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Moda maschile: come vestirsi nei mesi più caldi

Collezione PE 2018 Luigi Bianchi Mantova

L’estate sembra ormai dietro l’angolo. Le alte temperature di questi ultimi giorni pongono gli uomini che amano vestire sempre elegante di fronte all’amletico dilemma di come vestirsi per evitare patire il caldo e trovarsi poi, magari nel bel mezzo di un incontro di lavoro, a sudare in modo indecoroso.

Come rimediare? Quali sono le scelte da fare per l’outfit dell’estate? Non è semplice. Noi abbiamo chiesto al direttore di Stilemaschile, Alfredo de Giglio, come risolvere il problema dell’abbigliamento maschile nei mesi più caldi dell’anno.

  • Quali sono i tessuti da scegliere in questo periodo?

Lini e lane, cotone per i pantaloni. Più che la materia prima bisogna scegliere il tipo di armatura. L’armatura è il modo in cui trama e ordito si intersecano dando vita al tessuto. Fondamentalmente ce ne sono due: la tela e la saia (twill in inglese). La tela è formata da un intreccio regolare, a quadretti, la saia invece si riconosce per delle rigature diagonali. La tela è più aperta e traspirante, la saia più chiusa ed elastica. La prima va usata nelle giacche, la seconda nei pantaloni. Il lino è in tela. Ma anche la lana in tela è sicuramente più fresca di una giacca in cotone, in drill (tessuto resistente ma poco ‘traspirante’).

  • Quali quelli da evitare?

Tessuti sintetici, antiestetici e dannosi per la pelle. Attenzione anche ai capi di confezione che usano collanti o materiali interni ‘chimici’ che, con l’aumentare delle temperature, sono poco confortevoli.

  • Colori accesi oppure no?

I colori dell’abbigliamento seguono i colori dell’ambiente in cui si è. In città ci si veste diversamente che in campagna o al mare. In inverno il cielo ha un altro colore che in estate. Vanno bene i colori chiari, vivaci solo negli accessori in seta. Come diceva Domenico Rea ne “Gli ultimi fantasmi della moda”: La varietà dei colori è la morte dell’eleganza, e una sartoria non è un negozio di fioraio. Quindi non esagerare con i colori pastello o i rossi o i gialli. I colori classici dell’abbigliamento maschile restano sempre i bianchi, i beige, i grigi e i blu.

  • Qual è il look perfetto per l’ufficio con queste temperature?

Un abito tessuti come il 4 capi di Vitale Barberis Canonico, fresco e confortevole, che fa traspirare ma dura a lungo. O, sempre della stessa Casa, un hopsack (una tela, ma più elaborata) in forma di blazer, anche in blu savoia. Sotto pantalone beige o grigio chiaro, scarpa marrone chiaro con fondo in cuoio, sempre con calzino. I più eleganti sfoggeranno in questa stagione un abito in lino irlandese, vissuto ma sempre impeccabile.

  • Quale quello le grandi occasioni e per i cocktail?

Dipende da dove si svolgono. In città se l’invito riporta black tie, si intende naturalmente lo smoking. La camicia sempre e solo bianca, le scarpe sempre e solo nere. Se l’occasione è meno formale, un blazer va benissimo ma sempre con camicia immacolata, e scarpa mai nera ma marrone scuro. In estate piena anche un pantalone bianco.

  • Accessori: scarpe, cravatte, pochette. Da dove partire?

Partiamo dal calzino. Sempre e immancabile con la giacca. Talvolta con il blazer si può evitare la cravatta, in contesti amicali e informali, ma si può usare una bella pochette in seta colorata. Il mio consiglio è guardare gli uomini che sanno verstirsi davvero. Quei pochi ancora viventi e i tanti che possiamo studiare in foto o nei video. Trarre da loro qualche utile considerazione. Perché è vero che l’abbigliamento è un linguaggio, con la sua grammatica e la sua sintassi. Per essere un grande oratore serve pratica, molta, ma anche una buona dose di talento. Se non lo si ha (non tutti lo hanno, e non è una colpa) ridurre al minimo gli errori ‘parlando’ nel modo più semplice possibile. Mai passare dalla parte degli stravaganti.

 

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