Roberto Cerè: “Come coach lavoro su tre fattori…”

Roberto Cerè

Roberto Cerè è un coach abituato a lavorare con grandi personaggi del mondo della managerialità. Lo fa da anni e con ottimi risultati. È autore di best seller come “Se vuoi puoi”, “Storie impossibili”, “Io ci sono”, “Business intelligente”, ha lavorato per anni con aziende di primissimo livello.

Ma cosa può fare un coach per un manager che voglia migliorare le proprie “prestazioni” lavorative? La mente è il motore di ogni nostra iniziativa, ma va certamente alimentata e talvolta aiutata a ritrovarsi. Lo stress è il nemico numero uno dei businessman e avere alle spalle un coach che sia di supporto nei momenti difficili è certamente un grande vantaggio. Ma in che modo Roberto Cerè, fondatore tra le altre cose della Leadership Academy, il programma manageriale con taglio pratico e risolutivo, rivolto a imprenditori, liberi professionisti e marketing leader, aiuta chi si rivolge a lui? Lo abbiamo intervistato per scoprire meglio i suoi metodi di lavoro.

Intervista a Roberto Cerè

Cosa può fare un professionista come lei per aumentare il livello di produttività di un manager?

Guido i miei clienti (tipicamente decisori di alto profilo) a lavorare su tre fattori chiave:
  1. affrontare la realtà: ovvero fare i conti con le cose che non vanno ma anche con quelle che funzionano molto bene. Una fase di consapevolezza che si può riassumere con questa massima: “chi cerca perle deve tuffarsi in profondità”;
  2. pianificare il futuro: la capacità di immaginare, pianificare e disegnare i prossimi tre-cinque anni, professionali ma anche personali. Riassumibile con questa massima: “Non ci sono venti favorevoli per il marinaio che non sa dove vuole navigare”;
  3. decidere e agire: il momento in cui si mette a terrà tutta la volontà, capacità e potenza, per iniziare a conseguire i risultati pianificati. Un passo alla volta, che si può sintetizzare con la massima: “senza fretta ma senza sosta”

Quali i settori del business nei quali è chiamato più spesso a intervenire?

I settori di business sono i più vari: dalla formula 1 (Ferrari) alla moda (Gucci), dai giochi (Mattel) alle banche (Intesa), dal retail (Benetton) ai microprocessori (AMD).
Più che i settori di business a essere interessante nel lavoro del coach sono i destinatari dei nostri interventi. Per anni ho operato per reparti di intervento speciale: terapia intensiva; cardiochirurgia; pronto intervento; team di formula 1. Dove le variabili incontrollabili giocano un fattore critico e decisivo: vita-morte; vincere-perdere.
Negli ultimi anni arrivano da me anche reparti aziendali che non hanno variabili critiche così discriminanti, ma che hanno comunque un budget da dover raggiungere. In questi casi vengo chiamato la dove il clima aziendale o di reparto non è favorevole alla produttività. I motivi sono solitamente due: un capo che non riesce a gestire la propria leadership, oppure un sistema di comunicazione e di premi e punizioni non funzionale agli scopi dell’azienda.

Che tipo di risposta riceve dai manager che si rivolgono a lei?

È straordinario vedere come già nei primi 20’ si rendano disponibili, aperti, oserei dire: vulnerabili. Si instaura (se il coach è capace e preparato) un rapporto di empatia profonda. Un’intesa necessaria per farsi guidare. Dopo tutto il rapporto che si crea è simile a quello allenatore-atleta. Se l’atleta non si fida, confida, affida al proprio allenatore, non è pensabile lavorare per una prestazione vincente.

In che modo riesce a far salire il loro livello di produttività? Quali sono i “tasti” che devono essere toccati?

Ognuno di noi fa ciò che fa per due ragioni: per andare verso il piacere o per andare via dal dolore. Individuare quale delle due leve muove il cliente è la base della motivazione per aumentare la sua produttività.

Leadership: è una strada percorribile per tutti o solo per per pochi? Chi non riesce, che tipo di reazione ha?

Si è creato un mito attorno alla figura del leader e della leadership. Ci sono percorsi universitari, master, specializzazioni in leadership… Come se diventare un leader fosse l’obiettivo di tutti. Dimentichiamo che per ogni leader ci sono svariati followers, senza i quali il leader sarebbe un matto alla ricerca del consenso. Esiste il leader perché esistono i followers. Senza followers il leader non può esserci. Dico questo perché a mio avviso la leadership non è per tutti, per fortuna. Altrimenti saremmo tutti alla ricerca di qualcuno da comandare. A mio avviso, se il leader è colui che fa la cosa giusta, il follower o il manager, è colui che fa le cose bene. E c’è sempre più bisogno di bravi followers.
Dovrebbero esserci corsi universitari e master in “followership”: come diventare un esecutore esemplare per raggiungere più velocemente gli obiettivi aziendali!
Se dovessi scegliere, nella mia organizzazione, tra avere un ottimo leader o degli ottimi followers, sceglierei senza dubbio degli ottimi followers. Sono coloro che fanno accadere le cose vere.

Ci può parare della sua Leadership Academy?

È un programma di cinque giorni che guida i partecipanti (solitamente liberi professionisti, imprenditori e commercianti) a diventare più capaci in 5 aree specifiche: persuasione, team building, leadership pratica, promozione, aumento del fatturato.
Si tiene ogni due anni, e quest’anno saremo nella prestigiosa ed esclusiva Sala dei Principi di Monte Carlo, dal 16 al 20 di ottobre. Per chi volesse saperne di più, questo è il link: https://www.leadershipacademymicap.com

A ottobre organizzerà un evento a Montecarlo: ci può dare qualche anticipazione?

È proprio di questo che stavo parlando, la Leadership Academy, che quest’anno avrà un obiettivo etico e nobile: raccogliere il capitale necessario per avviare i lavori di costruzione dell’orfanotrofio MICAP Village a Pangani in Tanzania. Un operazione che sta portando avanti la Fondazione MICAP for Children ONLUS, un’organizzazione internazionale che vuole assistere e accudire i bambini che sono stati straziati dagli eventi avversi della vita.
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *