Mercato del lavoro: sempre più professionisti italiani guardano alle offerte estere

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Si è parlato tanto di fuga di cervelli dall’Italia: verso gli USA, la Gran Bretagna, Francia, Paesi Bassi, Germania, ma anche verso i Paesi Orientali e quelli Arabi. L’Italia, per alcune categorie professionali, non appare come una nazione in cui poter svolgere la propria attività nel modo migliore.

A confermare questa tendenza, arriva uno studio di Indeed, importante portale per la ricerca e l’offerta di lavoro, secondo il quale è in aumento il numero di professionisti italiani che guardano alle offerte estere.

Cosa succede negli ultimi anni?

Nel mondo, il numero di persone interessate a nuove opportunità professionali in Paesi diversi di quello di residenza è aumentata negli annisuccessivi alla pandemia, raggiungendo il picco nell’estate del 2023 e mantenendosi elevata per gran parte dell’anno successivo, mentre dall’agosto dello scorso anni e fino all’inizio del 2025, l’interesse per opportunità all’estero è calato significativamente, in concomitanza con il raffreddarsi dei mercati del lavoro mondiali e con lo sviluppo di orientamenti politici più inclini a politiche di immigrazione più restrittive: tra agosto 2024 e marzo 2025 la percentuale di chi cercava lavoro in Paesi non propri è scesa drasticamente da un 3,4% relativamente stabile a un minimo post-pandemia del 2,3%.

I professionisti italiani guardano alle offerte estere

Ma gli italiani, in tal senso, vanno in controtendenza. Infatti, tantissimi professionisti italiani guardano alle opportunità di lavoro che arrivano da oltre i confini nazionali. Dopo il calo registrato tra il 2018 e il 2021 – fino al minimo del 2,7% di maggio 2021 – le ricerche di lavoro all’estero da parte di persone che vivono in Italia sono aumentate in maniera costante, attestandosi al 4,4% del totale delle ricerche effettuate su Indeed ad aprile 2025.  

Al contrario, a livello internazionale, l’interesse dei candidati stranieri per le posizioni lavorative in Italia è stagnante dal 2020. Complessivamente, dal 2018 al 2025, la quota di ricerche di lavoro verso l’Italia effettuate da persone residenti in altri paesi è scesa dal 2,6% al 2,1%.

“La stagnazione nell’attrattiva di professionisti dall’estero indipendentemente dalle tendenze registrate a livello internazionale e, in contrasto, la vivace ricerca di posizioni all’estero da parte degli italiani, sono fenomeni strettamente correlati alle sfide strutturali del mercato, in particolar modo alla questione retributiva. I livelli salariali in Italia si posizionano tra i più bassi nell’Eurozona, un fattore che penalizza fortemente in termini di attrattiva e che può incentivare una parte della forza lavoro a esplorare orizzonti professionali internazionali in cerca di condizioni più competitive e di maggiori opportunità di crescita, come emerge anche dagli ultimi studi sulla questione”, afferma commentando i dati Alexandre Judes, economista Hiring Lab di Indeed.