S.O.S. Burnout: significato, sintomi e cura

burnout

La situazione lavorativa è diventata insopportabile? A lavoro ti senti costantemente esausto e stanco? Ebbene sì, potrebbe trattarsi proprio della Sindrome del Burnout (“essere bruciato”, “spento”). Un termine molto utilizzato, nell’ultimo periodo, ma spesso non considerato in modo corretto.

Molte persone lo sottovalutano, ma scherzare con il proprio esaurimento psicofisico, vuol dire non prendersi cura di sé stessi. Di solito ne soffrono maggiormente le persone che svolgono un lavoro di assistenza e che stanno a diretto contatto con anziani e bambini.

Il termine Burnout fu usato la prima volta negli anni ’70 per indicare una situazione considerata intollerabile per il lavoratore, che vive in un continuo stato di impotenza e frustrazione, rispetto alle richieste provenienti dall’esterno e dalle persone con cui interagisce lavorativamente.

Esistono due tipologie di Burnout:

  • Attivo: il soggetto si comporta in modo assertivo.
  • Passivo: il dipendente avverte un forte senso di apatia connesso a fattori interni.

Quali sono i sintomi?

La Sindrome del Burnout è un disturbo in costante crescita, dovuto principalmente ad eventi lavorativi stressanti.

Il paziente in Burnout si sente principalmente:

  1. Demotivato;
  2. Depersonalizzato;
  3. Senza autostima.

La persona è irritabile e perennemente di cattivo umore, priva energia. I sintomi maggiormente riportati dai pazienti in Burnout si manifestano sia sul piano emotivo che cognitivo:

  • Forti mal di testa;
  • Insonnia ricorrente;
  • Eccessiva Stanchezza;
  • Perdita di Energia;
  • Ansia e Depressione;
  • Senso di colpa, negativismo;
  • Frequenti ritardi a lavoro;
  • Perdita di appetito;
  • Mancanza di concentrazione nelle attività quotidiane.

Laddove ci si trovasse dinanzi a tali sintomi, come comportarsi?

Il consiglio che danno psicoterapeuti e psichiatri, è certamente quello di rivolgersi in tempi ragionevolmente brevi, ad uno specialista. Un percorso psicoterapeutico è la soluzione più efficace per evitare che tale disturbo possa cronicizzare, aggravandosi ulteriormente e inficiando, di fatto, non solo l’approccio alla professione ed il conseguente rendimento, ma anche la normale vita sociale del soggetto.

Quali sono i Professionisti maggiormente a rischio?

La Sindrome può manifestarsi in qualsiasi ambito lavorativo. Di solito, però, a soffrirne maggiormente sono gli operatori che lavorano nel sociale, a stretto contatto con altre persone, come i medici, i vigili del fuoco, gli operatori socio sanitari, i poliziotti, gli insegnanti, gli avvocati etc.

Secondo un recente studio fatto dall’Università “La Sapienza” di Roma, l’incidenza è maggiore nelle persone di età superiore ai 30-40 anni.

L’eccessivo stress nasce da un intenso sfruttamento delle risorse psicofisiche di una persona, che arriva a lavorare anche 16 ore al giorno, senza avere i giusti riposi; oppure si verifica in quegli operatori che ricoprono importanti responsabilità ed incarichi, che con il tempo sono logoranti; oppure può riscontrarsi anche nei soggetti chi svolgono un lavoro ripetitivo, meccanico, noioso, non motivante. Se non adeguatamente trattato, questo disturbo comporta un profondo logoramento psicofisico.

Per non cadere in Burnout

Oggi il Burnout rappresenta un rischio troppo elevato per ogni contesto organizzativo: ma non è facile riconoscerlo! In questo caso: Prevenire è meglio che curare!

Il modo migliore per prevenire il Burnout è riconoscere e promuovere l’impegno lavorativo di una persona, offrendo un’organizzazione lavorativa chiara e soprattutto coerente. La parola d’ordine è accresce l’energia e l’efficacia di ogni singolo lavoratore.

È bene che la Prevenzione si muovi in due direzioni: quella del singolo lavoratore, e quella di tutta l’azienda. Di seguito vi propongo un semplice Decalogo da seguire, per avere una vita lavorativa serena e soprattutto funzionale:

  • Non sovraccaricarsi di incarichi;
  • Trasmettere le proprie preoccupazioni o insicurezze, dal punto di vista lavorativo.
  • Utilizzare tecniche di rilassamento.
  • Essere assertivi nelle relazioni.
  • Esporre liberamente le proprie problematiche.
  • Proporre soluzioni valide e concrete.
  • Dedicarsi del tempo libero.
  • Dormire e Riposare almeno 7 ore al giorno.
  • Svolgere regolarmente attività fisica.
  • Non isolarsi.

Lo stress deve essere una forza motrice potente, non un ostacolo! (cit. Bill Phillips)

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