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Pierlorenzo Bassetti e Marco Gambedotti: “La tradizione che si coltiva grazie al continuo confronto”

Pierluigi Bassetti e Marco Gambedotti

Il brand Bassetti nei tessuti è famoso in tutto il mondo. Oltre 60 anni di tradizione che hanno gettato le fondamenta per costruire un impero di colori e di qualità, invidiato ovunque perché qui il genio sposa la qualità. Non è solo la tessitura di pregio, le sete, gli chiffon, i rasi o le misture a dettar legge ma la creatività che ha trovato sfogo nella base solida della tradizione legata alla tramatura.

Il nome Bassetti, brand di lifestyle di lusso per la produzione di tessuti di abbigliamento di alta moda uomo e donna come di prêt-à-porter e accessori, nella capitale da sempre, partito dapprima in Largo Argentina e poi approdato negli ultimi anni in Via del Gesù 60 sempre a Roma, attinge e prosegue una storica tradizione familiare grazie a Pierlorenzo Bassetti che, con un connubio d’eccellenza, ha sposato la mente creativa di Marco Gambedotti, già noto per il suo brand “Marco Gambedotti Design”.

Marco e Pierlorenzo, nati da famiglie che hanno reso celebre l’artigianato italiano nel mondo, scelgono di restare a Roma nel quartiere delle arti antiche e delle botteghe dei tessuti rivoluzionando il concetto di negozio di tessuti tradizionale perché di fatto qui parliamo di un posto unico, esclusivo, che esalta la qualità del prodotto italiano e la creatività dell’arte sartoriale: qui il cliente esprime le sue idee e viene guidato nella scelta del tessuto e sul modello per realizzarle, sentendosi parte integrante del progetto.

Intervista doppia a Pierlorenzo Bassetti e Marco Gambedotti

Cosa vi differenzia e, nel contempo, vi accomuna?

PB: “Marco è molto più serio, maniacale e riflessivo, si diverte a studiare le forme, volumi e linee  che finiscono la propria collezione fino anche a creare le stampe dei tessuti della nostra produzione e disponibili alla clientela o in esclusiva per i brand che realizzano con noi la loro collezione”.

MG: “Pierlorenzo ama capovolgere le regole, giocare con i colori, i materiali, accostandoli in modo apparentemente istintivo, quasi imprevedibile, ma direi che proprio questa innata sensibilità ha trovato nel mio design una sovrapposizione stilistica che arricchisce entrambi”.

PB: “Beh, non è un caso che insieme a Marco curiamo lo stile delle nostre clienti oltre che di molte celebrità del mondo dello spettacolo”

Cos’è l’evento “Second Skin”?

MG: “È un progetto che ha visto l’abito e il tessuto immaginati e lavorati come fossero appunto “una seconda pelle”. Un percorso ove è stato possibile toccare con mano l’eccellenza dell’artigianato tessile e sartoriale del made in Italy, dove l’alta moda si è resa protagonista in modo diverso. Un percorso dove abbiamo voluto esaltare le nuove tendenze del mercato, la storia e l’arte partendo dalla materia prima, ovvero il tessuto, fino al capo finito in una mostra presso la Galleria d’arte CArt, con creazioni storiche dell’Alta Moda degli atelier Barocco, Lancetti, Sarli, Sorelle Fontana e Balestra esposte insieme alla couture contemporanea di nuovi designer d’avanguardia”.

Qual è il concept legato alle vetrine di via del Gesù?

PB: “È un luogo magico. In verità quasi invisibile ai passanti, si accede da una semplice porta a vetri che introduce ad un ambiente espositivo dove i soli tessuti già suggeriscono alcune realizzazioni, a mano a mano che ci si addentra nell’atelier si scopre un vero e proprio laboratorio creativo. Un luogo tutto da scoprire ed in costante evoluzione aperto sia alla clientela privata sia agli addetti ai lavori. È sinonimo di esclusività, di alta moda, come anche di prêt-à-porter e tempo libero. Il connubio permette ai clienti di essere guidati tra i colori e le tipologie dei tessuti oltre che, grazie al design Marco, di realizzare taylor made, su misura, il proprio progetto in un processo che fa dell’artigianato dell’alta moda una possibilità per tutti”.

Per tutti davvero?

MG: “Abbiamo vestito in ambito cinematografico (tra gli altri, la pellicola premio Oscar “La grande bellezza” e l’action movie “007 Spectre”, ndr), collaboriamo con i costumisti delle grandi major cinematografiche (Disney, Universal, Marvel, Netflix, Amazon Prime, HBO, ecc) come pure con quelli delle maggiori produzioni televisive (SKY, Mediaset e RAI). Vestiamo anche Barbie una volta l’anno, in un progetto con la Mattel USA che ci coinvolge nella produzione tessile per una collezione esclusiva destinata ai collezionisti di tutto il mondo. Sono il traino della notorietà ovviamente, ma siamo fortunati perché traiamo soddisfazione dal nostro lavoro a prescindere dall’interlocutore”.

PB: “Lo showroom vende anche alle più rinomate sartorie italiane, le maison Valentino, Fendi, Bulgari, Balestra per citarne alcune. Ma posso assicurare che non c’è nulla di più straordinariamente umano che seguire i desideri di una giovane sposa o l’incline signora allo stile tradizionalista e classico che instradiamo verso sfumature nuove, mantenendo inalterato il gusto cui le nostre clienti ambiscono”.

Insomma, potremmo dire che il risultato concepisce un nuovo format dell’arte sartoriale che rispetta le forme tradizionali e le realizza con tessuti di nuova concezione, mantenendo inalterata la qualità ma ricercando l’inusuale.

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