Rebirthing, una proposta interessante per abbassare i livelli di stress dei lavoratori
Stress sul lavoro, un nemico invisibile che colpisce senza avvertire, creando situazioni a dir poco spiacevoli. Le motivazioni? Le più disperate: dalle questioni economiche a quelle organizzative, dai rapporti con i colleghi a quelli con i superiori. Una soluzione per affrontare queste difficoltà può essere rappresentata da quello che viene definito Rebirthing.
Cos’è il Rebirthing?
Portato in Italia dagli USA dal Dott. Filippo Falzoni Gallerani, punta a mettere in contatto corpo e mente: si tratta di un procedimento di iperventilazione controllata, attraverso il quale si genera una risposta psicofisica, utile a scaricare lo stress, sciogliere le tensioni neuromuscolari e imparare a gestire gli stati emotivi complessi.
Oggi il Rebirthing è diventato una proposta per le aziende, attraverso il lavoro di Enrico Maria Bellucci, Ph.D in Psicologia del lavoro e psicoterapeuta sistemico-relazionale, e da Francesca Ferrari, insegnante di mindfulness, ideatori di Esperimenti di Volo, programma a supporto dei professionisti.
“L’urgenza è quella di riportare al centro le persone attraverso ascolto e autenticità, anche come leve strategiche nelle aziende e non solo come buone intenzioni di tutti i giorni. E non c’è dubbio, le organizzazioni che funzionano meglio sono quelle che investono, con una certa ostinazione, sulla qualità delle relazioni all’interno dell’azienda”, sostiene Bellucci.
Un team in cui le energie non si disperdono è certamente più propenso alle relazioni, più consapevole delle proprie emozioni e con una migliore gestione dei momenti di crisi.
“Anche le relazioni di qualità sono indicatori di competitività“, prosegue la Bellucci, “per questo saper ascoltare e riconoscere le emozioni (proprie e altrui) è diventato sempre più importante: perché riduce stress e conflitti e costruisce fiducia, engagement e reputazione nelle aziende”.
Wellbeing, un diritto fondamentale per quasi tutti i lavoratori
Secondo l’ultimo rapporto Censis-Eudaimon l’84,1% degli occupati i servizi di welfare migliorano produttività e motivazione, e oltre due terzi di loro sostiene che se dovesse scegliere un nuovo posto di lavoro, opterebbe per un’azienda con un buon welfare aziendale.
Per 9 lavoratori su 10, il wellbeing un diritto fondamentale. “Il lavoro non è più perno delle vite: piuttosto deve contribuire al benessere soggettivo olistico, che è il vero criterio guida di scelte e comportamenti sociali in questa fase storica”, si legge nel report. I rischi principali a cui sono esposte le imprese che non tengono in considerazione questi fattori? Job hopping, stress cronico ed ergofobia, cioè paura di recarsi sul luogo di lavoro.



