Pitti Uomo 110, un messaggio di solidità per un settore sempre interessante
Si è conclusa l’edizione di Pitti Uomo numero 110, che si è svolta come sempre a Firenze alla Fortezza da Basso, dal 16 al 19 giugno scorsi. Un evento ormai cult nel panorama della moda maschile, che ha visto la partecipazione di oltre 14.000 visitatori totali, che hanno sfidato il caldo bollente di questi giorni.
Di questi, circa 5.200 quelli provenienti dall’estero (da 90 paesi in totale) ed in particolare da Germania, Regno Unito, Spagna, Stati Uniti, Turchia, Olanda, Giappone, Francia, Svizzera, Belgio, Austria, Grecia, Canada, Polonia, Cina.
“In apertura di salone il presidente di Confindustria Moda, Luca Sburlati, ha ricordato il ruolo centrale della moda maschile per l’intero sistema del tessile-abbigliamento italiano e, insieme, la funzione propulsiva di un salone come Pitti Uomo: non solo promozione presso i più importanti clienti esteri e scoperta di nuovi mercati, ma anche, per noi espositori, stimolo alla ricerca, alla costante rigenerazione creativa del prodotto, all’evoluzione stilistica e all’uso di nuovi materiali, anche in quei settori, come quello a cui mi sento più affine con la mia azienda, dove l’innovazione si innesta sui canoni estetici dell’eleganza classica”, ha dichiarato Antonio De Matteis, Presidente di Pitti Immagine. “Ma Pitti Uomo copre l’intera gamma degli stili e dei prodotti della moda e degli accessori maschili: dallo sport allo streetwear, dall’outdoor rivisto in chiave urbana al tecnico fertilizzato dal design, dal workwear all’avanguardia del no-genere e dell’a-seasonal… È questo che fa di Pitti Uomo un appuntamento irrinunciabile per i brand del settore e per i migliori compratori internazionali, la cui qualità media, devo dirlo per esperienza diretta e per aver parlato con molti colleghi, è ulteriormente aumentata in questa edizione”.
“Se guardiamo il dato estero più in dettaglio è interessante notare l’ottimo andamento di Germania, Stati Uniti, Hong Kong e Canada; la positiva tenuta dell’area Scandinava e del sud-est asiatico (Corea, Taiwan, Singapore); l’exploit dell’Europa centro-orientale (Romania, Polonia e Ungheria, persino dell’Ucraina!); i rallentamenti dei tradizionali mercati europei, con l’eccezione di Svizzera, Austria e Irlanda. Alcuni risultati non positivi da paesi molto lontani, come per esempio l’Australia, fanno pensare a problemi di costo dei viaggi, che ovviamente devono essere pianificati con mesi di anticipo, un anticipo che cadeva nei mesi più cupi dei conflitti in corso”, ha aggiunto Ivano Cauli, Amministratore Delegato di Pitti Immagine, che poi ha aggiunto. “Fin da ora le indicazioni scaturite da questa edizione sono chiare: non è stata solo questione di numeri, perché l’atmosfera in questi giorni è stata veramente positiva, piena di energia, fin dalle prime ore. Voglio ringraziare tutta la squadra di Pitti, che si è ancora una volta impegnata a fondo con dedizione, passione e competenza”.
Il Presidente De Matteis, ha poi concluso con una ulteriore riflessione: “Quindi da Pitti Uomo 110 parte un messaggio di solidità e di fiducia per tutto il mondo della moda: imprese, organizzatori fieristici, distribuzione e dettaglio, media e anche per gli stessi consumatori. E anche per il Governo, a partire dal Ministero degli Esteri, e le sue agenzie promozionali come l’Ice, il cui grande impegno al nostro fianco spero viene ripagato da questi risultati. È il nostro modo di reagire alle difficoltà, di stare a testa alta e gli occhi aperti nelle epoche di profondo cambiamento, come quello che stiamo vivendo. E per finire, con tutta la cautela d’obbligo e la prudenza del caso, voglio prendere la notizia del primo vero accordo per il cessate il fuoco tra Usa e Iran come un segno propiziatorio. Continuo a credere nel realismo della politica e nelle capacità della diplomazia. Dobbiamo crederci tutti…”.

