidentale contro quella sovietica (Guerra Fredda). E le banche, quindi, sono favorevolmente disponibili ad elargire moneta per finanziare delle valide idee imprenditoriali. Così, nel 1959, nostro padre in compagnia di 3 amici decide di tentare la fortuna e investe i suoi risparmi, frutto dei sacrifici e del lavoro nei campi, per dar vita al marchio FACIB, Fabbrica Abbigliamento Confezioni Industriali Bustesi. FACIB nasce quando in Italia tradizionalmente l’uomo si veste ancora con il cappotto, spesso fatto su misura e che ‘deve durare’ nel tempo. Sin dall’inizio racchiude nella sua idea imprenditoriale il concetto di innovare nel segno della tradizione. Per questo, si ispira alla società americana e punta a creare degli impermeabili con tessuti tecnici come alternativa al cappotto. Da subito si specializza nel capospalla sportivo da uomo, successivamente vengono inseriti nella collezione anche molti altri capi innovativi per l’epoca e che oggi risultano a tutti gli effetti i capisaldi del capospalla esterno: eskimo, parka, flight jacket, field jacket, parka e ascot jacket vengono ripresi, ristilizzati e riproposti in modo da incontrare il gusto italiano. Forse le sembrerà strano, ma ancora oggi  è nostro padre che ci spinge sempre ad innovare!

Dall’idea di suo padre, alla FACIB di oggi: cosa è cambiato?

Sono cambiate parecchie cose: strutturalmente nel 2014 l’azienda è diventata una SpA famigliare: Il nuovo inizio è stato sicuramente una svolta: l’unione dell’expertise e della passione familiare con la scelta diretta del management, è stata una scelta risolutiva ed efficace. È indubbiamente cambiato il mercato: ora noi creiamo capi che hanno un’emivita molto ridotta e si sta andando verso la monostagionalità. Sono variati i players: molti negozianti hanno purtroppo dovuto cessare la loro attività ed il recupero e l’assicurazione del credito sono diventati elementi fondamentali della logica distributiva. Ed i consumatori, grazie all’avvento massiccio del web, sono diventati molto più informati e conseguentemente più selettivi. Facib si è adattata a tutti questi mutamenti, creando strategie e prodotti mirati.

Quali sono i punti sui quali si fonda il vostro successo?

Indubbiamente la famiglia ed i nostri dipendenti. Lavorare sapendo di portare avanti una preziosa eredità da poter lasciare ai nostri figli , dà una forza ed un entusiasmo inarrestabili. I dipendenti di Facib, poi, lavorano con noi con una passione,una fedeltà ed un’affezione alla famiglia veramente uniche e lodevoli;  alcuni sono con noi da sempre e mi hanno visto crescere : questo è ciò che fa ora la vera differenza sul mercato. In una società che corre veloce, noi cerchiamo di creare rapporti che durano sempre nel tempo, a prescindere dal business. Nostro padre, che ricorda ancora i tempi in cui ‘la terra’ per lui era tutto, ci dice spesso che ‘bisogna sempre seminare bene, per poter raccogliere’: e questo potrebbe veramente essere il motto di Facib.

Quanto puntate sul mercato italiano e quanto su quello estero?

La nostra forza è il mercato italiano: con i nostri prodotti siamo presenti sul territorio in oltre 1500 negozi.
Abbiamo quattro diverse linee distributive che operano principalmente attraverso 4 diverse reti di agenti, ed in più ci sono le realtà distributive dei nostri licenziatari: il tutto è coordinato internamente dal nostro Direttore Commerciale.
 Attualmente la quota export di Facib è il 20%, ma puntiamo nel medio futuro ad arrivare ad una quota pari almeno al 50%. La nostra espansione sarà focalizzata nell’Europa Mediterranea, in Russia, negli Emirati Arabi e Cina.

Quale è stato il momento storico per voi più importante in questi 60 anni di attività?

