Prime impressioni: quali sono i fattori che aiutano a fare colpo

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Oscar Wilde una volta disse: “Non c’è una seconda occasione per fare una buona prima impressione”. E quando si parla di lavoro, questa affermazione assume un significato davvero importante. Soprattutto quando si parla di colloqui di lavoro o incontri tra businessman.

Lenstore ha effettuato uno studio che ha coinvolto 1000 italiani per scoprire la verità che si cela dietro le prime impressioni. Quali sono i fattori determinanti che determinano la effettiva creazione di un feeling? Questa è la domanda principale che ha permesso di tracciare un report davvero interessante.

La prima impressione fa davvero tanto: occhio all’igiene!

La prima impressione di quasi la metà delle donne (46%) si basa sulla determinazione dell’igiene della persona incontrata, mentre per gli uomini questa percentuale scende al 35%. D’altro canto, gli uomini sono più propensi a basarsi sulla presenza di tatuaggi (16% rispetto al 9% delle donne), piercing (11%) e sull’aspetto (31%).

Al lavoro gli uomini tendono a giudicare le persone che incontrano in base al ruolo svolto più delle donne (36% degli intervistati maschi), che invece guardano più all’igiene: il 46% di loro considera infatti questo fattore come il più importante. Nel contesto lavorativo, inoltre, gli uomini si basano sull’aspetto più delle donne (31% contro 28%). 

Nei contesti sociali, il fattore più importante per entrambi i sessi è l’igiene (per il 45% degli uomini e il 35% delle donne), mentre gli hobby e gli interessi personali sono più importanti per le donne (33%) che per gli uomini (29%). 

Quando si tratta invece di incontrare per la prima volta un potenziale partner, le donne guardano più all’igiene personale che all’aspetto fisico (48% contro 38%), mentre per gli uomini avviene l’esatto contrario (36% contro 39%). 

Le donne sono inoltre più inclini degli uomini a giudicare qualcuno in base al loro stile e agli abiti che indossa (33% contro 25%), mentre gli uomini danno più importanza a caratteristiche come il colore degli occhi (18%), quello dei capelli (14%) e al peso (16%).

I profili dei social media, l’auto o il veicolo guidato, il lavoro e la situazione finanziaria vengono invece indicati sia dagli uomini che dalle donne come fattori poco importanti quando incontrano un potenziale partner per la prima volta.

A prima vista…

Il contatto visivo è un aspetto decisamente determinante quando si parla di incontri di lavoro. Ecco che cosa ha rivelato l’indagine svolta da Lenstore.

Intelligenza

Ecco le tre caratteristiche principali per cui una persona viene percepita come intelligente:

  1. contatto visivo (23%);
  2. postura composta (23%);
  3. indossa gli occhiali (20%).

La ricerca del contatto visivo e una postura composta sono gli elementi principali che danno l’impressione di essere davanti a una persona intelligente, ma è soprattutto si nota che una persona su cinque (20%) consideri il portare occhiali come segno di intelligenza e lo stesso avviene per l’abbigliamento curato. 

Un altro dato interessante è che un’espressione sorridente venga più spesso interpretata come indicatore di intelligenza rispetto all’assenza di sorriso (16% contro 6%).

Trucco pesante, chirurgia plastica e odore sgradevole contribuiscono invece poco al formarsi di questa opinione.

Fiducia

Ecco le tre caratteristiche principali per cui una persona ispira fiducia:

  1. postura composta (27%);
  2. contatto visivo (24%);
  3. aspetto curato (24%).

Il 29% delle donne reputa la ricerca del contatto visivo come un segno di fiducia, mentre la percentuale si abbassa al 19% per gli uomini. Oltre a un look curato e a una postura composta, un’espressione sorridente ispira fiducia al 22% delle persone intervistate.

Diffidenza

Ecco le tre caratteristiche principali per cui una persona suscita diffidenza:

  1. assenza di contatto visivo (22%);
  2. odore sgradevole (21%);
  3. stretta di mano debole (17%).

Più di una persona su quattro interpreta in maniera diffidente l’assenza di contatto visivo. Altre caratteristiche che portano alla stessa interpretazione sono una postura scomposta (15%) e l’assenza di sorriso (14%). 

Creatività

Ecco le tre caratteristiche principali per cui una persona viene percepita come creativa:

  1. look casual (24%);
  2. tatuaggi (22%);
  3. sorriso (20%).

È interessante notare come solo il 4,6% delle persone intervistate giudichi la bassa statura come tratto di una personalità creativa e come siano invece gli abiti casual e i piercing a evocare questo tratto.

Sicurezza di sé

Ecco le tre caratteristiche principali per cui una persona viene percepita come sicura di sé:

  1. postura composta (33%);
  2. contatto visivo (32%);
  3. stretta di mano decisa (29%).

Il 25% dei partecipanti percepisce le persone che sorridono spesso come sicure di sé. Una persona su sette interpreta una rasatura curata e l’utilizzo di un profumo o di un dopobarba piacevoli come un segno di una persona sicura di sé, mentre una statura bassa, l’essere sovrappeso e l’evitare il contatto visivo portano a questa conclusione solo nel 3% e nel 4% dei casi (sia sovrappeso sia contatto visivo).

Barba e lavoro: sì o no?

La barba è una tendenza in crescita, soprattutto negli ultimi anni, ma come viene considerata nel mondo del business ed in generale nell’ideale prima impressione? Entrambe le opzioni vengono reputate attraenti dal 19% dei partecipanti. 

I piercing trovano invece la preferenza solo dell’8% degli intervistati, mentre i tatuaggi vengono considerati attraenti dal 14%.

L’altezza viene chiaramente considerata una caratteristica attraente, soprattutto da parte delle donne: il 23% di loro giudica più positivamente un’alta statura, mentre la bassa statura è apprezzata solo nel 4% dei casi.

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