Pausa pranzo in ufficio: come viene vissuta?

pausa pranzo

La pausa pranzo in ufficio è un momento molto importante, ma in che modo viene affrontata dai lavoratori? Molto dipende dalle abitudini, ma i fattori sono diversi…

Quanto deve durare la pausa pranzo?

La pausa pranzo aiuta il benessere psicofisico, questo è assodato, infatti ci rende più produttivi e concentrati nel pomeriggio. Ma quanto deve durare la pausa pranzo? Secondo gli esperti la durata ottimale si aggira attorno all’ora e un quarto ma, anche se si ha meno tempo a disposizione, è importante fermarsi e ‘far riposare’ la mente a metà giornata, relazionarsi con gli altri e ricaricare le batterie.

Nel mondo anglosassone, cresce la tendenza del deskfast: particolarmente amata dai pendolari che partono da casa molto presto, la colazione in ufficio permette di iniziare la giornata con gusto ed energia.

Ma in Italia le cose vanno in modo diverso e per comprendere meglio le abitudini dei lavoratori italiani, Veepee, creatore e leader delle vendite evento online, ha scelto di indagare le abitudini dei suoi iscritti per sfatare i luoghi comuni sulla loro pausa pranzo, raccontando in quale modo amano trascorrerla, anche svelando alcuni segreti fra colleghi.

Il sondaggio di Veepee: i risultati dicono che…

Secondo lo studio condotto tra i soci di Veepee, il 72% degli intervistati non ha dubbi e sacrificherebbe questo momento per guadagnare un’ora di libertà e fuggire prima dal lavoro. Un desiderio che, al rientro dopo la pausa vacanziera rischia di essere ancora più irrefrenabile con l’estate in piena esplosione.

Quali soluzioni adottano, dunque, gli italiani per rendere la pausa pranzo più piacevole possibile nel back to work? Il pocket lunch, conosciuto dai più come schiscetta, non è più soltanto una necessità, ma una scelta precisa, salutare e un’autentica tendenza dalle molte sfaccettature.

Infatti, sull’onda della passione per il food-entertainment portato in auge da chef-superstar e a conferma della naturale inclinazione degli Italiani per la buona cucina, un importante 66% afferma di scegliere il pranzo al sacco per mangiare in maniera più sana, mentre il 29% lo sceglie per il risparmio economico.

Per i soci di Veepee la preparazione della ‘schiscetta’ è un vero e proprio rito e oltre il 37% di loro dichiara di ideare menù ad-hoc e preparare il pranzo accuratamente la sera prima. I cibi preferiti dello schiscia master? Riso freddo e insalata di pollo d’estate, mentre d’inverno via libera a varianti di zuppe e torte salate.

Il sondaggio di Veepee intercetta un altro trend amato dagli Italiani, soprattutto da quelli che lavorano in città: il food delivery. Il 15% degli intervistati non sa rinunciare a questo piccolo lusso quotidiano e dichiara di ordinare il pranzo da asporto almeno una volta a settimana. Insomma: quello che voglio, all’ora che voglio!

Pausa pranzo: l’occasione di staccare la spina

Il 62% degli intervistati ama trascorrere la pausa pranzo in compagnia di amici e parenti, per staccare totalmente dal lavoro e non farsi trascinare in chiacchiere e pettegolezzi da ufficio. Ma il social eating è una tendenza che va al di là della settimana lavorativa e della cerchia di family&friends: sono ormai numerosi anche in Italia gli home restaurant di privati che, grazie a numerose app, permettono di aprire le porte di casa, cucinando pasti a tema per un gruppo di sconosciuti, che presto diventeranno amici!

Una parte di coloro che lascia la scrivania in pausa pranzo lo fa per sfruttare questo momento della giornata per un po’ di sport: piscina, palestra, jogging sono la scelta del 21% del campione per scaricare la tensione, mantenersi in forma e liberare endorfine. C’è anche chi approfitta della pausa pranzo per darsi una sistemata dal parrucchiere o dall’estetista (13%) e chi la utilizza per cercare un nuovo lavoro e fare colloqui (7%).

Tra le abitudini più odiate, quelle di fissare riunioni in prossimità della pausa pranzo, dover convivere con colleghi che parlano al telefono ad alta voce e sentire l’aria viziata da odori del cibo altrui.

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