Indubbiamente la licenza Versace Sport, gestita da Facib per oltre 15 anni, ha dato all’azienda un expertise unico.
Nostro padre ha lavorato con Gianni Versace: un genio creativo che ci ha insegnato a mettere sempre al primo posto la qualità, a produrre capi all’altezza di una griffe’ internazionale ponendo una cura maniacale anche nei più piccoli dettagli, ad affrontare il mercato del lusso.
Ancora oggi Luigi si sente con Santo Versace per parlare di possibili iniziative future da creare insieme.
Da lì Facib è diventata un punto di riferimento produttivo e commerciale per il mondo delle griffe: Krizia, Armani, Cantarelli, Zegna, Cerruti, Nautica sono alcuni dei brands per i quali abbiamo lavorato.
E questo expertise ci ha anche dato più forza nella gestione dei marchi di nostra proprietà.

Voi siete proprietari del prestigioso brand Armata di Mare e licenziatari per l’abbigliamento del marchio Invicta: in che modo incidono nel vostro fatturato?

Attualmente Facib ha tre distinte e per noi egualmente importanti business units: Armata di mare, brand di proprietà con 7 licenze in essere; Invicta, brand in licenza worldwide per uomo/donna/bambino/scarpe; Facibaplanet, store fisico di 2000mq multibrand di moda e ricerca per uomo, donna e bambino. Tutte e tre le business units sono in crescita e ci danno molte soddisfazioni. Ciascuno ha un suo posizionamento specifico: in Armata di Mare decliniamo il tecnicismo dei modelli e dei tessuti legati al mare, in una versione urban: l’uomo di oggi ama infatti vestirsi in un modo curato ed elegante, ma comodo. Invicta, invece, segue un trand di sportswear più fashion ed attento a tutte le ultime novità, con una distribuzione in negozi multibrands di tendenza; e partnerships con design stores di importanza internazionale quali Luisaviaroma, Giglio, Parisi.

Recentemente avete inaugurato il primo store di Armata di Mare a Taranto: cosa ha rappresentato per voi? C’è in progetto l’apertura di altri monomarca in Italia ed eventualmente all’estero?

L’apertura del monomarca di Taranto è una pietra migliare nella storia di Armata di Mare: rappresenta la presentazione concreta al mercato di un format commerciale, studiato per dare visibilità al concetto lifestyle del brand, unendo i prodotti di tutti i nostri licenziatari ed enfatizzando le sinergie operative con i nostri partners Samsung e Spinebike. L’immagine è stata pensata per poter essere applicata a qualsiasi metratura e declinata anche in corner e parete attrezzate. Abbiamo già in previsione parecchie altre aperture per ora in Italia principalmente nel Centro Sud, dove il nostro marchio è particolarmente forte; ma il prossimo Giugno a Pitti lo stand Armata di Mare riprenderà l’immagine del monomarca, per presentare il progetto anche ai mercati esteri. Ed una catena di negozi ci servirà indubbiamente anche per creare un’importante economia produttiva di scala. 

Che tipo di collaborazioni avete all’estero?

Apriamo mercati appoggiandoci a distributori di comprovata credibilità e storicità sul territorio di appartenenza. Abbiamo un Direttore Responsabile per i mercati esteri, che cura il coordinamento ed il supporto delle attività in loco, con l’aiuto  operativo della sede centrale di Facib.

In che modo seguite l’evoluzione della moda maschile?

Facib produce e commercializza i capi spalla, la maglieria, le polo e le t-shirts Armata di Mare, con anche capsule ‘made in Italy’; pantaloni, camicie, giacche e beachwear sono, invece, prodotte dal nostro licenziatario Innovatessile. Per le altre categorie merceologiche date in licenza (scarpe, calze, accessori, intimo, casa , gioielli ed orologi) le collezioni vengono coordinate internamente dal nostro ufficio stile, ma prodotte e commercializzate da ogni singolo licenziatario. Facib controlla e coordina con grande attenzione ogni singola attività licenziata. Le nostre unità produttive sono in Cina, Turchia, ed anche in Italia.

In passato avete avuto qualche difficoltà, dalle quali siete usciti in modo eccellente: quali sono stati i momenti e le decisioni chiave?

La decisione chiave è stata indubbiamente quella di liquidare i soci e diventare una SpA famigliare: quando nostro padre ha creato l’azienda i tempi erano profondamente diversi; col passare degli anni tante teste indicavano altrettante direzioni, spesso generando problematiche interne. Non è stato un passo facile, ma credo sia stato l’unico possibile per Facib: una sola famiglia al timone che investe e ‘rema’ nella medesima direzione nel mare in tempesta del mercato è stato il motore della crescita di Facib. Dietro a ciò ci sono tanta fatica, sacrifici, notti insonni ed investimenti continui.

Lei guida un’azienda sana e oggi in Italia è una rarità: come si riesce a battere la crisi che nel nostro Paese è stata (ed è ancora) devastante?

Viviamo un profondo cambiamento di mercato e doti fondamentali sono reattività e adattamento; Facib è snella, veloce, affidabile: sa cogliere al volo le opportunità, riconoscere gli errori e fare rapidi cambiamenti di rotta. Crediamo nelle partnership e nei co-marketing: lavoriamo da sempre con Samsung, nostro storico partner per tecnologia e digitalizzazione. E soprattutto sappiamo innovare: la digitalizzazione, l’ecommerce, la globalizzazione per noi sono grandi opportunità di crescita e sviluppo.

Shopping online: quali sono i vostri progetti?

Ne abbiamo diversi e diversificati: Invicta ha un sito e-commerce ,già attivo, che ci dà molte soddisfazioni. Il sito Armata di Mare, attualmente in cantiere, sarà un sito di multicanalità integrata, dedicato principalmente alla soddisfazione del cliente finale, ma con facilitazioni anche per i negozianti che potranno ridurre il problema della giacenza in magazzino dei prodotti. In pratica l’utente finale, effettuato un acquisto online, potrà decidere se farsi inviare il prodotto a casa attraverso corriere; o andare a prenderlo nel negozio affiliato Armata di Mare a lui più vicino. In questo secondo caso il prodotto verrà da noi spedito al negoziante prescelto, che accoglierà così un nuovo cliente ed otterrà da Facib una percentuale sulla vendita. Lo testeremo prima in Italia, ma poi ci muoveremo velocemente anche all’estero. Crediamo fermamente che la collaborazione tra il web ed il trade fisico possa essere una chiave esplosiva di vendita. Facibaplanet, infine, sta per lanciare il suo sito web di vendita online, con socials a supporto. Oltre a ciò lavoreremo anche attraverso un’App che renda attivi, per i nostri tesserati, oltre ai normali vantaggi di fidelizzazione, anche un innovativo servizio di ‘personal stylist and shopper’ per supportare, attraverso le webcam di smartphones e tablets, i nostri clienti nelle scelte dei look globali non solo per l’acquisto, ma anche per le loro serate più importanti. In un’era in cui il servizio al cliente è tutto, vorremmo così diventare i loro più fidati ed affidabili consiglieri, con consegne mirate anche last minute, per poter far vivere al meglio ai nostri clienti ogni loro importante appuntamento.

Avete mai valutato la possibilità di una quotazione in Borsa?

Sinceramente sino ad ora non ci abbiamo mai pensato e siamo sempre andati avanti con le nostre risorse e forze; ma non escludiamo nulla: potremmo essere interessati a valutare opzioni alternative, per accellerare la nostra crescita ed espansione all’estero.

Voi siete la dimostrazione che un’azienda “familiare” può competere ad altissimi livelli: come si “guida” un’azienda come FACIB?

Con passione, volontà di confronto e tanto rispetto reciproco per le singole peculiarità lavorative. Lavorare con la propria famiglia non è sempre facile: tutte le barriere vengono spesso infrante. Ma credo che proprio questa sia la nostra grande forza: sapere di poter sempre contare su mio padre e mia sorella, e loro su di me: per noi vige veramente lo storico motto dei Tre Moschettieri: ‘Uno per tutti, tutti per uno’.

Tratto da Uomo&Manager di Maggio 2018

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